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Regioni e città UE chiedono un maggiore coinvolgimento nel monitoraggio dell'intelligenza artificiale ad alto rischio

Regioni e città UE chiedono un maggiore coinvolgimento nel monitoraggio dell'intelligenza artificiale ad alto rischio

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato il suo parere, invitando la Commissione a considerare in modo più approfondito la classificazione dei sistemi di IA che vengono messi a disposizione delle autorità pubbliche

Bruxelles – Scendono in campo anche regioni e città dell’Unione Europea per spingere il nuovo quadro sull’intelligenza artificiale UE in una direzione di salvaguardia delle tutele sui sistemi ad alto rischio. A poche ore dall’annuncio all’evento di Eunews da parte del capodelegazione del PD, Brando Benifei, sulla sua assegnazione come relatore per la legge sull’intelligenza artificiale insieme al collega Dragoş Tudorache, il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato un parere per chiedere più trasparenza e requisiti di informazione più rigorosi nel regolamento in discussione a Bruxelles.

Nel parere elaborato dal relatore olandese Guido Rink emerge la richiesta di una maggiore inclusione di regioni e città europee nel monitoraggio dei sistemi di intelligenza artificiale, partendo dalla constatazione che nella proposta di quadro normativo presentata dalla Commissione UE mancano totalmente i riferimenti agli enti locali e regionali, “nonostante il loro ruolo fondamentale nel creare un ambiente favorevole agli investimenti nell’IA e nello sfruttare il potenziale di questi sistemi per fornire servizi migliori ai cittadini”.

Il parere è stato adottato ieri (giovedì 2 dicembre) nel corso della sessione plenaria del Comitato. “Quando si tratta dell’uso di sistemi AI ad alto rischio, una corretta consultazione delle autorità locali e regionali interessate è imperativa”, ha sottolineato il relatore olandese. “Abbiamo bisogno di salvaguardie molto più forti per quanto riguarda il social scoring basato sull’IA [sistemi che premiano o penalizzano i singoli cittadini rispetto ai comportamenti rilevati, ndr]”, dal momento in cui “rischia di portare alla discriminazione e all’esclusione sociale”, ha aggiunto.

È per questo motivo che – in linea con quanto emerso dal progetto di relazione sull’intelligenza artificiale presentato dalla commissione AIDA del Parlamento UE – il Comitato ha invitato la Commissione a considerare in modo più approfondito la classificazione ad alto rischio dei sistemi di IA che possono essere utilizzati dalle autorità pubbliche, dal riconoscimento biometrico a distanza, alle applicazioni nei processi democratici partecipativi. “Gli Stati membri dovrebbero mantenere il diritto di regolamentare i sistemi ad alto rischio se sono in gioco interessi pubblici e di sicurezza nazionale debitamente giustificati“, ha osservato ancora Rink, ribandendo la necessità in questi casi di una costante consultazione con le autorità locali e regionali.

Infine, è “di fondamentale importanza” la necessità di dotarsi di “regole chiare per costruire un ecosistema di fiducia ed eliminare l’incertezza giuridica che circonda lo sviluppo e l’uso dell’IA”, avverte il CdR. Desta preoccupazione “il potenziale onere amministrativo del regolamento”, che potrebbe “ostacolare le piccole e medie imprese e le autorità nella promozione dell’innovazione in loco”. Ecco perché regioni e città europee hanno chiesto all’esecutivo UE di finanziare campagne pubbliche per informare i consumatori su tutto ciò che riguarda i processi decisionali guidati dall’intelligenza artificiale.

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