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Etichetta sul carbonio e obiettivi più severi per i rifiuti, in Parlamento il primo via libera alle norme sulle batterie sostenibili
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Etichetta sul carbonio e obiettivi più severi per i rifiuti, in Parlamento il primo via libera alle norme sulle batterie sostenibili

Approvata in commissione ENVI la relazione di Simona Bonafè, che dovrà essere votata a marzo a Strasburgo. "Le batterie sono una tecnologia chiave per promuovere la mobilità sostenibile e immagazzinare energia rinnovabile"

Bruxelles – Requisiti di sostenibilità, etichettatura e obiettivi più severi per la raccolta dei rifiuti. La commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo ha adottato oggi (10 febbraio) la sua posizione sulla proposta di regolamento avanzata dalla Commissione Europea a dicembre 2020 sulle batterie e sui rifiuti di batterie, per rendere l’intero ciclo di vita più sostenibile e con meno impatto sull’ambiente. La relazione firmata dall’eurodeputata dem Simona Bonafè (S&D) è stata adottata con 74 voti favorevoli, 8 contrari e 5 astensioni e dovrà passare al vaglio dell’intero emiciclo di Strasburgo nella plenaria di marzo.

I deputati sostengono l’idea della Commissione di rivedere il quadro normativo attuale per tenere conto degli sviluppi tecnologici, ad esempio per includere nella normativa una nuova categoria sulle “batterie per ‘mezzi di trasporto leggeri’ (LMT)”, come le biciclette elettriche. Così come hanno sostenuto l’idea di una dichiarazione e un’etichetta sull’impronta di carbonio, un valore massimo per l’impronta di carbonio del ciclo di vita delle batterie, nonché livelli minimi di cobalto, piombo, litio e nichel recuperati dai rifiuti per il riutilizzo in nuove batterie.

Entro il 2024, secondo la relazione Bonafè, le batterie portatili negli elettrodomestici, come gli smartphone, e le batterie per LMT devono essere progettate per essere rimosse e sostituite in modo facile e sicuro da parte di consumatori o operatori indipendenti. I deputati insistono sull’idea di studiare se sia possibile introdurre standard per i caricabatterie comuni per una varietà di batterie ricaricabili. Propongono l’obbligo per tutte le aziende e gli operatori economici che immettono batterie sul mercato dell’UE di rispettare i requisiti che affrontano i rischi relativi all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio di materie prime, sostanze chimiche e materie prime secondarie e che l’industria delle batterie segua standard di due diligence riconosciuti a livello internazionale lungo l’intera catena del valore.

Richiesti anche obiettivi di raccolta rifiuti più rigorosi rispetto alla proposta dell’Esecutivo per le batterie portatili (70 per cento entro il 2025, rispetto alla proposta originale della Commissione del 65 per cento; e 80 per cento entro il 2030 invece del 70 per cento) e l’introduzione di tassi di raccolta minimi per le batterie LMT (75 per cento entro il 2025 e 85 per cento entro il 2030). Tutti i rifiuti di batterie per autoveicoli, veicoli industriali ed elettrici devono essere raccolti.

“Per la prima volta in Europa c’è una normativa che si occupa dell’intero ciclo di un prodotto da quando viene disegnato fino a quando diventa rifiuto. Sono molto soddisfatta del voto in Commissione ambiente poiché evidenzia la volontà del Parlamento europeo di agire velocemente per creare una filiera sostenibile delle batterie in Europa”, ha commentato Simona Bonafè, dopo il voto in commissione. “Le batterie sono una tecnologia chiave per promuovere la mobilità sostenibile e immagazzinare energia rinnovabile”. “Vogliamo creare delle batterie più durevoli per ridurne il consumo e abbiamo quindi chiesto un target di riciclaggio più elevato, in particolare per il litio, per mantenere il più possibile l’intera catena del valore in Europa”.

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