{"id":394211,"date":"2024-10-02T15:09:54","date_gmt":"2024-10-02T13:09:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eunews.it\/?page_id=394211"},"modified":"2024-10-10T15:23:02","modified_gmt":"2024-10-10T13:23:02","slug":"accelerare-linnovazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.eunews.it\/en\/rapporto-draghi-parte-b\/accelerare-linnovazione\/","title":{"rendered":"1. Accelerare l&#8217;innovazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>Politiche orizzontali<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h2 id='il-punto-di-partenza'  id=\"boomdevs_1\">Il punto di partenza<\/h2>\n<p><strong>La ricerca e l&#8217;innovazione (R&amp;I) sono i principali motori della produttivit\u00e0 e del benessere delle persone <\/strong>[<a href=\"#figura1\">cfr. Figura 1<\/a>]. L&#8217;innovazione genera esternalit\u00e0 positive, con le nuove tecnologie che fungono da trampolino di lancio per ulteriori innovazioni. Questo crea ricadute positive cumulative che giustificano un ruolo dell&#8217;intervento pubblico per promuovere la ricerca e l&#8217;innovazione. La R&amp;I sar\u00e0 fondamentale per finanziare il sistema di welfare europeo, dato che la popolazione dell&#8217;UE invecchia e la sua forza lavoro si riduce. L&#8217;importanza della R&amp;I per la crescita della produttivit\u00e0 aumenter\u00e0 in futuro, grazie all&#8217;accelerazione del ritmo dell&#8217;innovazione globale negli ultimi decenni.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395405&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura1&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>L&#8217;innovazione \u00e8 fondamentale anche per perseguire le transizioni verdi e digitali, necessarie per rafforzare la resilienza dell&#8217;Europa e la sua posizione nelle catene di approvvigionamento globali<\/strong>. Il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;UE dipende dalla capacit\u00e0 dell&#8217;Europa di investire rapidamente e in modo consistente in tecnologie pulite [per maggiori dettagli, si veda il <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/tecnologie-pulite\/\">capitolo sulle tecnologie pulite<\/a>]. Quasi un terzo delle riduzioni delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> richieste entro il 2050 si basa su tecnologie pulite attualmente in fase di dimostrazione o prototipo [<a href=\"#note-bibliografiche\">i<\/a>]. Dal 2010 circa, la brevettazione di innovazioni a basse emissioni di carbonio ha subito un rallentamento e l&#8217;attuale livello di innovazione verde non sar\u00e0 sufficiente per raggiungere gli obiettivi di zero emissioni nette dell&#8217;UE per il 2050 [<a href=\"#note-bibliografiche\">ii<\/a>]. Le soluzioni di decarbonizzazione pertinenti (come l&#8217;idrogeno verde, la cattura del carbonio e i carburanti alternativi per l&#8217;aviazione e il trasporto marittimo) sono ancora molto costose, il che le rende inaccessibili per una diffusione su larga scala. Lo sviluppo tecnologico pu\u00f2 contribuire a ridurre e persino eliminare i premi esistenti nelle tecnologie verdi, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto nel caso della generazione di energia solare o eolica. Pertanto, l&#8217;innovazione sar\u00e0 il principale motore della trasformazione verde del settore energetico europeo [si veda il <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/energia\/\">capitolo sull&#8217;energia<\/a>]. Allo stesso modo, l&#8217;innovazione nella produzione e nei servizi di trasporto \u00e8 fondamentale per ridurre l&#8217;impronta climatica e ambientale e rimanere competitivi a livello globale [si veda il <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/trasporti\/\">capitolo sui trasporti<\/a>].