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L’Osservatorio UE de Lo Spiegone: aprile 2021

L’Osservatorio UE de Lo Spiegone: aprile 2021

Di Flavia Cervelli e Gaia Cellante

I primi quattro mesi del 2021 sono passati e a Bruxelles il dibattito è stato ancora incentrato sulla gestione dell’emergenza da Covid-19. In particolare, la fornitura dei vaccini, arma principale per fermare l’epidemia, è stata al centro dell’attenzione.

Dietro tutto ciò, però, il mondo dell’UE non ha smesso di girare e sono stati tanti gli eventi di politica nazionale e internazionale che hanno riscosso un certo interesse a Bruxelles, dove, intanto, continuava l’intensa attività legislativa delle istituzioni europee.

In questo primo appuntamento del nostro Osservatorio UE, ripercorriamo una serie di eventi che hanno segnato gli ultimi mesi, con gli occhi attenti a ciò che accadrà nei prossimi.

I primi mesi del nostro Osservatorio UE

L’inizio del 2021 ha visto la nascita del nostro neonato Osservatorio UE, di cui vi avevamo dato notizia con l’articolo di lancio del progetto. A esso hanno fatto seguito i primi contenuti interamente dedicati all’attività legislativa dell’Unione europea, come la proposta di Regolamenti in ambito digitale, l’approfondimento sull’impegno delle istituzioni europee nell’ambito della cooperazione, lo sviluppo e l’aiuto umanitario e il bilancio pluriennale per il periodo 2021-2027.

Vi serve un breve ripasso su come vengono prese le decisioni dalle istituzioni europee? Abbiamo pensato anche a questo, con il nostro toolbox dedicato.

EUtop10

Ma entriamo nel vivo dei fatti salienti accaduti nell’Unione europea (e non solo) nel primo quadrimestre del 2021 con la nostra Top10:

  1. Elezione di Armin Laschet

In Germania, Armin Laschet è stato eletto alla guida del partito Unione cristiano-democratica (CDU), ormai privo di una leadership dopo l’annuncio dell’abbandono della vita politica da parte di Angela Merkel e le dimissioni di Annegret Kramp-Karrenbauer. La sfida più difficile per il neoeletto sarà quella di guidare il partito verso le elezioni federali di settembre. Per saperne di più potete leggere il nostro articolo di approfondimento.

  1. Il Portogallo alla guida della presidenza del Consiglio dell’UE

Dal 1° gennaio 2021 a fine giugno il Portogallo detiene la presidenza semestrale del Consiglio UE. Il programma presentato dal governo lusitano prevede cinque priorità: rafforzare la resilienza in Europa, promuovere il modello sociale europeo e una ripresa sostenibile, accelerare la transizione digitale e riaffermare il ruolo dell’Unione europea nel mondo. Programma perfettamente in linea con gli obiettivi dell’agenda strategica dell’UE.

Ma non sono mancate le polemiche, legate soprattutto alle troppe spese del Portogallo per allestire delle strutture dedicate alla presidenza del Consiglio, proprio in Portogallo, e inutilizzabili a causa della pandemia, visto che tutti gli eventi e le riunioni si sono tenute da remoto.

  1. La risposta europea al caso Naval’niy

Il 2 marzo il Consiglio dell’UE ha deciso di sanzionare (con il divieto di viaggio e il congelamento dei beni) i quattro cittadini russi «responsabili di gravi violazioni dei diritti umani». Si tratta del capo del comitato investigativo della Federazione russa, il procuratore generale, il capo della guardia nazionale e il capo dell’amministrazione penitenziaria federale. Le gravi violazioni dei diritti umani sono invece l’arresto arbitrario, il processo arbitrario e la condanna del dissidente Alexei Naval’niy, ma anche la repressione delle proteste pacifiche in suo sostegno.

  1. Frontex sospende operazioni in Ungheria

Il 28 gennaio Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera, ha sospeso le proprie operazioni in Ungheria dopo una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea dello scorso dicembre. La Corte aveva concluso che alcune procedure di asilo dell’Ungheria, tra cui i respingimenti illegali dei richiedenti asilo al confine con la Serbia, violavano il diritto UE.

  1. Nuovi e rinnovati governi

La pandemia non ha bloccato neanche le crisi di governo. Dall’inizio dell’anno tra gli Stati membri dell’UE ci sono stati quattro cambi di governo, dei quali uno a seguito di elezioni legislative.

Dal 26 gennaio l’Estonia ha, per la prima volta, una Prima ministra. Kaja Kallas, leader del partito riformatore, è stata incaricata di formare un nuovo governo dopo che il precedente esecutivo si era dimesso a seguito di uno scandalo per corruzione.

Il 13 febbraio, in Italia, si è insediato un nuovo governo di larghissima maggioranza guidato dall’ex presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi. Il nuovo esecutivo si è formato a seguito della crisi del governo Conte e di lunghe settimane di trattative e consultazioni.

La Slovacchia, dal 1° aprile ha un nuovo Primo ministro, Eduard Heger, ex ministro delle Finanze. La crisi si era aperta a causa della controversa scelta dell’ex capo del governo, Igor Matovič, di acquistare due milioni di dosi del vaccino russo Sputnik nonostante l’Agenzia europea per i farmaci (EMA) non ne avesse ancora autorizzato l’utilizzo. L’attuale Primo ministro e il suo predecessore appartengono alla stesso partito, il populista Gente comune, e di fatto si è trattato uno scambio di poltrone: Matovič ha preso il posto di Heger al ministero delle Finanze.

Infine, nei Paesi Bassi, Mark Rutte si è dimesso da Primo ministro a gennaio, dopo il coinvolgimento del suo governo in uno scandalo legato ai sussidi familiari. Le elezioni generali di marzo hanno riconfermato il partito del premier uscente VVD come forza politica più votata, ma ancora sono in corso le trattative per poter dare il via a un nuovo governo.

(Approfondimento a cura de Lo Spiegone. Vai sul loro sito per leggere tutto il testo)