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Il Parlamento UE si schiera per regolamentazione dei mercati digitali:
Il relatore per il Parlamento UE, Andreas Schwab, nell'emiciclo di Strasburgo

Il Parlamento UE si schiera per regolamentazione dei mercati digitali: "Game over ai comportamenti abusivi delle Big Tech"

In sessione plenaria gli eurodeputati hanno appoggiato il testo presentato dal relatore Andreas Schwab sul Digital Markets Act. La vicepresidente della Commissione UE Vestager ha applaudito la "pietra miliare arrivata in tempi brevi"

Aggiornamento del 15 dicembre (ore 19.00). La relazione sulla legge sui mercati digitali nell’UE è stata approvata dal Parlamento UE con 642 voti a favore, 8 contrari e 46 astenuti.

dall’inviato

Strasburgo – L’ultimo passo è stato compiuto. Gli eurodeputati hanno appoggiato il testo presentato dal relatore Andreas Schwab (PPE) sulla proposta di legge UE sui mercati digitali (DMA), la prima legislazione al mondo che regolamenterà il settore digitale per garantire maggiore competitività e più protezione dei diritti dei consumatori.

Andreas Schwab mercati digitali
Il relatore sul Digital Markets Act per il Parlamento UE, Andreas Schwab (PPE)

In attesa del risultato della votazione di domani (mercoledì 15 dicembre), la maggioranza dei gruppi politici si è schierata a favore della posizione del Parlamento UE in vista dei negoziati con i co-legislatori del Consiglio dell’UE, che ha già dato il proprio via libera lo scorso 25 novembre. A questo punto, dopo l’approvazione in sessione plenaria, potrà iniziare il trilogo (con la Commissione che farà da mediatrice), per raggiungere l’accordo definitivo sulla legge UE sui mercati digitali.

“Oggi diciamo game over ai comportamenti abusivi e anti-concorrenziali delle Big Tech”, ha annunciato il relatore tedesco. A un anno dalla presentazione della proposta di legge sui mercati digitali da parte della Commissione UE, l’Eurocamera ha dato “un segnale forte, garantendo che anche nell’era digitale siano garantiti i nostri principi fondamentali e l’economia di mercato“. Salvaguardando la concorrenza, l’innovazione e l’equo accesso al mercato per le piccole e medie imprese, “stabiliamo che sia il migliore a prevalere, non il più forte”, ha specificato Schwab.

In questo senso si inseriscono le posizioni degli eurodeputati sulla protezione dei dati degli utenti, il divieto di pubblicità mirata nei confronti dei minori, la definizione chiara a livello quantitativo perché una piattaforma possa essere considerata gatekeeper (quella che può controllare l’accesso al mercato) la lotta alle cosiddette killer acquisition (acquisizioni di società emergenti da parte delle aziende che dominano il mercato digitale) e l’obbligo di interoperabilità tra piattaforme (qui il contenuto della relazione spiegato nei dettagli).

Margrethe Vestager
La vicepresidente della Commissione UE per il Digitale, Margrethe Vestager

“Con questa legge la Commissione non dovrà più rincorrere le Big Tech, ma saranno applicate le regole stabilite in modo omogeneo sul territorio comunitario”, ha aggiunto il relatore, che ha assicurato “pieno sostegno” del Parlamento UE all’esecutivo comunitario nella regolamentazione dei mercati digitali. In rappresentanza del gabinetto von der Leyen, la vicepresidente della Commissione UE per il Digitale, Margrethe Vestager, ha definito la proposta “molto complessa, ma all’altezza delle aspettative per garantire mercati digitali aperti, equi e contendibili”, una “pietra miliare che è arrivata in tempi brevissimi“.

Le ha fatto eco il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton: “Avete lavorato con determinazione su questo fascicolo e dobbiamo continuare a tenere questo ritmo per preservare il buon funzionamento del Mercato unico e definire nuove regole che possono essere applicate in tutto il mondo“. Sia Breton sia Vestager hanno ricordato la necessità di arrivare ora a una posizione definitiva anche sull’altra proposta di legge sul fronte digitale, il Digital Services Act (DSA), che fra poche ore sarà votata in commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO): “In questo modo saremo in grado di tutelare a 360 gradi sia le start-up sia i cittadini europei”, ha assicurato il commissario Breton.

Il dibattito sui mercati digitali in plenaria

Nel corso del dibattito nell’emiciclo di Strasburgo tutti i gruppi politici hanno appoggiato la proposta del relatore dei popolari europei, con diversi gradi di soddisfazione. “È un momento importante per la storia europea”, è stato il commento di Marcel Kolaja (Verdi/ALE), che ha sottolineato la necessità di “aumentare il carattere di contendibilità dei mercati digitali almeno sul territorio UE”. Anche per Sandro Gozi (Renew Europe) la questione della concorrenza equa è centrale: “Grazie al Digital Markets Act, tassello fondamentale della nostra sovranità, riprendiamo il controllo sui giganti mondiali, adattando il Mercato unico alla nuova era digitale”.

Christel Schaldemose
La relatrice sul Digital Services Act per il Parlamento UE, Christel Schaldemose (S&D)

Christel Schaldemose (S&D), relatrice per la proposta di legge ‘gemella’ del DSA, ha ribadito che “dobbiamo adottare regole nei confronti delle piattaforme gatekeeper, quando invece fino a oggi erano loro a dettarle a noi”. Per l’eurodeputata danese c’è bisogno di “un mercato più giusto, a favore di cittadini e imprese”, ma anche di “riprendere il controllo dei nostri dati personali“. Il co-presidente del gruppo della Sinistra, Martin Schirdewan, ha invece ricordato che “bisogna mirare soprattutto alla lotta contro i monopoli” e “dare una struttura più precisa ai mercati digitali nell’UE”.

Le critiche maggiori sono arrivate dalla parte più a destra dell’emiciclo. Adam Bielan (ECR) ha sì appoggiato il testo, ma ha avvertito che è ancora necessario “fare attenzione che non abbia conseguenze nocive per le piccole e medie imprese, in particolare sulla pubblicità mirata”. Dalle fila della Lega, Alessandra Basso (ID) si è detta “soddisfatta a metà”, soprattutto sul fatto che “gli obblighi inaspriti per i gatekeeper si applicheranno a un numero minore di aziende” e che “gli Stati membri avranno un potere di intervento quasi nullo”.

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