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L'UE pronta a fare degli enti locali le capitali europee per l'inclusione e la diversità

L'UE pronta a fare degli enti locali le capitali europee per l'inclusione e la diversità

Tempo fino al 15 febbraio per partecipare. Il premio, targa e promozione del territorio, riguarda le realtà da meno di 50mila abitanti e quelle da oltre 50mila abitanti. Dalli: "Vogliamo che i vincitori siano di ispirazione per gli altri"

Bruxelles – Sostenibilità non è solo rispetto dell’ambiente, è anche rispetto per gli altri. La Commissione europea lancia il premio volto a misurare il grado di socialità delle città. Il 2022 marcherà l’avvio del programma per la ‘Capitale europea per l’inclusione e la diversità‘. La prima edizione di questa iniziativa distingue i centri urbani da meno di 50mila abitanti e quelli con più di 50mila abitanti. Possono dunque esistere due diversi tipi di categorie di modelli di integrazione, e ognuno ha tempo per partecipare fino al 15 febbraio sull’apposito portale.

In palio non ci sono soldi, ma la possibilità di mostrare agli altri la via del vivere insieme, nel rispetto del motto dell’Unione europea – “Uniti nella diversità” – che sintetizza la natura del progetto di integrazione. “Non ci sono premi in denaro per i vincitori”, precisano a Bruxelles.Tutti i vincitori riceveranno comunque premi simbolici”, come un trofeo fisico e diplomi personalizzati con cornice. Oltre a ciò alla capitale europea per l’inclusione e la diversità verrà fornito un logo elettronico per promuovere il loro status di città vincitrice. I vincitori del Gold Award saranno inoltre promossi attraverso brevi video speciali in inglese sul sito web del Premio e nelle attività di promozione post-evento su varie piattaforme di social media dei servizi della Commissione Europea.

Per ottenere marchio e promozione sono necessarie iniziative di diversità e inclusione che affrontano tutti i motivi di discriminazione (sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale) e intersezionalità. Si tratta di programmi rivolti a chi già si trova sul territorio e a chi arriverà, visto il fenomeno migratorio in atto. “Tali iniziative potrebbero essere già state attuate o essere in fase di attuazione”, precisa l’istituzione comunitaria. Dunque non serviranno necessariamente progetti nuovi, ma potrebbero bastare quelli già cantierati e finanziati.

“Con i premi Inclusion and Diversity, il lavoro eccezionale svolto dalle comunità e le città saranno riconosciute ed evidenziate come fonte di ispirazione per gli altri”, sottolinea inea Helena Dalli, commissaria per l’Uguaglianza. “Città e comunità locali contribuiscono a promuovere il senso di appartenenza e la condivisione di valori comuni. Laddove la diversità è una priorità, è anche fonte di ricchezza e innovazione”.