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Il non-paper della Commissione Ue sul possibile tetto ai prezzi dell'energia elettrica prodotta senza gas

Il non-paper della Commissione Ue sul possibile tetto ai prezzi dell'energia elettrica prodotta senza gas

Sta circolando a Bruxelles un documento ufficioso che potrebbe arrivare al tavolo del Consiglio straordinario energia del 9 settembre. Tre le misure: piano di riduzione dei consumi, il limite di prezzo alle rendite inframarginali e risorse a sostegno dei consumatori sulle bollette

Bruxelles – Un piano di riduzione dei consumi dell’energia elettrica, da aggiungere a quello già decretato sul gas, e l’introduzione di un tetto ai prezzi dell’energia elettrica prodotta da fonti diverse dal gas. Sarebbero queste le proposte che la Commissione europea sarebbe pronta a mettere sul tavolo del Consiglio straordinario Energia del 9 settembre e che dovrebbe essere sottoposto al vaglio dei 27 ministri Ue.

Come riporta il sito d’informazione indipendente Contexte, che ha preso visione della bozza di proposta per far fronte al caro-energia e rispondere al rischio di penuria energetica, il limite di prezzo alle rendite inframarginali per le tecnologie di produzione di energia elettrica fornirebbe agli Stati membri risorse con cui ammortizzare i costi delle bollette. Secondo gli orientamenti per “l’intervento di emergenza” contenuti nel non-paper (documento informale che viene fatto circolare in maniera ufficiosa), le risorse provenienti dalla differenza tra il tetto fissato e il prezzo finale dell’energia elettrica dovrebbero essere gestite dalle autorità nazionali per dare sussidi ai consumatori che devono fare fronte al caro bollette oppure per introdurre prezzi regolamentati.

Il pacchetto di interventi di mercato – che potrebbe essere soggetto ancora a sostanziali interventi – dovrebbe consistere complessivamente di “tre componenti interdipendenti“, si legge nel non-paper. La prima “si ispirerebbe alla riduzione obbligatoria della domanda di gas” (prevista dal piano di taglio dei consumi del 15 per cento introdotta a partire da agosto) e “si concentrerebbe sul raggiungimento di un analogo tipo di riduzione della domanda anche per quanto riguarda l’elettricità“. Il secondo tipo di intervento “introdurrebbe un limite di prezzo per le tecnologie di produzione di energia elettrica inframarginali“, che hanno “costi operativi inferiori a quelli delle centrali a gas”, con l’obiettivo di rendere i rendimenti commerciali di queste tecnologie “indipendenti dal prezzo marginale dell’elettricità”. E infine la protezione di “alcune tipologie di consumatori dall’impatto dei prezzi elevati dell’elettricità attraverso tariffe regolamentate”, a partire dalle “risorse finanziarie per finanziare interventi sui prezzi al dettaglio” messe in campo dal tetto al prezzo dell’energia elettrica prodotta da fonti diverse dal gas.

Il documento sottolinea con forza la complementarietà delle tre misure: “L’effetto desiderato può essere raggiunto solo attraverso una combinazione di queste componenti“, dove la riduzione della domanda “contribuisce a mitigare la pressione sui prezzi” e le entrate derivanti dal tetto al prezzo dell’energia elettrica “contribuiscono a finanziare gli interventi a favore dei consumatori”.

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