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Al via l'iter di riforma del mercato elettrico europeo destinata a dividere gli Stati membri

Al via l'iter di riforma del mercato elettrico europeo destinata a dividere gli Stati membri

La Commissione europea apre fino al 13 febbraio la consultazione pubblica per arrivare entro fine marzo a presentare una revisione del disegno del mercato elettrico Ue, plasmato su esigenze non più attuali. I governi divisi sulla questione quanto lo sono stati per mesi sul tetto al prezzo del gas

Bruxelles – Neanche un mese di tempo per aiutare Bruxelles a riprogettare il design del mercato elettrico europeo, per renderlo a prova di volatilità e rincari. Con circa un mese di ritardo sulla tabella di marcia, la Commissione europea ha avviato oggi (23 gennaio) l’attesa consultazione pubblica sulla riforma del mercato elettrico dell’Ue, aprendo ai contributi fino alla mezzanotte del 13 febbraio da parte di aziende e portatori di interesse con l’obiettivo di presentare una proposta legislativa entro la fine di marzo per ridurre l’impatto dei prezzi del gas sulle bollette dell’energia elettrica.

Quattro le aree di intervento su cui la proposta di riforma si concentrerà, come spiega l’esecutivo comunitario: rendere le bollette dell’elettricità meno dipendenti dai prezzi dei combustibili fossili a breve termine e promuovere la diffusione delle energie rinnovabili; migliorare il funzionamento del mercato per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e utilizzare appieno le alternative al gas, come lo stoccaggio e la gestione della domanda; rafforzare la protezione e l’emancipazione dei consumatori; e, infine, migliorare l’integrità del mercato.

In un primo tempo scettica sull’argomento, dalla scorsa primavera la Commissione Ue ha pienamente abbracciato l’idea di una riforma strutturale del mercato elettrico, pensato e organizzato sulle esigenze di venti anni fa, quando le energie rinnovabili avevano un costo molto più elevato rispetto a oggi e rispetto al gas. Oggi il mercato è completamente diverso, sono le rinnovabili ad essere più convenienti a livello di prezzi, con il gas più costoso che però finisce per definire l’intero prezzo (dell’energia) sul mercato. “Il mercato dell’elettricità dell’Ue ci ha servito bene per oltre vent’anni. Ma la crisi energetica senza precedenti che stiamo affrontando dimostra che dobbiamo adattare il design del mercato dell’elettricità al futuro, consentendogli di offrire a tutti i vantaggi di un’energia pulita a prezzi accessibili”, ha spiegato la commissaria europea per l’energia, Kadri Simson, dopo l’avvio della procedura.

L’esecutivo comunitario avrebbe dovuto presentare la consultazione ai governi già a dicembre scorso, dunque è in ritardo rispetto alla tabella di marcia comunicata nei mesi scorsi. A quanto apprende Eunews, in attesa della consultazione pubblica da parte della Commissione, martedì 17 gennaio si è tenuta una riunione del gruppo di lavoro del Consiglio Ue dedicato all’energia che si occupa degli aspetti della politica interna ed esterna delle fonti energetiche (elettricità, gas, carbone, energia da fonti rinnovabili) e alle relative infrastrutture, che ha discusso un documento preparatorio messo a punto dalla presidenza di Svezia alla guida del Consiglio Ue per favorire oggi la discussione in seno al gruppo. Una discussione che secondo una fonte diplomatica “è stata preliminare ma costruttiva”.

Bruxelles ha già confermato che priorità sarà disaccoppiare i prezzi dell’energia elettrica prodotta dal gas da quella prodotta da altre fonti di energia, per evitare il cosiddetto effetto contagio dei costi. Sulla riforma del mercato in Ue ci sono però posizioni molto diverse, come a lungo lo sono state quelle sul ‘price cap’. Germania e Paesi Bassi guidano il fronte di chi scoraggia un intervento strutturale sul mercato, mentre la Spagna, la Francia e anche l’Italia spingono per una riforma importante, che includa anche il disaccoppiamento dei prezzi.

Da settimane ormai è iniziato il lavoro di allineamento tra Parigi e Madrid su una riforma legislativa destinata a diventare cruciale a Bruxelles per quanto riguarda la materia energetica. La Spagna – alla guida dell’Ue dal primo luglio e fino a fine dicembre – erediterà il compito importante di guidare i negoziati e facilitare un accordo entro il 2024, ovvero entro la fine dell’attuale legislatura. I governi di Spagna e Francia hanno dichiarato nelle scorse settimane di avere “obiettivi e approcci simili” nelle loro proposte di riforma del mercato elettrico, impegnandosi a lavorare insieme sull’intero pacchetto di riforma energetica.

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