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Stretta sugli acquisti online, c'è l'accordo tra Parlamento e Consiglio Ue sulla nuova normativa per la sicurezza dei prodotti
(Photo by Paul ELLIS / AFP)

Stretta sugli acquisti online, c'è l'accordo tra Parlamento e Consiglio Ue sulla nuova normativa per la sicurezza dei prodotti

L'accordo politico provvisorio prevede maggiori requisiti di sicurezza per i prodotti non alimentari, per proteggere gli acquirenti in rete e i consumatori vulnerabili: identificazioni più chiare dei responsabili, celerità nella rimozione dei prodotti pericolosi, obbligo di avvisi di richiamo

Bruxelles – Maggiori standard di sicurezza sui prodotti non alimentari, venduti online o nei negozi tradizionali, per proteggere gli acquirenti in rete e i consumatori vulnerabili. Nella notte tra lunedì e martedì (29 novembre), i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sul testo per aggiornare le normative comunitarie sulla sicurezza dei prodotti. “Alla luce degli sviluppi tecnologici e della crescente digitalizzazione della nostra economia, è importante rivedere le norme attuali sulla materia”, aveva dichiarato a luglio Jaroslav Zajíček, rappresentante permanente aggiunto della Repubblica ceca, quando la presidenza ceca del Consiglio Ue aveva approvato il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo.

In base all’intesa raggiunta questa notte, “un prodotto potrà essere messo in vendita solo se esiste un operatore economico (il produttore, l’importatore o il distributore) stabilito in Ue, che sia responsabile della sua sicurezza”. Inoltre, il Parlamento ha chiesto che “si tenga conto dei rischi per i consumatori più vulnerabili, come i bambini, degli aspetti di genere e dei rischi per la sicurezza informatica”, quando si valuta l’effettiva sicurezza dei prodotti.

La dimensione dello shopping online è una parte importante della nuova proposta di regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti (Gpsr). I consumatori in rete sono sempre di più, come dimostrato dall’ultimo sondaggio di Eurostat: nel 2021, il 74 per cento dei cittadini dell’Ue ha acquistato beni e servizi su Internet. L’accordo introduce alcuni obblighi per la vendita online, tra cui la designazione di un “unico punto di contatto” per le autorità nazionali di vigilanza, in modo che, “in un massimo di due giorni lavorativi”, queste ultime possano ordinare ai venditori e alle piattaforme digitali di rimuovere o disabilitare l’acquisto di prodotti ritenuti pericolosi.

E se i venditori si rendessero conto di rischi per la sicurezza dei consumatori a prodotto già acquistato, il testo li obbliga esplicitamente a informare tutti i consumatori interessati con avvisi di richiamo, evitando “espressioni che possano diminuire la percezione del rischio da parte dei clienti”. La relatrice e vicepresidente del Parlamento europeo, Dita Charanzová, ha commentato a riguardo: “Non si verrà più a conoscenza dei richiami per caso, ma i consumatori verranno informati appena possibile e verranno fornite loro le opzioni per riparare o sostituire i prodotti, o per essere rimborsati”.

Il Commissario per la giustizia Ue, Didier Reynders, ha salutato con favore l’accordo tra i 27 Stati membri e il Parlamento: “l’accordo di ieri ci avvicina di più a un mercato unico più forte e più sicuro per i consumatori: il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti garantirà condizioni di parità per tutte le imprese che vendono ai consumatori dell’Ue, fornirà norme chiare e consentirà una migliore applicazione da parte delle autorità”.

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