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Ricerca e innovazione nel futuro dell'industria farmaceutica. L'Italia gioca le sue carte in uno dei pilastri del Next generation EU

Ricerca e innovazione nel futuro dell'industria farmaceutica. L'Italia gioca le sue carte in uno dei pilastri del Next generation EU

Roma – “È l’uomo che costruisce il futuro”. Ad avere fiducia nell’innovazione e a guardare ancora lontano è un uomo di oltre cento anni. Marino Golinelli, pioniere dell’industria farmaceutica in Italia, ha così tagliato il nastro del nuovissimo centro di ricerca di AlfaSigma a Pomezia. Forbici alla mano anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti, il sindaco Adriano Zuccalà e il presidente della società Stefano Golinelli.

Marino Golinelli e Nicola Zingaretti tagliano il nastro dei nuovi laboratori di ricerca AlfaSigma

Alta tecnologia farmaceutica e chimica analitica per 5.600 metri quadrati di laboratori, questo è Labio 4.0, centro polivalente realizzato in appena due anni, nonostante i freni della pandemia, con un investimento di oltre 17 milioni di euro.

“La decisione di investire nella ricerca e nell’innovazione tecnologica in Italia è quel che l’intero Paese chiede alle sue menti più innovative”, ha scritto Mario Draghi nel suo messaggio augurale. Ed è senza dubbio una storia di successo lunga 70 anni quella di AlfaSigma, tra le prime aziende farmaceutiche a capitale italiano, con 3.000 dipendenti e presente nel mondo in 90 paesi con 17 filiali.

La pandemia e lotta al Covid-19 ha insegnato molto. E la prima cosa è che investire in salute significa pensare alla sicurezza del Paese, in primo luogo sanitaria ma poi sulle ricadute economiche e sociali. Oltre il vaccino, la cura ha un ruolo di fondamentale importanza e per questo anche nei laboratori AlfaSigma si sta lavorando allo sviluppo di un anticorpo che sembra funzionare con tutte le varianti del virus. “Uno studio ancora in fase di sperimentazione”, spiega il direttore di ricerca e sviluppo Emilio Merlo Pich senza aggiungere ulteriori dettagli.

La ricerca è l’impegno su cui poggia il progetto inaugurato oggi, “asse strategico dell’industria farmaceutica che oggi concentra le maggiori prospettive di sviluppo nella genomica, i big data, la robotica e biotecnologie –  ha ricordato il presidente della società Stefano Golinelli – tutti settori ad alto investimento”. E su ricerca, sviluppo e innovazione sta puntando l’Unione europea con sono i pilastri del PNRR e del Next generation Eu.

“L’Italia ha un futuro solo se si vede in una grande dimensione europea, insiste il presidente della regione Zingaretti, con Privato e pubblico a fare squadra, nel Paese ma ancora prima nel Lazio dove la ricerca ricopre ormai un ruolo di primo piano. “Ricerca dieci chilometri” è l’idea che mette insieme e in un’area circoscritta tutti i centri policlinici intorno alla Capitale, il CNR, l’ASI con il settore dell’aerospazio e naturalmente l’innovazione dell’industria farmaceutica che con Labio 4.0, compie un grande passo in avanti. “Abbiamo recuperato terreno sulla programmazione europea – ha spiegato Zingaretti – e i prossimi investimenti per la ricerca e l’innovazione saranno di 1,8 miliardi di euro”.

L’importanza di “fare sistema e trovare l’ambiente dove investire” è il messaggio lanciato da Stefano Golinelli, figlio del fondatore e alla guida dell’azienda che nella sua lunga storia concilia tradizione e innovazione, e che ha fatto dell’investimento nella ricerca la sua forza.

Il nuovo centro inaugurato a Pomezia dove opereranno circa la metà dei 138 ricercatori (la maggioranza dei quali, 86, sono donne), ospita i nuovi laboratori di chimica analitica e il nuovo “Impianto pilota”, che rappresenta l’aspetto più significativo dell’investimento. Il “Pilota è in grado di calibrare produzioni di lotti clinici sperimentali per nuovi farmaci orali, operando prima della produzione semi industriale e consentendo risparmio di tempo e materie prime.

Un impianto fondamentale per i farmaci sperimentali nelle prime fasi cliniche e che è possibile impiegare anche per clienti esterni. Made in Italy protagonista anche nella progettazione e realizzazione: il Labio 4.0 è il frutto di professionalità del territorio e il 70 per cento dei macchinari ad alta tecnologia è prodotto da aziende fiore all’occhiello dell’ingegneria italiana.

Tutto all’insegna di un’etica di vita che il patriarca Marino Golinelli alla vigilia dei suoi 101 anni racconta così: “Fare impresa, ovviamente realizzare utili ma non investire mai in speculazioni. Solo in ricerca per creare altro lavoro”.