<\/p>\n<h3 id='le-prestazioni-dell-ue-in-materia-di-innovazione'  id=\"boomdevs_2\">Le prestazioni dell&#8217;UE in materia di innovazione<\/h3>\n<p><strong>La capacit\u00e0 di innovazione dell&#8217;UE nel suo complesso continua a essere inferiore a quella degli Stati Uniti<\/strong>. La convergenza dell&#8217;UE con gli Stati Uniti in termini di capacit\u00e0 di innovazione \u00e8 rallentata nell&#8217;ultimo decennio, con gli Stati Uniti che rimangono in vantaggio di quasi sette punti percentuali secondo l&#8217;Indice sintetico dell&#8217;innovazione del Quadro europeo di valutazione dell&#8217;innovazione [<a href=\"#nota1\">nota 1<\/a>]. Al contrario, i risultati della Cina sono pi\u00f9 che triplicati negli ultimi due decenni e si stanno rapidamente avvicinando al livello dell&#8217;UE [<a href=\"#figura2\">cfr. Figura 2<\/a>]. Fino a 15 anni fa, la competizione per la leadership mondiale nell&#8217;innovazione era principalmente tra Stati Uniti ed Europa. Oggi coinvolge tre attori, con la Cina che registra un aumento molto pi\u00f9 rapido rispetto agli Stati Uniti e all&#8217;UE.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota1&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>NOTA 1<\/strong>. L&#8217;Indice sintetico dell&#8217;innovazione fa parte del Quadro europeo di valutazione dell&#8217;innovazione, che fornisce una valutazione comparativa annuale basata su indicatori delle prestazioni degli Stati membri dell&#8217;UE in materia di ricerca e innovazione, nonch\u00e9 di molti partner regionali e globali. Copre le principali dimensioni della performance innovativa in quattro gruppi: condizioni quadro, investimenti, attivit\u00e0 di innovazione e impatto. Complessivamente, si basa su 32 indicatori (per il confronto internazionale, ne vengono utilizzati solo 21 a causa della mancanza di disponibilit\u00e0 di dati).<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395408&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]L&#8217;UE mostra debolezze nell&#8217;intero ciclo di vita dell&#8217;innovazione, nonch\u00e9 nel suo modello di specializzazione settoriale.<\/p>\n<h4 id='punti-di-debolezza-lungo-tutto-il-ciclo-di-vita-dell-innovazione'  id=\"boomdevs_3\">Punti di debolezza lungo tutto il ciclo di vita dell&#8217;innovazione<\/h4>\n<p><strong>L&#8217;UE produce quasi un quinto delle pubblicazioni scientifiche mondiali, superando gli Stati Uniti e seconda solo alla Cina <\/strong>[<a href=\"#figura3\">cfr. Figura 3<\/a>]. In termini di pubblicazioni di alta qualit\u00e0 (il 10% pi\u00f9 citato), l&#8217;UE \u00e8 alla pari con gli Stati Uniti, ma in ritardo rispetto alla Cina. L&#8217;UE ha una posizione forte (ma in via di erosione) anche nel campo dei brevetti. Nel 2021, ha rappresentato il 17% delle domande di brevetto a livello mondiale, rispetto a una quota del 21% per gli Stati Uniti e del 25% per la Cina [<a href=\"#box1\">cfr. riquadro 1<\/a>].[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395843&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura3&#8243;][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;box1&#8243;]<\/p>\n<blockquote>\n<h5 id='box-1-l-emergere-della-cina-come-superpotenza-dell-innovazione'  id=\"boomdevs_4\"><strong>BOX 1<\/strong>. L&#8217;emergere della Cina come superpotenza dell&#8217;innovazione<\/h5>\n<p>Il contributo della Cina alle pubblicazioni scientifiche e ai brevetti \u00e8 cresciuto notevolmente negli ultimi due decenni. Questo \u00e8 stato il principale fattore alla base del calo delle quote mondiali sia dell&#8217;UE che degli USA. Negli ultimi 20 anni, la Cina \u00e8 riuscita a portare alcune delle sue universit\u00e0 e istituti di ricerca all&#8217;avanguardia della ricerca mondiale. Questo \u00e8 il risultato di una strategia ben ponderata e persistente basata su: esporre i propri studenti alle migliori universit\u00e0 globali, principalmente negli Stati Uniti, ma anche in Europa; fornire incentivi per riportare in patria i migliori studiosi; creare in patria un ambiente scientifico attraente quanto i migliori laboratori del mondo. La strategia si \u00e8 concentrata sulle STEM, con l&#8217;obiettivo di concentrare le risorse nei settori con i maggiori ritorni in termini di innovazione.