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L'alba del giorno dopo: vetrate in frantumi e accesso bloccato alla sede assaltata del Servizio azione esterna UE

L'alba del giorno dopo: vetrate in frantumi e accesso bloccato alla sede assaltata del Servizio azione esterna UE

Si ricomincia a lavorare dentro l'edificio vandalizzato ieri nel corso delle proteste contro le restrizioni per il COVID-19 a Bruxelles. Dure condanne dalle istituzioni europee: "Un attacco spregevole e vergognoso". Oltre 230 arresti

Bruxelles – “Dentro tutto ok”. Da dietro una delle vetrate della sede del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) a Rue de la Loi – a capo del quale c’è il rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Josep Borrell – un dipendente alza il pollice e con il labiale fa capire che il lavoro va avanti, anche questa mattina. Ma la facciata dell’edificio porta ancora tutti i segni del pomeriggio di violenze andato in scena ieri (domenica 23 gennaio) a Bruxelles. Durante le proteste contro le restrizioni per il COVID-19, i manifestanti si sono scontrati con le forze di polizia nel quartiere delle istituzioni europee e hanno dato vita a un vero e proprio assalto alla sede del braccio diplomatico dell’UE: vetrate andate in frantumi e ingresso laterale duramente vandalizzato.

La polizia belga ha stimato circa 50 mila persone in una delle manifestazioni più partecipate contro le restrizioni sanitarie, con numerosi manifestanti arrivati dall’estero nella capitale del Belgio. Nelle strade si sono viste anche bandiere polacche e francesi. Dopo essere stati allontanati dagli agenti dal parco Cinquantenaire (vicino alle istituzioni UE) con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, le frange più violente si sono indirizzate verso quelli che considerano i “palazzi della piovra europea”.

Durante l’assalto è stata presa di mira in particolare la sede del Servizio UE per l’azione esterna, l’edificio delle istituzioni comunitarie più vicino al parco: la vetrata esterna è stata distrutta con spranghe e sedie metalliche, mentre la polizia all’interno era pronta per caricare. Nessun danno invece ai vicini palazzi della Commissione Europea e del Consiglio. La ministra degli Interni Annelies Verlinden ha annunciato che fino a questa mattina sono state arrestate oltre 230 persone, mentre sono stati portati in ospedale tre agenti e 12 manifestanti rimasti feriti nel corso degli scontri.

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La sede del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) vandalizzata

Un attacco “spregevole e vergognoso”, l’ha definito il segretario generale del SEAE, Stefano Sannino, il segretario generale dell’istituzione. “Siamo al servizio dei cittadini europei, sosteniamo e promuoviamo la pace, la prosperità e la sicurezza. E continueremo a servire con orgoglio l’UE”, ha aggiunto, ringraziando gli agenti della polizia belga per la protezione. Non appena la situazione è tornata alla calma,  Borrell ha fatto visita agli uffici per ispezionare i danni: “Condanno fermamente la distruzione insensata e la violenza alla manifestazione di oggi a Bruxelles”, ha commentato su Twitter, mostrando i segni dell’assalto alla sede del Servizio UE per l’azione esterna.

“Il diritto di manifestare pacificamente, di criticare o di protestare è sacro nelle nostre democrazie europee, ma in nessun caso la violenza può essere tollerata“, gli ha fatto eco il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. Anche dalla presidenza di turno francese del Consiglio dell’UE è arrivata una dura condanna e la “piena solidarietà” ai colleghi e alle colleghe del SEAE. Condanne anche dal Parlamento Europeo e dalla sua presidente, Roberta Metsola: “Gli assalti alla sede del SEAE a Bruxelles sono insensati”, ha attaccato, sottolineando che “il Servizio di azione esterna ha per obiettivo la pace, il dialogo e la sicurezza”. Il Parlamento UE “esprime solidarietà ai colleghi e condanna verso tali atti”.

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