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Una rete ferroviaria unica europea: la proposta dei Verdi tedeschi

Una rete ferroviaria unica europea: la proposta dei Verdi tedeschi

Vacanze o lavoro in un altro Paese dell’Unione europea? Nessun problema: carta di identità – e, per i nostri tempi, Green Pass – alla mano, non servono né passaporti, né visti. Il tutto condito da un volo low-cost acquistabile in pochi secondi da una App del proprio smartphone.

È questo, da più di trent’anni, il semplice schema da seguire per un cittadino di un Paese membro UE (o di altro Stato che partecipa all’area Schengen). È già da qualche tempo, però, che accanto alle esigenze di velocità e semplicità se ne è aggiunta una ulteriore: la riduzione delle emissioni di CO2.

Si può dire che sono tempi ambiziosi per l’integrazione europea. Con l’approvazione del Green Deal, infatti, l’Unione si è impegnata a ridurre del 55% le proprie emissioni entro il 2030 e a diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Al contempo, anche i cosiddetti PNRR nazionali relativi ai fondi di Next Generation EU contengono obiettivi importanti nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici. 

In mezzo a questa agenda cercano di farsi spazio anche i Verdi tedeschi che, a pochi giorni dalle elezioni in Germania, presentano una proposta decisamente sorprendente: la creazione di una rete ferroviaria (notturna) europea, la quale riguarderebbe, oltre alle capitali, diverse mete tipicamente scelte dagli europei per le proprie vacanze.

L’obiettivo dichiarato è proprio quello di creare “fair competitive conditions” tra ferrovie e voli di linea, al fine di ridurre i voli intra-continentali e, di conseguenza, il loro impatto ambientale. Secondo un sondaggio commissionato da Germanwatch*, peraltro, il 69% dei cittadini europei intervistati si dichiara pronto e favorevole ad usare treni notturni.

Un progetto che non a caso è stato presentato proprio quest’anno. Il 2021, infatti, è l’anno europeo delle ferrovie e, per l’occasione, l’UE ha lanciato il Connecting Europe Express, un treno innovativo e sostenibile che attraverserà il continente fino al 7 ottobre, toccando più di 100 città in 26 Paesi. 

Si tratta di una proposta indubbiamente ambiziosa, che si aggiunge alla lunga lista della sfide che aspettano l’Unione europea nei prossimi anni. Sarà giunto il tempo per un’Europa più unita anche (ma non solo) geograficamente?

 

*Il sondaggio è stato condotto con riguardo a cittadini della Polonia, Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

 


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.