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza cinese dimostra che \u00e8 possibile compiere rapidi progressi. Gli ingredienti del successo cinese sono tre: i) lo stanziamento di risorse generose; ii) un ricco bacino di scienziati altamente qualificati (spesso formati negli Stati Uniti o in altri Paesi al di fuori della Cina) e iii) un&#8217;intensa collaborazione, anche con partner di Paesi terzi.<\/p>\n<p>In alcune tecnologie avanzate, come la produzione additiva, la blockchain, la computer vision, l&#8217;editing del genoma, lo stoccaggio dell&#8217;idrogeno e i veicoli a guida autonoma, la qualit\u00e0 dei brevetti cinesi sta alzando il livello globale [<a href=\"#note-bibliografiche\">ii<\/a>]. Tuttavia, vi sono anche indicazioni che la qualit\u00e0 delle pubblicazioni, dei marchi [<a href=\"#note-bibliografiche\">iv<\/a>] e, soprattutto, dei brevetti non \u00e8 aumentata proporzionalmente in modo trasversale [<a href=\"#note-bibliografiche\">v<\/a>], [<a href=\"#note-bibliografiche\">vi<\/a>]. Ad esempio, mentre si \u00e8 registrato un forte aumento del numero di brevetti registrati in almeno due dei cinque principali uffici brevetti (noti come famiglie di brevetti IP5), che di solito indicano brevetti di alta qualit\u00e0, questa crescita \u00e8 stata meno sostenuta rispetto all&#8217;aumento delle domande di brevetto totali [<a href=\"#figura4\">cfr. Figura 4<\/a>]. Questo potrebbe essere il risultato del tentativo del governo cinese di privilegiare la quantit\u00e0 rispetto alla qualit\u00e0 dei brevetti per aumentare la visibilit\u00e0 geopolitica della Cina [<a href=\"#note-bibliografiche\">vii<\/a>].<\/p>\n<figure id=\"figura4\" aria-describedby=\"caption-figura4\" style=\"width: 1611px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-395413 size-full\" src=\"https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04.png\" alt=\"\" width=\"1611\" height=\"1171\" srcset=\"https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04.png 1611w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-300x218.png 300w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-1024x744.png 1024w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-768x558.png 768w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-1536x1116.png 1536w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-120x86.png 120w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-750x545.png 750w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Fig04-1140x829.png 1140w\" sizes=\"(max-width: 1611px) 100vw, 1611px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-figura4\" class=\"wp-caption-text\">Figura 4<\/figcaption><\/figure><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Tuttavia, la solida posizione scientifica dell&#8217;UE non si riflette pienamente nella sua presenza nei mercati innovativi<\/strong>. Il pool di aziende innovative dell&#8217;UE \u00e8 significativamente pi\u00f9 piccolo di quello degli Stati Uniti. Solo il 40% circa delle aziende europee dichiara di investire in R&amp;I, rispetto al 56% degli Stati Uniti [<a href=\"#note-bibliografiche\">viii<\/a>]. Questa differenza \u00e8 dovuta principalmente a una minore intensit\u00e0 di investimenti nell&#8217;innovazione &#8220;nuova per l&#8217;azienda&#8221;, il che indica un ritmo pi\u00f9 lento di adozione della tecnologia.