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Il Regno Unito batte (ancora) l'UE sul tempo e approva l'uso del primo vaccino bivalente contro il coronavirus

Il Regno Unito batte (ancora) l'UE sul tempo e approva l'uso del primo vaccino bivalente contro il coronavirus

Autorizzata nel Regno Unito la versione "aggiornata" del vaccino prodotto da Moderna, che si è dimostrata efficace contro il coronavirus originale e contro la variante omicron. A Bruxelles atteso a settembre il via libera dell'agenzia europea per i medicinali (EMA)

Bruxelles – Alla fine del 2020 aveva battuto tutti sul tempo approvando il primo vaccino anti-coronavirus nel continente europeo, dando inizio alla campagna di vaccinazione contro la malattia del COVID-19. Adesso, il Regno Unito fa da apripista dando il via libera anche al primo vaccino bivalente, che prende di mira due diverse varianti del coronavirus, la versione originale attestata per la prima volta nel 2020 e la variante omicron che nei mesi scorsi è stata responsabile della maggior parte dei casi in Ue.

A produrlo è la società farmaceutica statunitense Moderna, che lo propone come dose di richiamo (il cosiddetto booster) per tutti gli adulti. La versione “aggiornata” del vaccino prodotto da Moderna (come il vaccino originario) si basa sulla tecnologia mRNA e secondo il governo di Londra ha soddisfatto tutti “gli standard di sicurezza, qualità ed efficacia dell’autorità di regolamentazione del Regno Unito”, la MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency). Negli studi si è dimostrato efficace contro il coronavirus “originale” testimoniato in Europa per la prima volta nel 2020 e contro la variante BA.1, la cosiddetta variante omicron. Una buona risposta immunitaria è stata osservata anche contro le sottovarianti di Omicron (BA.4 e BA.5) che hanno iniziato a essere sempre più presenti nel Continente.

In sostanza, un vaccino bivalente funziona così: in ciascuna dose che sarà somministrata per il richiamo, metà del vaccino (25 microgrammi) andrà a contrastare il ceppo virale originale (quello risalente al 2020) e l’altra metà (25 microgrammi) punterà invece a Omicron. “Ciò che questo vaccino bivalente ci offre è uno strumento affilato nel nostro arsenale per aiutarci a proteggerci da questa malattia mentre il virus continua ad evolversi”, ha spiegato l’amministratore delegato di MHRA, June Raine, in una nota. La comunità internazionale ha individuato nei vaccini polivalenti (che permettono di contrastare più di una variante rispetto al ceppo originario del virus) la strada più promettente nella lotta alla pandemia su scala globale, vista la facilità con cui il coronavirus muta in nuove varianti.

Anche in Unione europea si attende il via libera al vaccino bivalente di Moderna. L’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha indicato “settembre” come tempistica potenziale e verosimile per l’approvazione del primo vaccino adattato alle varianti, sperando di poter mantenere quanto possibile un approccio allineato con le altre agenzie regolatrici del farmaco a livello internazionale, dal momento che un vaccino adattato avrà impatto anche su tutte le dosi che i Paesi ricchi esporteranno in quelli meno ricchi. Intanto Bruxelles a inizio giugno ha siglato con Moderna un accordo per posticipare all’autunno (fino a inizio del prossimo anno) la consegna di alcune dosi di vaccino anti-COVID inizialmente previste per il secondo trimestre del 2022, in previsione di una campagna di richiami per affrontare il periodo dell’anno in cui il virus sembra circolare di più. L’accordo consente agli Stati membri di organizzare la campagna di richiami potendo usufruire delle dosi di vaccino già adattato alle nuove varianti, se riceverà il via libera EMA. Moderna ha già richiesto l’autorizzazione per il vaccino all’agenzia europea con sede ad Amsterdam, così come anche BioNTech-Pfizer (le due società che insieme a Moderna hanno prodotto i vaccini più somministrati al mondo, entrambi basati sulle tecnologie mRNA) hanno richiesto a luglio all’EMA l’autorizzazione all’uso di un vaccino bivalente, efficace anche contro omicron.

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