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Al vertice UE-Cina Bruxelles preme su Pechino perché riconosca l'aggressione russa dell'Ucraina

Al vertice UE-Cina Bruxelles preme su Pechino perché riconosca l'aggressione russa dell'Ucraina

Al 23esimo summit (in videoconferenza) si cerca una difficile intesa, in un dibattito monopolizzato dalla gestione dei rapporti con la Russia: sanzioni, supporto economico/militare e conseguenze sulle relazioni tra Bruxelles e Pechino

Bruxelles – Un vertice che forse non poteva capitare in un momento più opportuno, è quello che si è aperto questa mattina (venerdì primo aprile) in videoconferenza tra i leader dell’UE e della Cina. È da settimane che Bruxelles chiede a Pechino di mettere in campo la propria influenza sulla Russia in modo da costringere Vladimir Putin a mettere fine alla sua guerra in Ucraina, e il 23esimo summit tra Bruxelles e Pechino da tempo programmato per oggi rappresenta l’occasione per cercare una – comunque complessa – intesa tra le due parti sugli sforzi per promuovere la pace tra Mosca e Kiev.

A presiedere il vertice sono il presidente del Consiglio, Charles Michel, e della Commissione UE, Ursula von der Leyen, e l’alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, che hanno incontrato questa mattina il premier della Cina, Li Keqiang, e il presidente Xi Jinping nel primo pomeriggio. A monopolizzare le discussioni tra i leader – che già dovevano riguardare relazioni bilaterali, commercio, clima, energia e salute – sarà proprio il tema della guerra russa in Ucraina e il suo impatto sull’ordine internazionale e sui rapporti tra Bruxelles e Pechino.

Michel Borrell Vertice UE Cina
Il presidente del Consiglio, Charles Michel, e l’alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, al vertice UE-Cina (primo aprile 2022)

Per l’UE è prioritario il riconoscimento da parte della Cina della violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina e delle conseguenze sul piano umanitario, economico e energetico della guerra voluta dal Cremlino, in violazione con le regole del diritto internazionale. I temi più scottanti sono la possibile assistenza militare di Pechino a Mosca e il sostegno economico all’aggiramento delle sanzioni UE e G7 contro la Russia. “La neutralità non è possibile in questa guerra“, fanno sapere fonti europee, anche se precisano che “in questo momento non è il caso di discutere di misure restrittive o embargo alla Cina in caso di supporto” economico o militare.

In ogni caso, al vertice UE-Cina non si nasconderanno le eventuali conseguenze sul piano bilaterale. Come emerge dai dati forniti dalla Commissione Europea, l’Unione rappresenta il partner più importante di Pechino, con il 13,7 per cento degli scambi commerciali a livello globale nel 2021 (secondi gli Stati Uniti con il 12,5). Ecco perché un sostegno alla Russia nell’aggirare le sanzioni “sarebbe dannoso per la reputazione internazionale della Cina e avrebbe un effetto sulle sue aziende”, fanno sapere le stesse fonti europee, puntualizzando che “la guerra non dovrebbe essere nell’interesse della Cina, visto che beneficia dell’ordine internazionale”. In altre parole, Pechino “ha molto da perdere” a livello economico: i Ventisette assicurano un mercato per il 15,4 per cento di tutte le merci cinesi e nel 2021 l’UE è stato il primo interlocutore mondiale per l’import del Paese (11,6 per cento).

Sul fronte delle relazioni bilaterali è prevista una discussione anche sulle altre questioni “di preoccupazione o disaccordo”, come la questione delle discriminazioni commerciali con la Lituania e le sanzioni imposte da Pechino all’indirizzo del legislatori UE, come ritorsione per la denuncia delle detenzioni arbitrarie applicate alla minoranza musulmana degli uiguri nella regione dello Xinjiang. Proprio sul piano dei diritti umani, l’UE chiede una ripresa del dialogo e il vertice con la Cina è l’occasione per discutere del trattamento delle minoranze nello Xinjiang, nella Mongolia interna e in Tibet, oltre alla repressione dei difensori dei diritti umani e della libertà di stampa.

C’è spazio anche per ambiente e salute nelle discussioni dei leader. Dal vertice ci si aspetta l’approvazione del lavoro del nuovo dialogo ad alto livello sul clima, con un confronto sugli obiettivi più importanti per la neutralità climatica, la finanza sostenibile, la decarbonizzazione dell’economia e della società e la riforma del mercato energetico. Sul fronte sanità, Bruxelles chiederà di rafforzare la cooperazione sulla prevenzione delle pandemie, dal momento in cui pandemia COVID-19 ha evidenziato “l’urgente necessità di un piano internazionale” per rispondere alle future crisi.

Dal Parlamento Europeo è arrivato un avvertimento ai leader dell’Unione prima del vertice: “La posizione ambigua della Cina sulla guerra in Ucraina è preoccupante e l’UE deve valutarla attentamente e adottare una risposta strategica alla proiezione di potere e influenza” di Pechino, hanno commentato in una nota il presidente della commissione Affari esteri (AFET), David McAllister, e la relatrice permanente per la Cina, Hilde Vautmans. Nonostante venga riconosciuta “l’importanza strategica della relazione UE-Cina”, gli eurodeputati sostegno la necessità di “conseguenze sul piano delle nostre relazioni” in caso di supporto cinese alla Russia: “L’UE dovrebbe chiedere alla Cina di usare la sua influenza in modo costruttivo e responsabile”.

Dopo aver visto “un’Unione geopolitica alzarsi, ferma e unita, nella difesa dei suoi valori fondamentali”, il Parlamento UE vuole vedere “questa unità e determinazione mantenuta al vertice con la Cina”, anche sul contrasto alla “coercizione economica cinese contro la Lituania”, sui diritti umani nel Paese e sull’eliminazione delle “sanzioni ingiustificate” ai danni di entità e individui dell’Unione da oltre un anno.

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