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 importante notare che le nuove start-up tecnologiche europee devono affrontare problemi di scalabilit\u00e0<\/strong>. L&#8217;Europa sta creando un numero significativo di start-up, paragonabile a quello degli Stati Uniti [<a href=\"#note-bibliografiche\">ix<\/a>]. Tuttavia, le aziende europee spesso non riescono a superare la fase di crescita. Di conseguenza, l&#8217;UE ha un numero inferiore di unicorni (ossia start-up con una valutazione superiore a 1 miliardo di dollari) [<a href=\"#figura5\">cfr. Figura 5<\/a>]. Molte start-up europee emergenti si trasferiscono, soprattutto negli Stati Uniti [<a href=\"#note-bibliografiche\">x<\/a>]. Allo stesso modo, l&#8217;UE \u00e8 rimasta indietro nello sviluppo di imprese specializzate in R&amp;S &#8220;high-tech&#8221;. Attualmente, tra le 50 aziende al mondo con i pi\u00f9 alti budget per la R&amp;S ci sono solo 12 aziende europee, contro le 22 degli Stati Uniti [<a href=\"#note-bibliografiche\">xi<\/a>].[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395845&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura5&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4 id='un-divario-settoriale-nelle-tecnologie-digitali-e-avanzate'  id=\"boomdevs_5\">Un divario settoriale nelle tecnologie digitali e avanzate<strong>\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p><strong>L&#8217;UE dispone di una base di innovazione industriale ampia e diversificata, ma <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> in ritardo nel campo delle tecnologie digitali <\/strong>[<a href=\"#note-bibliografiche\">xii<\/a>]. L&#8217;UE dispone di importanti capacit\u00e0, in particolare nelle tecnologie verdi, nella produzione avanzata e nei materiali avanzati, nell&#8217;industria automobilistica e nelle biotecnologie. Tuttavia, \u00e8 debole nelle tecnologie digitali, come l&#8217;intelligenza artificiale (AI), la sicurezza informatica, l&#8217;internet delle cose (IoT), la blockchain e i computer quantistici [<a href=\"#figura6\">cfr. Figura 6<\/a>] [<a href=\"#note-bibliografiche\">xiii<\/a>].<\/p>\n<p><strong>Data l&#8217;importanza della digitalizzazione per l&#8217;economia nel suo complesso, il divario dell&#8217;UE nelle tecnologie digitali e avanzate pu\u00f2 influire sulle prestazioni di molti altri settori<\/strong>. Le tecnologie digitali sono molto complesse e la creazione di competenze e capacit\u00e0 in materia \u00e8 difficile, richiede tempo e il coordinamento di diversi attori aziendali. L&#8217;attuale divario digitale dell&#8217;UE rispetto agli Stati Uniti e alla Cina sar\u00e0 difficilmente superabile senza significative azioni politiche mirate.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395417&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura6&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Il vantaggio comparato dell&#8217;UE nelle tecnologie verdi \u00e8 sempre pi\u00f9 messo in discussione<\/strong>. Dal 2016 al 2021, l&#8217;Europa ha prodotto il 30% di tutte le invenzioni verdi a livello mondiale, rispetto al 19% e al 13% rispettivamente di Stati Uniti e Cina. L&#8217;UE \u00e8 forte in settori quali i trasporti ecologici, i biocarburanti e l&#8217;energia eolica. In molte di queste tecnologie, l&#8217;UE supera sia la Cina che gli Stati Uniti. L&#8217;UE ha anche un forte potenziale di innovazione nel campo dell&#8217;energia nucleare, dell&#8217;energia solare, dell&#8217;energia idroelettrica, dell&#8217;energia geotermica e delle tecnologie delle batterie. Tuttavia, la Cina sta recuperando rapidamente, con un numero di brevetti in rapida crescita. L&#8217;UE dovr\u00e0 compiere uno sforzo costante per mantenere il suo vantaggio comparato nelle tecnologie verdi, che rappresentano un&#8217;opportunit\u00e0 di sfruttamento commerciale e un motore della transizione verde.