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L'occasione digitale per la cultura in Europa

L'occasione digitale per la cultura in Europa

Bruxelles – Per DiCultHer e Culture Italiae, la festa dell’Europa del 9 maggio 2021 coincide con la giornata di chiusura della sesta edizione della Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti” (3-9 maggio 2021) i cui temi principali sono la Convenzione di Faro e la sua contestualizzazione nell’era digitale, la “Bellezza”, quale tratto fondante la nostra identità culturale, esistenziale, produttiva, il Digital SHTEAM, il valore della diversità nell’ecosistema delle Digital Science, Humanities, Technology, Engineering, Arts And Mathematics.

Così come nelle precedenti edizioni della Settimana, anche questa sesta edizione rappresenta l’occasione per promuovere e valorizzare la progettualità giovanile e il dialogo sulle problematiche legate al diritto per tutti di avere accesso ai saperi per garantire il ‘diritto di ogni cittadino ad essere educato alla conoscenza e all’uso responsabile del digitale per la piena titolarità del patrimonio culturale’, ed affrontare, mediante l’uso consapevole del digitale e con approcci innovativi, la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione dei luoghi della cultura con particolare riferimento al proprio territorio analizzato e rappresentato nel contesto europeo.

Obiettivi che DiCultHer sostanzia nella convinzione che il patrimonio culturale, eredità culturale abilitante i processi di costruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e di promozione del dialogo interculturale, rappresenti sempre più un volano di sviluppo ed una risorsa strategica nel concorrere, anche attraverso il digitale inteso esso stesso come entità ormai di fatto e di diritto integrata in quell’eredità culturale, a re-innovare le modalità di condivisione del sapere.

Una sfida che pone la cultura al centro di quel “progetto d’Europa” – anche riguardo al suo essere “bene comune” e dispositivo fondamentale di coesione sociale – in grado di modificarne la percezione individuale e collettiva rispetto al valore assoluto della cultura stessa e delle culture digitali, che ne sono parte integrante. Prospettive queste già assunte nel “Manifesto Ventotene Digitale”, redatto nel marzo 2017 in vista dell’Anno europeo della cultura (2018), dove sono sintetizzate le sfide e le azioni che pongono la
Cultura Digitale al centro di quel “Progetto d’Europa” da molti invocato e del suo essere “bene comune” e dispositivo fondamentale di coesione sociale, legate alla Ricerca, all’Alta formazione e all’Educazione nell’area delle Digital Humanities (DH) e nel dominio del nuovo Digital Cultural Heritage (DCH). Prospettive ribadite nella successiva “Carta di Pietrelcina sull’educazione all’eredità culturale digitale” sul valore culturale delle nuove entità computazionali prodotte nell’Era Digitale contemporanea per dare identità al nuovo Digital Cultural Heritage definito dall’UE nell’Art. 2 delle Conclusioni del Consiglio del 21 maggio 2014 relative al patrimonio culturale come risorsa strategica per un’Europa sostenibile (2014/C 183/08).

Obiettivi e azioni che vengono sostanziate attraverso una serie attività, ed in particolare sostenendo la partecipazione delle studentesse e degli studenti alle sfide di #HackCultura, l’Hackathon degli studenti per la “titolarità culturale”, alla “Rassegna dei prodotti digitali realizzati dalle studentesse e dagli studenti” realizzati nell’ambito della partecipazione ad #HackCultura, nella serie di webinar sulla Convenzione di Faro e la sua contestualizzazione nell’era digitale, nella convinzione che il patrimonio culturale, eredità abilitante i processi di costruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e di promozione del dialogo interculturale, rappresenti sempre più una risorsa strategica nel concorrere, anche attraverso il digitale inteso esso stesso come entità ormai di fatto e di diritto integrata in quell’eredità, a re-innovare le modalità di condivisione dei saperi, di modificarne la
percezione individuale e collettiva rispetto al valore assoluto della cultura stessa e delle culture digitali che ne sono parte integrante.

Sfide fatte proprie, ritenendo assolutamente prioritario offrire al Paese, e al mondo dell’istruzione in particolare, le proprie riflessioni per far sì che il coinvolgimento consapevole dei giovani e dei loro docenti sia prioritario per renderli protagonisti nei processi di costruzione identitaria e di cittadinanza attiva europea e per restituire ai nostri giovani la piena consapevolezza del loro ruolo in questi contesti, essenziale nel raggiungere obiettivi di crescita sociale, culturale, economica.

