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Macron invoca un motore italo-franco-tedesco dell'UE

Macron invoca un motore italo-franco-tedesco dell'UE

"L'amicizia con la Germania non leva nulla all'amicizia con l'Italia. Tutto ciò che è possibile a tre, è un bene per l'Europa". A patto che il Paese prosegua lungo le orme di Draghi e Mattarella

Bruxelles – Francia e Germania, ma pure Francia e Italia. E quindi motore franco-tedesco allargato a tre, un nuovo cuore italo-franco-tedesco. Emmanuel Macron guarda all’Italia con rinnovato interessare politico, e vorrebbe aiutare lo Stivale a tornare protagonista in Europa. A patto che gli assetti non cambino troppo. A Parigi la Commissione europea compie la visita di rito, ogni volta che un nuovo Stato membro dell’UE assume la presidenza di turno del Consiglio dell’UE. Dopo le visite di rito, anche le conferenza stampa di rito. E’ qui che il presidente francese dice chiaramente di voler contare sull’Italia, quella in stile Draghi e Mattarella.

“Oggi siamo fortunati ad avere un presidente e un primo ministro italiani così coraggiosi, europeisti e amici della Francia“, scandisce Macron. Non fa i nomi di Draghi e Mattarella, perché certamente il secondo a breve uscirà di scena. Il mandato del presidente della Repubblica volge al termine, e il Parlamento inizierà a eleggere il suo successore dal 24 di questo mese, giorno di convocazione delle Camere.  Ma è chiaro che dalle parole del leader francese ci sono i presupposti per una ‘cabina di regia’ a tre.

Macron rivendica con forza il Trattato del Quirinale, che sancisce una rinnovata e rafforzata cooperazione tra Italia e Francia, e nel solco di questo ribadisce l’intenzione di voler lavorare al rilancio delle relazioni bilaterali per una nuova stagione europea. “L’amicizia che abbiamo con la Germania non leva niente all’amicizia con l’Italia”. Inoltre, continua il presidente francese, “l’amicizia con l’Italia rafforza il progetto europeo. Tutto ciò che è possibile a tre, è un bene per l’Europa“.

Macron apre dunque ad un’Europa non più soltanto a trazione franco-tedesca, e propone una nuova Europa a trazione invece italo-franco-tedesca. A patto che gli assetti non cambino. Innanzitutto in Francia, dove i cittadini-elettori sono chiamati a eleggere il presidente ad aprile, e poi in Italia. Il riferimento non casuale dell’inquilino dell’Eliseo agli attuali capo di Stato e di governo italiani è un chiaro messaggio politico. Serve un’Italia che lavori nel solco di Draghi e Mattarella. “L’amicizia con la Germania non leva nulla all’amicizia con l’Italia. Tutto ciò che è possibile a tre, è un bene per l’Europa”. A patto che il Paese prosegua lungo le orme di Draghi e Mattarella.

Dall’Italia in Europa arriva la disponibilità del Partito democratico, attraverso la vicepresidente della commissione Industria del Parlamento europeo, Patrizia Toia. “La presidenza francese è un’occasione per l’Europa e per l’Italia”. In particolare “Roma e Parigi sono allineate su molti dossier importanti, a cominciare dal superamento delle politiche di austerità con la riforma del Patto di Stabilità”.