<\/p>\n<p><strong>Le attivit\u00e0 di innovazione dell&#8217;UE si concentrano principalmente in settori con un&#8217;intensit\u00e0 di R&amp;S medio-bassa<\/strong>. Ci\u00f2 potrebbe spingere l&#8217;UE in una &#8220;trappola della tecnologia intermedia&#8221; [<a href=\"#note-bibliografiche\">xiv<\/a>]. La <a href=\"#figura7\">Figura 7<\/a> mette a confronto le prime tre aziende per spesa in R&amp;S rispettivamente nell&#8217;UE e negli USA. Negli ultimi due decenni, le prime tre aziende dell&#8217;UE sono sempre state del settore automobilistico, con variazioni minime nella loro posizione. In netto contrasto, negli Stati Uniti i leader della R&amp;S sono cambiati nel tempo. All&#8217;inizio degli anni 2000, le prime tre aziende statunitensi comprendevano l&#8217;industria automobilistica e farmaceutica. Negli anni 2010, si sono spostate verso i settori del software e dell&#8217;hardware, mentre negli anni 2020 tra le prime tre aziende figurano Alphabet e Meta, leader globali nel settore digitale. Questa evoluzione dinamica delle imprese \u00e8 stata particolarmente assente nell&#8217;UE.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura7&#8243;]Figura 7<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\" colspan=\"4\"><strong>Le prime 3 aziende per spesa in R&amp;S e i relativi settori industriali nell&#8217;UE e negli USA<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\"><\/td>\n<td style=\"width: 25%; text-align: center;\"><strong>2003<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%; text-align: center;\"><strong>2012<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%; text-align: center;\"><strong>2022<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%; text-align: center;\"><strong>USA<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">Ford (auto)<br \/>\nPfizer (farmaceutica)<br \/>\nGM (auto)<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">Microsoft (software)<br \/>\nIntel (hardware)<br \/>\nMerck (farmaceutica)<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">Alphabet (software)<br \/>\nMeta (software)<br \/>\nMicrosoft (software)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%; text-align: center;\"><strong>UE<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">Mercedes-Benz (auto)<br \/>\nSiemens (elettronica)<br \/>\nVW (auto)<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">VW (auto)<br \/>\nMercedes-Benz (auto)<br \/>\nBosch (auto)<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">VW (auto)<br \/>\nMercedes-Benz (auto)<br \/>\nBosch (auto)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h3 id='le-cause-della-scarsa-capacit\u00e0-di-innovazione-della-ue'  id=\"boomdevs_6\">Le cause della scarsa capacit\u00e0 di innovazione della UE<\/h3>\n<p>Individuiamo otto cause principali della scarsa capacit\u00e0 di innovazione dell&#8217;UE.<\/p>\n<h4 id='riduzione-della-spesa-privata-in-r-s'  id=\"boomdevs_7\">Riduzione della spesa privata in R&amp;S<strong>\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p><strong>La debolezza competitiva dell&#8217;UE in materia di innovazione \u00e8 in parte dovuta a un divario negli investimenti in R&amp;S<\/strong>. L&#8217;UE investe meno in R&amp;S rispetto a Stati Uniti, Giappone e Cina, che sta facendo progressi impressionanti. Nel 2022, l&#8217;UE ha speso il 2,24% del PIL in R&amp;S, con un conseguente deficit di investimenti di circa 123 miliardi di euro, rispetto all&#8217;obiettivo di raggiungere il 3% di spesa in R&amp;S in percentuale del PIL [<a href=\"#nota2\">nota 2<\/a>]. A titolo di confronto, gli Stati Uniti spendono il 3,5% del PIL in R&amp;S, il Giappone il 3,3% e la Cina il 2,4%, tutti valori superiori a quelli dell&#8217;UE. Il divario con gli Stati Uniti \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente se espresso in valori monetari assoluti. Gli Stati Uniti superano tutte le altre grandi economie per quanto riguarda la spesa totale annua in R&amp;S, investendo 877 miliardi di euro nel 2022, rispetto ai 355 miliardi di euro dell&#8217;UE nello stesso anno.