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Amess,  ennesimo caso di politico ucciso in Gran Bretagna

Amess, ennesimo caso di politico ucciso in Gran Bretagna

Ennesimo episodio di violenza contro un politico britannico da parte probabilmente di un estremista islamico che ha ucciso con una decina di coltellate un deputato conservatore del parlamento britannico, mentre stava effettuando il suo abituale incontro con la comunità del suo collegio.

Sir. Amess, deputato di vecchio corso del partito conservatore,  è stato attaccato durante un regolare incontro con gli elettori in una chiesa metodista in una zona residenziale della città di mare a circa 40 miglia (62 chilometri) a est di Londra. I paramedici hanno provato senza successo a salvarlo.

Il conservatore Sir David Amess, 69 anni, è stato uno dei parlamentari più longevi, essendo stato eletto prima per Basildon nel 1983 e poi per Southend West nel 1997.

Un euroscettico a lungo termine, ha sostenuto la Brexit nel referendum dell’UE del 2016 e ha twittato l’immagine di un ritaglio di cartone a grandezza naturale di Margaret Thatcher il giorno dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Insomma sicuramente un conservatore che non aveva paura  di difendere le sue idee e il suo pensiero.

Padre di cinque figli, è nato a Plaistow, nell’Essex, ed è diventato insegnante di scuola elementare a Bethnal Green, nell’East London, dopo essersi laureato in economia e governo presso l’attuale Bournemouth University.

Eletto consigliere del distretto londinese di Redbridge, dopo aver vinto il seggio di Basildon, è stato segretario privato parlamentare di Michael Portillo per 10 anni.  Quando, contro ogni previsione, occupò il seggio marginale di Basildon nel 1992, fu la prima chiara dimostrazione che i laburisti non avrebbero vinto quelle elezioni.  In seguito ha scritto un libro sulle sue esperienze, intitolato 1992: Against All Odds, che è stato lanciato ai Comuni in occasione di un evento per celebrare il 20° anniversario delle elezioni.

Ha visto il giubileo di platino della regina l’anno prossimo come un’altra opportunità, chiedendo nel novembre 2020 una nuova statua della regina e un concorso per lo status di città per garantire che Southend ottenesse il riconoscimento che credeva meritasse.  Un’altra campagna che ha sostenuto è stata quella di commemorare Dame Vera Lynn sulle bianche scogliere di Dover. Insomma un personaggio controverso ma che ,lottava con costanza e coerenza per le battaglie in cui credeva.

Ma nello stesso tempo la sua grande umanità la sua profonda religiosità e il suo grande attaccamento alla politica come missione per perseguire l’interesse della comunità in cui è stato eletto, lo rendeva un politico sempre molto vicino alla gente anche e soprattutto a chi non la pensava come lui.

Ma questo non è il primo caso in cui un politico inglese viene attaccato da estremisti e deve pagare con la vita per questioni che poco hanno a che fare con la vita democratica di un paese come la Gran Bretagna, che negli ultimi anni ha pagato uno  scotto pesante al crescente clima di odio che si è venuto a creare con la radicalizzazione delle idee religiose estremiste.

Nel 2016, un folle ha accoltellato e sparato alla deputata Jo Cox mentre stava entrando in una riunione con i suoi elettori. La signora Cox, un membro laburista del Parlamento, aveva sostenuto la restante parte del Regno Unito dell’UE. È morta nell’attentato.

Nel 2010, il legislatore laburista Stephen Timms è stato pugnalato due volte da una donna associata a un estremista islamico e che si è opposta al sostegno del signor Timms alla guerra in Iraq. È sopravvissuto all’attacco.

Nel 2000, un assistente di un parlamentare liberaldemocratico è stato ucciso mentre difendeva il suo capo quando un uomo armato di spada ha fatto irruzione nella sua riunione del collegio elettorale.

Questo anche perché in Inghilterra non è raro vedere un ministro prendere metropolitane o un deputato fare la spesa al supermercato. Ma questo pone problemi di sicurezza in un paese in cui il fondamentalismo islamico è ben radicalizzato soprattutto in verte zone della capitale e in alcune sobborghi Dell principali città industriali del paese.

Chris Bryant, deputato laburista rivendica con orgoglio questa particolarità della democrazia britannica a cui non vuole affatto rinunciare«noi siamo orgogliosi del fatto di renderci disponibili per i nostri elettori: “chiunque può venire ai nostri incontri, trovarci al supermarket, parlarci sull’autobus o sul treno. Questa apertura è centrale per la nostra democrazia e non dobbiamo rinunciarci”.

Ma,  dopo l’ennesimo fatto di sangue, la politica britannica si trova però quasi inevitabilmente di fronte alla necessità di rivedere i propri dispositivi di sicurezza per i parlamentari.

“Straziante venire a sapere della morte di Sir David Amess. Uomo perbene e parlamentare rispettato, ucciso nella sua stessa comunità mentre svolgeva il suo dovere. Un giorno tragico per la nostra democrazia. I miei pensieri e le mie preghiere vanno alla famiglia di David“, ha scritto su Twitter l’ex-premier britannica Theresa May.

“Questa è la terza volta e ogni volta diciamo che non lasceremo che accada di nuovo e niente cambia”, ha detto Halfon dopo la notizia dell’accoltellamento e della morte del collega di partito David Amess, che ha chiesto una immediata revisione delle misure di sicurezza per i politici britannici, che potrebbero essere per le loro idee presi di mira.

“Siamo tutti esposti, e teniamo i nostri incontri con gli elettori e tutti sanno chi siamo e dove viviamo. Questo è un problema serio”, ha aggiunto il deputato, che chiede una “revisione indipendente” delle misure di sicurezza a protezione dei parlamentari.

Il tristissimo episodio è stato anche commentato piuttosto criticamente dalla presidente dell’Ecr, di cui i tories inglesi del deputato ucciso facevano parte nel parlamento europeo Giorgia Meloni

“Evidentemente l’omicidio di un parlamentare di centrodestra, bianco, cristiano, forse per mano islamista non è funzionale al racconto del mainstream, concentrato a rincorrere i fantasmi del passato e criminalizzare gli avversari politici invece di preoccuparsi delle emergenze del terzo millennio”, ha scritto in un post polemico pubblicato su Facebook la presidente dell’Ecr europeo.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.

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