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Il Green Pass europeo era nato per il turismo, quello italiano rischia di affossarlo
(Credit Image: © Pavlo Gonchar/SOPA Images via ZUMA Wire)

Il Green Pass europeo era nato per il turismo, quello italiano rischia di affossarlo

Nella maggioranza del governo Draghi una nuova spina rischia di aumentare la conflittualità fra i partiti che la compongono. Il nuovo oggetto del contendere sembra essere diventato il Green pass recentemente approvato dal Governo per cercare di contenere la diffusione della quarta ondata di Covid 19. Il green pass consiste in un documento rilasciato a chi ha completato il ciclo vaccinale o chi è guarito dalla infezione da sei mesi, e permette di potere accedere ad eventi sportivi, manifestazioni, cinema, teatri, bar e ristoranti, altrimenti vietati. Per entrare in locali pubblici al chiuso o partecipare a feste, eventi, entrare al cinema o a tetro, dal 6 agosto il certificato verde sarà, infatti,  obbligatorio per tutte le persone dai 12 anni in su, a meno che non si si sia in possesso di un tampone negativo delle 48 ore precedenti.

Questa misura che segue quella ancora più rigida promossa dal presidente francese Emmanuel Macron in Francia, vuole essere un incentivo ulteriore nel convincere gli indecisi a vaccinarsi. Come detto, sia in Francia che in Italia la questione ha suscitato polemiche e proteste da arte di chi la considera una ingiusta limitazione alle libertà personali. In Italia anche all’interno della stessa maggioranza che sostiene il governo, il leader della Lega Matteo Salvini ha masticato amaro per una decisione che ha mostrato di non gradire affatto. Sicuramente  il solo annuncio sia in Francia che in Italia della istituzione del green pass ha determinato nei giorni successivi un vero e proprio boom di prenotazione presso i centri vaccinali.

La scelta di Francia ed Italia potrebbe presto essere seguita da altri paesi europei, se il numero dei contagi dovesse salire ulteriormente. Ma il rischio è che questa difformità nelle misure per arginare la pandemia, potrebbe alla lunga essere dannoso al turismo. Sarebbe una cosa paradossale considerando che la creazione di un attestato di sicurezza (il Green pass appunto) fu deciso dall’Unione europea, proprio per permettere la libera circolazione, dalla sua entrata in vigore il 1 luglio, fra le diverse nazioni in sicurezza.  Una sorta di lasciapassare, che rendesse sostanzialmente sicuro spostarsi, per agevolare uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia.

Ma Secondo alcuni questa nuova forma di Green pass ” nazionale”  con le nuove restrizioni, per chi non è in possesso del pass, potrebbe impattare assai negativamente soprattutto proprio su gran parte degli operatori del settore turistico, come ha  affermato il capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza:  “Ancora un volta il governo mette i bastoni fra le ruote a chi vuole soltanto lavorare e ripartire”.  Ma anche da parte delle stesse associazioni di categoria sono già arrivate parole allarmanti a proposito che sembrerebbero effettivamente dare ragione all’europarlamentare di Fratelli d’Italia.

Gianni Battaiolapresidente dell’associazione di categoria Asat e rappresentante di Federalberghi per il Trentino Alto Adige, per esempio pur riconoscendo l’importanza della vaccinazione ha avvertito dei rischi che una simile proposta potrebbe avere sul turismo nel clou della stagione. “Le recenti norme sul Green pass generano però confusione perché arrivano a stagione in corso e con prenotazioni già effettuate. Si introducono restrizioni che prevedono anche per gli alloggiati nelle strutture ricettive il controllo del certificato verde in caso di accesso al ristorante interno all’albergo”.

Negli ultimi giorni molti operatori turistici parlano di disdette a pioggia sia nelle città d’arte che nelle località balneari come Sardegna, Sicilia e Riviera Romagnola. Insomma la pandemia sta mettendo a dura prova la resilienza di un settore come quello turistico che rappresenta per il nostro paese circa il 13% del Pil, e che forse meriterebbe una maggiore attenzione da parte del governo. Come infatti ha recentemente denunciato l’Astoi, associazione dei tour operator italiani, per la seconda parte del 2020 e il 2021 nulla sarebbe stato stanziato ancora nessun tipo di aiuto per il comparto turistico e se a questo le voci allarmistiche e poco chiare sul virus, rischiano di avere effetti devastanti sul comparto, per il quale, come si legge nella nota di Astoi, molto probabilmente ” il 2021 si rivelerà ancora più tragico di quello precedente con ricadute pesantissime su aziende e occupazione”.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.