<\/p>\n<p><strong>Le spese per la R&amp;S variano notevolmente da uno Stato membro all&#8217;altro<\/strong>. Solo cinque Stati membri superano l&#8217;obiettivo del 3% di spesa in R&amp;S dell&#8217;UE (Belgio, Svezia, Austria, Germania e Finlandia). Gli investimenti in R&amp;S di nove Stati membri sono inferiori all&#8217;1% (Lituania, Lussemburgo, Slovacchia, Irlanda, Bulgaria, Cipro, Lettonia, Malta e Romania).[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota2&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>NOTA 2<\/strong>. L&#8217;obiettivo di aumentare la spesa dell&#8217;UE per la R&amp;S al 3% del PIL \u00e8 stato fissato nel 2002 durante il Consiglio europeo di Barcellona e faceva parte della strategia di Lisbona.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395419&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura8&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>La riduzione della spesa privata per la R&amp;S \u00e8 la causa principale del divario di spesa dell&#8217;UE<\/strong>. La bassa spesa europea \u00e8 per lo pi\u00f9 attribuibile al settore delle imprese, le cui spese per la R&amp;S rappresentano circa l&#8217;1,3% del PIL, ben al di sotto del livello del 2,4% negli Stati Uniti e dell&#8217;1,9% in Cina. Gli investimenti del settore privato in R&amp;S rappresentano solo il 67% della spesa totale in R&amp;S nell&#8217;UE, rispetto all&#8217;81% negli Stati Uniti e al 76% in Cina.<\/p>\n<p><strong>La quota relativamente elevata di settori a media e bassa intensit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> di R&amp;S nell&#8217;UE spiega la maggior parte del divario nella spesa privata in R&amp;S <\/strong>[<a href=\"#note-bibliografiche\">xv<\/a>]. Fuest et al. [<a href=\"#note-bibliografiche\">xvi<\/a>] stimano che la composizione settoriale dell&#8217;economia sia responsabile di circa il 60% della differenza tra la spesa privata in R&amp;S negli Stati Uniti e nell&#8217;UE. Se l&#8217;UE avesse la stessa composizione strutturale degli Stati Uniti, la sua spesa privata in R&amp;S sarebbe pari al 2,2% del PIL e la spesa totale sarebbe quasi del 2,9% [<a href=\"#nota3\">nota 3<\/a>]. Anche a parit\u00e0 di composizione settoriale, l&#8217;UE avrebbe una spesa di R&amp;S inferiore, in quanto l&#8217;UE ha anche una spesa privata di R&amp;S inferiore nei settori ad alta tecnologia. Di conseguenza, solo 10 imprese dell&#8217;UE figurano tra le prime 50 imprese che investono in R&amp;S a livello mondiale e solo un&#8217;impresa dell&#8217;UE figura tra le prime dieci a livello globale, che collettivamente rappresentano quasi un quinto della spesa privata globale per la R&amp;S.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota3&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>NOTA 3<\/strong>. Si tratta di un calcolo dimostrativo e molto approssimativo. I calcoli di Fuest et al. (2024) si basano su un campione dei Paesi con i migliori risultati in termini di R&amp;S, che rappresentano circa il 90% della spesa privata per la R&amp;S. Assumiamo che la distribuzione complessiva abbia le stesse propriet\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4 id='una-spesa-pubblica-in-r-s-meno-efficace'  id=\"boomdevs_8\">Una spesa pubblica in R&amp;S meno efficace<\/h4>\n<p><strong>La spesa pubblica per la R&amp;S nell&#8217;UE <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> relativamente elevata<\/strong>. La spesa pubblica per la R&amp;S \u00e8 pari allo 0,74% del PIL negli Stati membri dell&#8217;UE, contro lo 0,69% degli Stati Uniti e lo 0,5% di Giappone e Cina [<a href=\"#nota4\">nota 4<\/a>]. Esiste una significativa eterogeneit\u00e0 tra gli Stati membri dell&#8217;UE. La spesa pubblica per la R&amp;S varia dallo 0,94% della Germania al solo 0,15% della Romania, e molti altri Stati membri soffrono di una spesa per investimenti in R&amp;S bassa e altamente volatile.