La proposta

Con queste prospettive, DiCultHer e Cultura Italiae, insieme ad INDIRE, ICCU, #LrxCulture ed altri nostri importanti partner, abbiamo ritenuto opportuno di ricordare la nascita dell’Europa dedicando l’intera giornata del 9 maggio ad una iniziativa dal titolo “L’OCCASIONE DIGITALE PER LA CULTURA E L’EUROPA”, per sottolineare quanto sia rilevante favorire la conoscenza approfondita dell’uso consapevole del Web, delle tecnologie ad esso collegate e degli strumenti e tecniche di comunicazione rese disponibili dal digitale per una comunicazione eticamente efficace e per promuovere nei nostri giovani la consapevolezza di riappropriarsi della titolarità partecipata dell’eredità culturale ripartendo proprio dal riconoscimento del valore della cultura digitale, dell’innovazione, dell’inclusione sociale, dell’interculturalità, della sostenibilità e del contrasto dei pregiudizi verso le differenze di ogni genere, di cultura, di età, di provenienza, di abilità, di colore della pelle.

PROGRAMMA

Mattino, ore 10:00-12:30 Dialogo con le Istituzioni nazionali ed europee.
Apertura della giornata

Angelo Argento, Presidente Associazione Culture Italiae
Carmine Marinucci, Presidente Associazione Internazionale DiCultHer
Gilberto Corbellini, Presidente Fondazione Antonio Ruberti
Laura Moro, Direttore dell’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale del
Ministero della Cultura.
Interventi
Presiede: Germano Paini, Presidente Comitato Scientifico DiCultHer, UniTO

 

Michele Rak, già EHL – European Panel for the European Heritage Label
Flavia Piccoli Nardelli, VII Commissione Cultura, Camera deputati
Luisella Pavan-Woolf, Consiglio d’Europa, Direttore Ufficio del CoE in Italia;
Roberta Alberotanza, già presidente comitato cultura del Consiglio d’Europa, esperto
valutatore itinerari culturali Coe: Ruolo itinerari culturali europei.
Pamela Giorgi, Primo Ricercatore Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca
Educativa (INDIRE)
Francesco Taccetti, Responsabile Progetto Europeo 4CH (Competence Centre for the
Conservation of Cultural Heritage)
Bernard Hugonnier, AEDE France, Projet pour le développement d’une culture européenne
(PEC)
Alessandro Civati, CEO Lirax org. La piattaforma blockchain #LRXCULTURE per Competenze
& Re-Skilling nel Digitale.

Pomeriggio, ore 15:00-18:00 Dialogo con i progetti culturali d’interesse europeo, tra le esperienza in attuazione della Convenzione di Faro e la sua contestualizzazione nell’era digitale, tra i esperti, docenti e studenti delle istituzioni scolastiche nazionali ed europee per riflettere insieme sulle culture digitali quale identità culturali.

Presiede: Letizia Bindi, Università degli Studi del Molise, Presidente Associazione DiCultHer Faro
Molise
Viviana Di Capua, Università degli Studi di Napoli, Federico II, Cultural Common
Francesco Calabrò, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Osservatorio
Regionale Patrimoni UNESCO Calabria.
Laura Moscini, Osservatorio Interuniversitario Studi di Genere (GIO), Mainstreaming di
genere e dell’innovazione
Maria Teresa Natale, Istituto Centrale Catalogo Unico, Gli aggregatori di contenuti digitali
d’interesse europeo.
Sonia Tucci, il progetto Archeofest® e la Convenzione di Faro;
Maria Maddalena Chimisso; Responsabile Rete Nazionale per le Metodologie Didattiche
Innovative.
Monica Gozzini Turelli, Istituto Comprensivo Pisogne (Brescia): I bambini entrano in Europa:
PISOGNE BILINGUAL PRIMARY SCHOOL
Forioso Donata, Centro Nazionale Sangue, La Cultura Digitale per il sociale e il volontariato;
• Le esperienze europee delle Associazioni:
o DiCultHer Faro Sicilia,
o DiCultHer Faro Molise,
o Faro Trasimeno.

La festa dell’Europa

Il 9 maggio 2021 si festeggia la festa dell’Europa, occasione per celebrare la pace e l’unità in Europa. La data ricorda l’anniversario della storica dichiarazione di Schuman, un discorso a Parigi, nel 1950, in cui l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman espose la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. La sua ambizione era creare un’istituzione europea che avrebbe messo in comune e gestito la produzione del carbone e dell’acciaio. Il trattato che dava vita ad una simile istituzione fu stato firmato appena un anno dopo, nel 1951. La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita dell’Unione europea. Annualmente le Istituzioni europee celebrano questa data del 9 maggio -festa dell’Europa- e, agli inizi di maggio le istituzioni dell’UE aprono al grande pubblico le porte delle loro sedi di Bruxelles e Strasburgo. Gli uffici locali dell’UE in Europa e nel resto del mondo organizzano una serie di attività ed eventi per un pubblico di tutte le età.

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Nell’estate del 1941, mentre l’armata tedesca dilagava nell’Unione Sovietica, tre uomini, confinati sulla piccola isola italiana, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, solitari combattenti contro la dittatura del Duce, raccolgono in un programma di azione le riflessioni sul futuro di quell’Europa del dopoguerra