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    Home » Politica Estera » Semaforo verde dell’Eurocamera ai 500 milioni per le munizioni Ue. Allineato anche il Partito Democratico

    Semaforo verde dell’Eurocamera ai 500 milioni per le munizioni Ue. Allineato anche il Partito Democratico

    Con 505 voti favorevoli, 56 contrari e 21 astensioni il Parlamento Ue ha adottato formalmente l'accordo politico trovato il 7 luglio con il Consiglio, che prevede la possibilità di attingere dal Pnrr per la produzione di armi. Sui 16 del Nazareno, solo Bartolo e Smeriglio si sono opposti, così come le delegazioni del Movimento 5 Stelle e dei Verdi

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    13 Luglio 2023
    in Politica Estera
    Asap munizioni Ucraina

    (Photo by Lionel BONAVENTURE / AFP)

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    Bruxelles – Via libera definitivo del Parlamento europeo all’Asap, il piano Ue per aumentare la consegna di munizioni e missili all’Ucraina e imprimere un cambio di passo sulla capacità di produzione bellica nei 27 Stati membri. Acronimo di ‘Act in support of ammunition production’ e di ‘As soon as possible’, il regolamento presentato dalla Commissione Ue lo scorso 3 maggio è stato in effetti finalizzato in tempo di record. Ora manca solo la ratifica del Consiglio, prima che il piano diventi legge.

    Il piano prevede di mobilitare in via d’urgenza cinquecento milioni di euro dal bilancio comunitario fino a giugno 2025 per aumentare la capacità dell’industria europea di produrre munizioni, con l’obiettivo di produrre almeno un milione di pezzi all’anno, tra munizioni terra-terra, artiglieria e missili. Ultimo di tre pilastri di un più ampio e complesso ‘Piano per la difesa’ proposto ai Ventisette dal commissario al Mercato interno, Thierry Breton, e dall’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, per rispondere all’emergenza della fornitura di munizioni all’Ucraina, ma anche per costruire una visione di lungo termine per la difesa europea.

    Oltre all’Asap, il Piano per la difesa comprende un miliardo di euro mobilitato attraverso lo strumento europeo per la pace (strumento fuori bilancio comunitario) per la consegna immediata di munizioni a Kiev attraverso le scorte degli Stati membri e un altro miliardo di euro per gli acquisti congiunti di armi.

    Fondi del Pnrr per le armi. L’opposizione di Pd e M5s

    La parte più dibattuta del regolamento è la possibilità per i governi di usare i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per raggiungere l’obiettivo fissato di almeno un milione di munizioni all’anno. Dei 500 milioni di euro mobilitati per l’Asap, 260 milioni provengono dal Fondo europeo per la difesa e 240 milioni dal regolamento che istituisce il rafforzamento dell’industria europea della difesa attraverso l’atto comune in materia di appalti pubblici (Edirpa), per sostenere progetti industriali o anche partenariati transfrontalieri, oppure ottimizzare o espandere ammodernamento le capacità produttive esistenti, crearne di nuove o ancora incentivare progetti transfrontalieri. Nessun obbligo di utilizzare i fondi del Pnrr, una scelta che sarà a discrezione dei governi nazionali.

    Nell’accordo trovato con il Consiglio il 7 luglio, l’Eurocamera è riuscita a scongiurare invece l’inclusione dei fondi di coesione tra gli strumenti per finanziare la produzione bellica, oltre a ottenere che i finanziamenti “saranno stanziati per una gamma più diversificata di progetti e che anche le piccole e medie imprese potranno beneficiare di un tasso di finanziamento da parte dell’Ue più elevato”.

    Il testo ha messo d’accordo quasi tutti, passando in plenaria con 505 voti favorevoli, 56 contrari e 21 astensioni. Tra gli italiani, se le defezioni del Movimento 5 Stelle e degli esponenti dei Verdi erano annunciate, gli occhi erano puntati sull’orientamento del Partito Democratico, con la segretaria Elly Schlein che lo scorso 28 giugno a Bruxelles aveva dato l’endorsement al provvedimento nonostante la contrarietà all’uso del Pnrr. Alla fine, i 16 della delegazione guidata da Brando Benifei si sono allineati con il resto dei socialisti europei, al netto dei no di Pietro Bartolo e Massimiliano Smeriglio. La posizione del Nazareno è stata sintetizzata da Elisabetta Gualmini, vicepresidente del gruppo S&d: “Avevamo proposto una serie di emendamenti che chiedessero la cancellazione del riferimento ai fondi del Pnrr e di coesione”. Questi ultimi “per fortuna” sono stati eliminati, “sul Pnrr ci fidiamo di quello che ha detto il governo“. Che ha garantito, in seguito a una mozione promossa dai dem e approvata all’unanimità dalla Camera, l’impegno a non toccare i soldi del Piano di ripresa e resilienza per le munizioni.

    Tags: asapEurocameramunizioni

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