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota4&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>NOTA 4<\/strong>. \u00c8 da notare che negli Stati Uniti circa la met\u00e0 della spesa pubblica in R&amp;S \u00e8 destinata al settore della difesa.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>I fondi pubblici per la R&amp;S nell&#8217;UE sono molto frammentati tra gli Stati membri, non sono coerentemente indirizzati verso le priorit\u00e0 dell&#8217;UE e spesso sono di difficile accesso<\/strong>. Negli Stati Uniti, la maggior parte della spesa pubblica per la R&amp;S deriva dal budget federale. Nell&#8217;Unione europea, i fondi provengono in gran parte dai bilanci dei 27 Stati membri, integrati da una quantit\u00e0 minore di risorse a livello comunitario. La spesa per la R&amp;S a livello europeo proviene principalmente da Horizon Europe, il programma quadro dell&#8217;UE per la R&amp;I. Altre risorse a livello UE provengono dai fondi strutturali e di coesione e dal Fondo europeo per la difesa. L&#8217;intero finanziamento della R&amp;S pubblica a livello UE rappresenta circa un decimo della spesa pubblica complessiva per la R&amp;S nell&#8217;Unione [<a href=\"#figura9\">cfr. Figura 9<\/a>].[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395422&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura9&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>In particolare, gli Stati membri non coordinano la spesa pubblica nazionale per la R&amp;S per allinearla alle priorit\u00e0 dell&#8217;UE<\/strong>. Questa mancanza di coordinamento tra le allocazioni di fondi a livello europeo e nazionale ha diverse implicazioni. In primo luogo, alcuni progetti di innovazione su larga scala possono essere realizzati solo a livello dell&#8217;UE, a causa delle loro notevoli dimensioni e del loro profilo di rischio, che rendono i progetti non redditizi per i singoli Stati membri che li finanziano da soli. La storia di successo del CERN [<a href=\"#box2\">cfr. riquadro 2<\/a>] esemplifica sia le eccezionali opportunit\u00e0 che potrebbero essere perse senza un adeguato coordinamento a livello di UE, sia il potenziale di un coordinamento efficace tra gli Stati membri. In secondo luogo, la mancanza di coordinamento tra gli Stati membri porta a potenziali duplicazioni e riduce la concorrenza per i finanziamenti basati sull&#8217;eccellenza, che \u00e8 un motore fondamentale dell&#8217;innovazione rivoluzionaria. In terzo luogo, la mancanza di coordinamento tra gli Stati membri limita la capacit\u00e0 degli enti pubblici di promuovere l&#8217;eccellenza in tutta l&#8217;UE e di collaborare con il settore privato su progetti di innovazione rivoluzionaria. Infine, la frammentazione diminuisce il potere contrattuale dei singoli Stati membri quando negoziano contratti di appalto per progetti innovativi, come le infrastrutture di ricerca.