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La guerra in Ucraina mette in pausa i nuovi obiettivi UE sui pesticidi e la biodiversità

La guerra in Ucraina mette in pausa i nuovi obiettivi UE sui pesticidi e la biodiversità

Salta a data da destinarsi la pubblicazione del pacchetto sulla "protezione della natura" che avrebbe incluso nuovi target per le due strategie 'Farm to Fork' e 'Biodiversità'. Dopo varie indiscrezioni il rinvio è stato confermato

Bruxelles – La guerra in Ucraina fa saltare la strategia dell’UE sulla protezione della natura, che avrebbe incluso nuovi obiettivi vincolanti per l’uso dei pesticidi chimici al 2030 e un maggiore impegno a tutela della biodiversità. I due atti legislativi del “pacchetto natura” dovevano essere discussi e adottati domani (23 marzo) durante la riunione settimanale del collegio dei commissari, ma dopo varie incertezze la comunicazione è stata rimandata a data da destinarsi, in un imprecisato momento “prima dell’estate”.

Dimezzare l’uso dei pesticidi chimici entro il 2030 e il ripristino della natura per contrastare la perdita di biodiversità in Europa sono parte centrale rispettivamente delle strategie ‘Farm to Fork’ e Biodiversità, le due ‘costole’ agricole del Green Deal europeo pubblicate dalla Commissione a maggio 2020. La prima fissa tra le altre cose gli obiettivi di riduzione del 50 per cento dell’uso e del rischio di pesticidi entro il 2030 e di almeno il 20 per cento dell’uso di fertilizzanti, nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale del comparto agricolo (responsabile per circa il 10 per cento delle emissioni di gas serra prodotte complessivamente nell’UE). La strategia per la biodiversità fissa invece l’obiettivo entro il 2030 di trasformare almeno il 30 per cento delle terre e dei mari europei in ‘aree protette’ per la tutela della biodiversità, insieme al 10 per cento delle aree agricole da trasformare in aree paesaggistiche ad alta diversità da ripristinare.

Già la scorsa settimana si erano diffuse varie indiscrezioni sull’ipotesi di un rinvio, ma l’Esecutivo europeo è rimasto volutamente su una posizione ambigua per non dare l’impressione di voler ridimensionare gli impegni ambientali dell’UE, di fronte ai timori di molti per la sicurezza degli approvvigionamenti agroalimentari e l’incertezza della situazione geopolitica. Solo al termine del Consiglio agricoltura che si è tenuto lunedì a Bruxelles è stato il commissario competente Janusz Wojciechowski a chiarire, rispondendo a una domanda, che non ci sarebbe stata alcuna discussione “sui pesticidi al collegio di questa settimana”. La conferma è poi arrivata nel pomeriggio di martedì con la pubblicazione dell’ordine del giorno aggiornato, che vede una comunicazione sulla sicurezza alimentare e una per affrontare i prezzi alti dell’energia, dovuti in parte alla crisi geopolitica con la Russia.

Da quando è iniziata l’invasione di Mosca in Ucraina la Commissione europea ha cercato di rassicurare a più riprese sul fatto che gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal non saranno compromessi e, anzi, che la strategia per l’agroalimentare ‘Farm to Fork’ “serve alla sicurezza alimentare” e non c’è motivo per metterla in pausa. È ampio, invece, il fronte a Bruxelles di chi crede che continuare a perseguire gli obiettivi di sostenibilità possa portare a un calo della produzione nel breve periodo, in un momento di crisi per la sicurezza alimentare. Per ora, Bruxelles preferisce dare spazio alle misure eccezionali per aumentare la produzione e sostenere il mercato, ma rimanda a data da destinarsi gli altri impegni per una agricoltura più ‘verde’.

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