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Perso il contratto in Australia la Francia si consola con la Grecia: ad Atene navi per tre miliardi
Di AHMED XIV, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70350684

Perso il contratto in Australia la Francia si consola con la Grecia: ad Atene navi per tre miliardi

Dopo la cancellazione del "contratto del secolo" con la Marina australiana, la Naval Group francese conclude con successo un accordo per la vendita di almeno sei navi da guerra a partire dal 2025

Bruxelles – La Francia costruirà almeno sei navi da guerra per la marina militare della Grecia, per un costo stimato di tre miliardi di euro. Persa la ricca commessa australiana nella vicenda AUKUS, Parigi si consola con una piccola fornitura all’armatissime forze armate di Atene.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier greco Kyriakos Mitsotakis lo hanno annunciato oggi in una conferenza stampa congiunta a Parigi. Nel corso della visita, Mitsotakis ha presieduto l’inaugurazione di una mostra al Louvre che celebra il contributo francese all’indipendenza della Penisola ellenica.

Per Mitstotakis si tratta di un accordo storico, che “legherà Grecia e Francia per decenni” e “apre la porta all’Europa di domani, che sarà forte, autonoma e capace di difendere i propri interessi”. Con l’occasione il presidente francese ha esortato ancora una volta i Paesi europei al perseguimento dell’autonomia strategica. Macron ha poi ribadito che non c’è alcuna intenzione di renderla alternativa all’alleanza con gli Stati Uniti – replica dell’approccio tenuto nella telefonata con il presidente Biden della scorsa settimana.

La commessa della Francia per le fregate alla Grecia

L’accordo prevede la fornitura alla Grecia di tre fregate e tre corvette. In seguito alla commessa potrebbe aggiungersi una quarta fregata. Secondo la stampa di settore per le fregate le forze armate greche avrebbero scelto la nuova classe FDI, nave di taglia intermedia prodotte dalla francese Naval Group. Le corvette sarebbero invece quelle della classe Gowind, imbarcazioni più piccole ed economiche equipaggiate per missioni antisommergibile e antinave.

I costi della vendita sono stimati a tre miliardi di euro, ma è probabile che lievitino in corso d’opera: almeno altri 100 milioni saranno necessari per dotare le fregate dei sistemi di contromisure elettroniche di cui al momento sono sprovviste. Ciò che sorprende è la tabella di marcia forzata proposta da Parigi. Le prime navi dovranno essere consegnate entro il 2025 e le ultime entro la fine dell’anno successivo – tempi strettissimi considerata la mole delle imbarcazioni.

La commessa, annunciata con grande enfasi dall’Eliseo, segue la delusione per la cancellazione di un accordo di forniture militari con l’Australia per un totale di 50 miliardi di euro. In quel caso la Naval Group avrebbe dovuto costruire dodici sottomarini diesel di classe Scorpene per la marina Australiana. Il governo di Canberra aveva cambiato idea in seguito all’annuncio del patto strategico AUKUS, optando per quelli anglo-americani a propulsione nucleare e causando l’ira di Parigi.

Non solo navi: l’intesa tra Atene e Parigi

Insieme alle forniture militari, i leader dei due paesi hanno annunciato che la cooperazione nel settore della difesa verrà approfondita. Secondo Bloomberg, le trattative trai due paesi avrebbero prodotto un’intesa sulla mutua assistenza in caso di invasione del territorio nazionale “con ogni mezzo a disposizione, incluso l’utilizzo della forza militare”.

Il messaggio è rivolto in primis alla Turchia, le cui mire nel Mediterraneo turbano sia la Francia che la Grecia. Appena un anno fa, nell’estate del 2020, navi greche e turche erano arrivate a speronarsi dopo settimane di tensioni. Negli stessi giorni una fregata francese veniva messa sotto tiro da imbarcazioni turche al largo della Libia.

Atene e Parigi cementano ulteriormente la partnership nel settore della difesa. A inizio 2021 l’aviazione greca aveva già acquistato 18 caccia Dassault Rafale di produzione francese, poi diventati 24 in un nuovo accordo raggiunto a inizio settembre. Il costo totale della commessa si aggira intorno a 2 miliardi e mezzo di euro.

Proprio la sintonia sul dossier turco potrebbe essere alla base dell’accordo odierno. Come hanno riportato alcuni analisti greci, le navi transalpine erano l’alternativa più costosa tra quelle proposte alla marina greca. Solo i francesi, tra tutti i concorrenti (Olanda, Stati Uniti, Regno Unito), avrebbero però potuto assicurare anche l’impegno per l’assistenza militare.

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