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Salario minimo, indipendenza energetica e digitale tra le proposte dei cittadini per il futuro dell'Europa

Salario minimo, indipendenza energetica e digitale tra le proposte dei cittadini per il futuro dell'Europa

A Dublino approvate 48 delle 51 raccomandazioni del primo panel della Conferenza sul futuro dell'Europa. I cittadini votano per un salario minimo per migliorare la qualità della vita in tutti gli Stati membri e per il diritto all'alfabetizzazione digitale. Le proposte andranno discusse nella plenaria del 11-12 marzo

Dall’inviata a Dublino – Salario minimo, alfabetizzazione digitale e pensioni anticipate per i lavori usuranti, ma anche allineamento delle regole fiscali e seconda lingua obbligatoria per i bambini delle elementari. Sono alcune delle 48 raccomandazioni per cambiare l’Europa approvate ieri (domenica 27 febbraio) dai cittadini europei del primo panel della Conferenza sul futuro dell’UE, dedicato ai temi della economia, giustizia sociale, lavoro, istruzione, cultura, sport e trasformazione digitale che si è riunito da venerdì a domenica nel castello di Dublino.

La tre giorni nella capitale irlandese ha portato all’approvazione di 48 raccomandazioni su 51 proposte totali da parte dei 161 cittadini presenti e i 2o connessi online. Il panel avrebbe dovuto contare 200 cittadini in tutto, ma 19 di loro hanno deciso di smettere di partecipare e gli organizzatori hanno deciso di non sostituirli. Come sempre, per essere approvate le raccomandazioni devono ricevere più del 70 per cento dei consensi: tutti i cittadini, all’arrivo, vengono dotati di tablet personali su cui esprimere il proprio parere con un pollice in su (che significa “essere d’accordo” con la raccomandazione) o al contrario con un pollice in giù. Questa volta le proposte sono state articolate in cinque flussi tematici: “Lavoro in Europa”; “Un’economia per il futuro”; “Una società giusta”; “Apprendimento in Europa”; “Una trasformazione digitale etica e sicura”.

Cittadini per la giustizia sociale nel mercato del lavoro

Diverse raccomandazioni del primo flusso tematico riguardano la giustizia sociale nel mercato del lavoro. Con due proposte diverse approvate da oltre l’80 per cento dei votanti, i cittadini sono entrati nel dibattito in corso anche tra le istituzioni europee sul salario minimo obbligatorio: la prima chiede l’introduzione di un salario minimo a livello europeo “per garantire una qualità della vita simile a tutti gli Stati membri”; la seconda che ogni Stato membro abbia un salario minimo che sia definito in base al costo della vita in quello Stato e sia “equo per consentire” condizioni di vita minime.

Per facilitare gli scambi e la mobilitazione lavorativa a livello europeo, i cittadini chiedono che i diplomi professionali siano convalidati e riconosciuti reciprocamente in tutti gli Stati membri, per evitare barriere lavorative tra i Paesi. Da oltre l’85 per cento dei cittadini richiesto inoltre di stabilire regole minime e benefici a livello di pensioni, che tengano conto delle differenze tra le varie professioni “con professioni mentalmente e fisicamente impegnative che possono andare in pensione prima”. Quindi, chiedono che i lavori più usuranti vengano considerati tali e i lavoratori mandati in pensione prima.

Lavoro agile e diritto alla digitalizzazione

Alla luce del COVID-19, nel dibattito sulle raccomandazioni si è posto il tema di come migliorare l’approccio allo smart working, il lavoro da casa o a distanza diventato dominante durante la pandemia. Secondo l’89,22 per cento dei cittadini, servirebbe un rafforzamento della legislazione esistente in materia di smart working da parte dell’UE, anche per incentivare le aziende ad essere socialmente responsabili e mantenere alta la qualità del lavoro anche in modalità smart.

Molte raccomandazioni vanno a colpire la sfera del digitale. I cittadini si sono posti il problema di introdurre un diritto all’alfabetizzazione e formazione digitale per tutti i cittadini europei, che per i giovani andrebbe riconosciuta con una certificazione UE nelle scuole per prepararli anche al mercato del lavoro. La formazione digitale dovrebbe essere parte di una riqualificazione e aggiornamento dei lavori per renderli più competitivi sul mercato del lavoro. Inoltre, per l’87 per cento dei votanti l’UE deve fare uno sforzo per rendere più accessibile la tecnologia per la generazione più anziana “ad esempio sotto forma di classi su misura per le loro esigenze. Un’altra raccomandazione passata con il 77 per cento dei consensi pone l’accento sul fatto che l’accesso a internet dovrebbe essere un diritto riconosciuto in UE (e attuato concretamente).

