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Intitolato a Sassoli il progetto S.Stefano Ventotene per il recupero dell'ex carcere borbonico

Intitolato a Sassoli il progetto S.Stefano Ventotene per il recupero dell'ex carcere borbonico

Draghi: "Come per i padri fondatori, il suo impegno per un'Europa più unita e libera". Oltre al restauro del complesso carcerario, previsti tra gli interventi anche una scuola di alta formazione, un centro culturale e il recupero paesaggistico dell'isola pontina

Roma – Un luogo di valore “dagli alti contenuti simbolici per l’Europa”. Per questo il progetto di recupero del carcere fortezza di S. Stefano-Ventotene sarà dedicato a David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo scomparso nei giorni scorsi.

La proposta, rilanciata dalla Commissaria straordinaria Silvia Costa è stata già accolta dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. Per il premier, “i tributi che gli sono stati rivolti –riflettono la profondità del suo impegno a favore di una Europa più unita e più libera, come nelle intenzioni dei padri fondatori”. Intitolargli il progetto per il recupero dell’ex carcere borbonico, per Draghi “sarà un modo per tracciare una linea ideale con il passato, tra due momenti di rinascita del progetto europeo, di cui David Sassoli è stato appassionato protagonista”.

Per il ministro Franceschini “è lì che è nata l’idea più rivoluzionaria dei nostri tempi: l’Europa federale. Ed è giusto oggi intitolare questo progetto a David che con il suo impegno politico e civico è stato in tutto il suo percorso di vita un interprete profondo dello spirito del Manifesto di Ventotene“.

Una dedica rivolta soprattutto ai giovani che in questi giorni hanno testimoniato con moltissimi messaggi l’impegno dell’ex presidente del Parlamento europeo. “Considero significativo – ha dichiarato Silvia Costa – che il governo gli intitoli il Progetto Ventotene-Santo Stefano per una ‘Scuola di Alti pensieri’ che accolga tutte le migliori esperienze formative sui diritti umani, la dignità della persona, la giustizia, la solidarietà”.

L’ex carcere borbonico, abbandonato da cinquant’anni, rappresenta un patrimonio culturale fondamentale in Italia e in Europa per la storia e per l’evoluzione della cultura carceraria e penalistica e per la tutela dei diritti umani e della dignità della persona. Il progetto di recupero, prevede diversi assi d’intervento sui quali sta lavorando la commissione, insediatasi recentemente dopo il concorso internazionale bandito lo scorso mese di giugno.

Gli interventi consistono nella messa in sicurezza con il restauro del complesso carcerario e degli edifici attigui, la sua nuova vocazione europea ed euro mediterranea di centro polivalente culturale e di formazione e il recupero in chiave di sostenibilità ambientale e paesaggistica. Non si tratta dunque solo di un semplice “memoriale”, ma un progetto integrato con la vicina Ventotene: dai diritti negati a due isole di pace e nuovo cantiere permanente dell’Europa unita.

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