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Rinnovabili e risparmi, l'Eurocamera al voto su target energetici più alti contro la crisi dei prezzi

Rinnovabili e risparmi, l'Eurocamera al voto su target energetici più alti contro la crisi dei prezzi

Strasburgo voterà mercoledì per alzare le ambizioni dell'Ue in termini di efficienza energetica e energie pulite nel mix dell'Unione, per spianare la stradai ai negoziati con il Consiglio su due dei più importanti dossier del pacchetto sul clima 'Fit for 55'

Bruxelles – Risparmi energetici da un lato, rinnovabili dall’altro. Il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo da oggi (12 settembre) fino a giovedì è chiamato a discutere e a votare la sua posizione politica su due importanti dossier del pacchetto sul clima ‘Fit for 55: la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili e della direttiva sull’efficienza energetica, entrambe del 2018 e considerate indispensabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi.

Entrambi i fascicoli hanno ricevuto ampio consenso al voto dello scorso luglio in commissione parlamentare per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e puntano a introdurre target più elevati sui risparmi e le energie pulite, anche come contro-misura per affrontare la crisi del gas che attanaglia l’Europa. Dopo il voto in commissione, ora è il momento di quello finale in plenaria: i deputati discuteranno lunedì con la Commissione europea sui target per l’efficienza energetica e martedì su quelli per le rinnovabili, con una votazione su entrambi i fascicoli che si terrà mercoledì.

Quanto alla revisione della direttiva efficienza, il testo che arriva in plenaria al voto degli eurodeputati sostiene obiettivi più ambiziosi a livello europeo per il risparmio di energia primario e finale, rispetto alla proposta originaria del ‘Fit for 55’. Gli Stati membri dovrebbero garantire come obiettivo a livello europeo una riduzione di almeno il 40 per cento entro il 2030 nel consumo di energia finale e del 42,5 per cento nel consumo di energia primaria rispetto alle proiezioni del 2007. Si parla di un risparmio energetico primario e finale del 14,5 per cento in più entro il 2030 rispetto ai livelli previsti nel 2020, attraverso contributi vincolanti per ogni Paese membri.

Nei fatti, un obiettivo per il risparmio energetico molto più alto rispetto al 9 per cento originariamente proposto dalla Commissione un anno fa nel pacchetto sul clima ‘Fit for 55’. Rispetto alla stessa proposta di luglio, anche l’esecutivo ha proposto di rivedere i target al rialzo per andare incontro agli obiettivi climatici, proponendo a maggio nel piano ‘REPowerEU’ di alzare il target al 13 per cento. Sul fronte delle rinnovabili, gli eurodeputati chiederanno di aumentare il target di energie pulite nel mix europeo fino al 45 per cento entro il 2030. La Commissione europea aveva inizialmente proposto il 40 per cento nel ‘Fit for 55’ di un anno fa, proponendo di alzare già il target al 45 per cento nel ‘RePowerEU’ a maggio di quest’anno.

Il voto in plenaria spianerà la strada ai negoziati con gli Stati membri al Consiglio che hanno definito la loro posizione alla fine giugno, rimanendo su target molto meno ambiziosi e sostenendo in sostanza le stesse proposte originali della Commissione del ‘Fit for 55’ (che lo stesso esecutivo ha chiesto di alzare). Anche per questo il voto dell’Europarlamento è particolarmente importante per alzare le ambizioni dell’Ue sul clima. Il ‘Fit for 55’ è stato proposto a luglio di un anno fa dalla Commissione europea per abbattere le emissioni di gas serra dell’Ue del 55 per cento entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990), come tappa intermedia per la neutralità al 2050. La presidenza di turno del Consiglio Ue della Repubblica ceca ha già messo in chiaro che si concentrerà soprattutto su questi due dossier per per trovare un accordo con l’Eurocamera. Proprio la crisi del gas potrebbe orientare i negoziati interistituzionali nel senso di un aumento delle ambizioni anche da parte del Consiglio.

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