D’altro canto, l’UE dovrebbe avere “più poteri per affrontare i contenuti illegali e la criminalità informatica” sul web per il 94,64 per cento dei votanti. Le istituzioni dovrebbero investire in “infrastrutture digitali di alta qualità e innovative” (come il 5G) per garantire l’autonomia dell’UE e ridurre allo stesso tempo la dipendenza da Paesi terzi, la stessa esigenza che viene sollevata per quanto riguarda l’energia. Raccomandano inoltre di promuovere maggiore consapevolezza contro le fake news (87 per cento) e limitare l’uso improprio dei dati da parte delle piattaforme digitali attraverso il GDPR, il regolamento per la protezione dei dati a livello europeo (88 per cento). Un intero sottogruppo tematico è stato dedicato alla “digitalizzazione sana” per affrontare il problema delle notizie false, garantire un uso sano di internet e aiutare i cittadini a sviluppare un pensiero critico verso le notizie circolanti sul web, in modo che ne siano meno ingannati.

Autosufficienza energetica e sostenibilità

Nell’ampio quadro delle raccomandazioni sull’economia europea del futuro, varie proposte si soffermano sulla necessità di un processo di produzione più verde, sull’aumento delle quote di energia proveniente dalle fonti sostenibili “utilizzando una gamma diversificata di fonti rinnovabili che hanno la più bassa impronta ambientale”, si legge in una raccomandazione passata con oltre il 93 per cento dei consensi. Il tema energetico è particolarmente sentito anche dai cittadini UE alla luce della crisi di approvvigionamento del gas russo che l’UE affronta nel pieno della guerra in Ucraina, che ha trovato spazio trasversalmente anche all’interno di questo panel. Tanto che i cittadini spingono per riconoscere un “diritto all’eccesso dell’energia e all’accessibilità (economica) dell’energia stessa“, perché la diversificazione delle fonti di energia renderebbe l’UE più indipendente dal punto di vista energetico e “abbasserebbe i costi dell’elettricità anche per i cittadini UE”.

Il tema dell’autonomia energetica è emerso a più riprese in tutti e quattro i panel cittadini della Conferenza. Nell’ultimo appuntamento a Maastricht dedicato all’Europa nel mondo e migrazioni, i cittadini hanno approvato una raccomandazione per ridurre la dipendenza dell’UE “dalle importazioni di petrolio e di gas”, che la rendono dipendente per il 90 per cento da Stati terzi, come la Russia. Per una economia più sostenibile, con l’85 per cento dei consensi i cittadini chiedono l’addio ai contenitori di plastica e la generalizzazione di quelli riutilizzabili. Per rendere la transizione meno impattante chiedono incentivi per consumatori e aziende per fare in modo che per un consumatore non sia più costoso comprare merci sfuse rispetto a quelle confezionate.

Nel quadro di una economia più circolare, con l’86 per cento dei voti si chiede di intervenire per contrastare l’obsolescenza programmata dei prodotti, ovvero quella pratica commerciale per la quale alcune aziende tendono a prefissare il ciclo di vita di un prodotto, ad esempio uno smartphone, per farlo durare di meno (in modo che se ne comprino anche di più). Promossa anche l’introduzione di un sistema comune europeo di etichettatura di “facile comprensione” per i prodotti di consumo e nutrizionali, una richiesta che si inquadra nel dibattito sempre aperto a Bruxelles sul sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio su cui la Commissione UE dovrà pronunciarsi entro fine 2022.

Per rafforzare l’identità europea, i cittadini si sono soffermati molto sulla questione linguistica. In una raccomandazione passata con l’81 per cento dei voti si chiede di rendere obbligatorio per i bambini il raggiungimento di un livello C1 di almeno una seconda lingua dell’UE. L’inglese, secondo un’altra raccomandazione passata con il 91 per cento, andrebbe insegnato a uno standard certificabile come una materia fondamentale nelle scuole primarie per “rafforzare la capacità dei cittadini di comunicare efficacemente”.

I prossimi passi per il dibattito dei cittadini UE

Con questo incontro di Dublino si chiude il lavoro operativo dei cittadini UE per la formulazione delle raccomandazioni. Le 48 raccomandazioni approvate nel fine settimana si aggiungono alle 130 elaborate dagli altri tre panel (sono 178 in tutto) e saranno discusse nel corso della prossima plenaria della Conferenza in programma l’11 e il 12 marzo a Strasburgo. Oltre agli 80 cittadini delegati saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e della società civile.

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