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COVID, Macron contro i non vaccinati:
Il presidente francese Emmanuel Macron

COVID, Macron contro i non vaccinati: "Irresponsabili". A rischio l'esame in Parlamento sul nuovo pass vaccinale

Parole dure del presidente francese contro la "minoranza" di non vaccinati dal coronavirus in una intervista a Le Parisien. "Dobbiamo farli arrabbiare". Le opposizioni insorgono e chiedono la sospensione del dibattito sulla proposta per trasformare l'attuale pass sanitario in una prova di vaccinazione per accedere ai luoghi pubblici

Bruxelles – Emmanuel Macron è convinto che “fare arrabbiare molto” i quasi cinque milioni di francesi che ancora non si sono vaccinati contro il Coronovirus sia la mossa giusta per convincere chi ancora non si è convinto a farlo. Il presidente francese ha rilasciato ieri (4 gennaio) una lunga intervista al giornale Le Parisien (la prima del nuovo anno), usando parole insolitamente dure contro quella “piccola minoranza refrattaria” alla vaccinazione e incendiando ancora di più le polemiche in atto sulle nuove restrizioni che Parigi vuole introdurre contro chi non è vaccinato.

Da questa settimana, il Parlamento francese è al voto sulla proposta di legge per inasprire le limitazioni e trasformare l’attuale pass sanitario in un vero e proprio pass vaccinale: obbligando, quindi, le persone a dover mostrare la prova di vaccinazione per entrare nella maggior parte dei luoghi pubblici, come anche bar e ristoranti e teatri. Dallo scorso anno, i francesi hanno potuto mostrare la prova della vaccinazione o un test negativo per entrare nella maggior parte dei luoghi pubblici, mentre ora il governo propone di abbandonare l’opzione del tampone per mitigare la recrudescenza del virus. Una sorta di green pass rafforzato all’italiana, senza però includere la prova di guarigione.

La strategia dell’Eliseo è quella di “fare pressione sui non vaccinati limitando per loro, per quanto possibile, l’accesso alle attività della vita sociale”, ha spiegato il capo dell’Eliseo, chiamandoli “irresponsabili”. “Voglio davvero farli arrabbiare, continueremo a farlo, fino alla fine. Questa è la strategia”. Per Macron non si tratta di un’imposizione indiretta di obbligo vaccinale, che non è nei piani francesi (per ora). “Non manderò (i non vaccinati) in carcere, non vaccinerò con la forza”. L’alternativa è dirgli che “non potete più andare al ristorante, andare a prendere un caffè o al cinema”.

L’intento della proposta è chiaro: alzare il tasso dei vaccinati, che in Francia è comunque tra i più alti in Europa (sfiora il 90 per cento, con il 36 per cento degli adulti che ha la dose di richiamo) ma Parigi sta incontrando difficoltà a raggiungere quella minoranza di popolazione che ancora non è convinta e teme il rialzo dei contagi dovuto alla variante Omicron. Per l’opposizione al partito di Macron, La République En Marche, è invece uno sbaglio e il passaggio parlamentare del provvedimento si sta rivelando più difficile del previsto. La discussione è stata interrotta la prima volta tra lunedì e martedì quando la maggioranza dei deputati ha votato per la sospensione del dibattito, con grande sorpresa dei media locali.

Il ministro degli Affari europei, Clement Beaune, ha chiarito ieri in una intervista che il governo rimane convinto dell’approvazione del provvedimento entro il 15 gennaio, come da calendario, parlando di “un colpo di stato politico di assoluto cinismo” dell’opposizione. Probabilmente non sarà così. Le parole di Macron hanno spinto di nuovo oggi il parlamento francese a sospendere l’esame subito dopo aver ripreso la discussione, dopo che i legislatori dell’opposizione hanno chiesto conto delle parole di Macron. In parlamento, gruppi di estrema destra e di estrema sinistra si trovano accumunati dallo stesso slogan di “resistenza” alla proposta, considerandola un rischio per la libertà individuale e la democrazia francese. Per Jean-Luc Melenchon, leader del partito di sinistra La France Insoumise, la proposta di legge è una limitazione della libertà individuale e si rischia “la deriva verso una società totalitaria”, così come dal fronte opposto, la leader di estrema destra Marine Le Pen ha esultato per la sospensione come di una “vittoria per la democrazia”.

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