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;box2&#8243;]<\/p>\n<blockquote>\n<h5 id='box-2-la-storia-di-successo-del-cern'  id=\"boomdevs_9\"><strong>BOX 2<\/strong>. La storia di successo del CERN<\/h5>\n<p>Un esempio significativo dei notevoli risultati ottenuti dalla collaborazione tra i Paesi europei \u00e8 la creazione dell&#8217;Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) nel 1954. Il CERN \u00e8 partito con una coalizione iniziale di 12 Paesi europei. Oggi comprende 23 Stati membri europei, 11 Stati membri associati non europei e 4 osservatori (UE, UNESCO, Giappone e Stati Uniti). Il CERN ha permesso di avviare e sostenere investimenti nella ricerca sulla fisica delle alte energie che qualsiasi singolo Paese europeo avrebbe considerato insostenibili per un periodo di tempo cos\u00ec prolungato. La messa in comune di risorse specifiche per ogni Paese ha permesso ai singoli Paesi di condividere i notevoli rischi e l&#8217;incertezza insiti nella ricerca innovativa fondamentale. Il suo impegno collaborativo ha prodotto notevoli successi, tra cui le due scoperte pi\u00f9 importanti: l&#8217;invenzione del World Wide Web, inventato al CERN 35 anni dopo la sua genesi, e la scoperta del Bosone di Higgs, annunciata il 4 luglio 2012. La leadership scientifica del CERN spazia in vari settori, tra cui superconduttivit\u00e0, magneti, vuoto, radiofrequenza, meccanica di precisione, elettronica, strumentazione, software, informatica e intelligenza artificiale. Le tecnologie del CERN hanno generato benefici significativi per la societ\u00e0, tra cui progressi nella terapia del cancro, nell&#8217;imaging medico, nella guida autonoma con intelligenza artificiale e nelle applicazioni ambientali dei cavi superconduttori.<\/p>\n<p>Il Large Hadron Collider (grande collisore di adroni) ha spinto il CERN a conquistare la leadership mondiale nella fisica delle particelle (un ruolo che \u00e8 passato dagli Stati Uniti all&#8217;Europa) ed \u00e8 il fiore all&#8217;occhiello del CERN. Uno dei progetti attuali pi\u00f9 promettenti del CERN, con un notevole potenziale scientifico, \u00e8 la costruzione del Future Circular Collider (FCC): un anello di 90 km progettato inizialmente per un collisore di elettroni e \u00a0Se la Cina dovesse vincere questa gara e il suo anello collisore dovesse entrare in funzione prima di quello del CERN, l&#8217;Europa rischierebbe di perdere la sua leadership nella fisica delle particelle, mettendo potenzialmente a rischio il futuro del CERN.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Il programma Horizon Europe presenta molteplici punti deboli<\/strong>. Per il periodo 2021-2027, ha un budget vicino ai 100 miliardi di euro. Horizon Europe \u00e8 uno strumento importante per sostenere la ricerca e l&#8217;innovazione nell&#8217;UE. Si tratta di uno strumento unico nel suo genere nel contesto globale, che copre un&#8217;ampia gamma di livelli di maturit\u00e0 tecnologica (TRL) e di aree tematiche e si basa su strumenti diversi. Si basa sui successi dei suoi predecessori, ma:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Le sue risorse sono suddivise in un numero eccessivo di settori e priorit\u00e0<\/strong>. Di conseguenza, il programma non \u00e8 focalizzato e alcune delle principali priorit\u00e0 dell&#8217;UE sono coperte solo in minima parte.<\/li>\n<li><strong>L&#8217;accesso al programma tende ad essere eccessivamente difficile<\/strong>. I nuovi arrivati incontrano difficolt\u00e0 nell&#8217;accesso al programma, con il risultato che i finanziamenti di Horizon Europe si concentrano su un numero troppo esiguo di beneficiari esistenti. Inoltre, il programma ha storicamente registrato un livello molto alto di sovrabbondanza di richieste, con circa il 70% delle proposte di alta qualit\u00e0 che non hanno ricevuto finanziamenti [<a href=\"#nota5\">nota 5<\/a>]. I beneficiari e le parti interessate hanno la percezione generale che le regole del programma (sia per la presentazione delle proposte che per la gestione dei progetti una volta approvati) siano eccessivamente complesse e dovrebbero essere semplificate.<\/li>\n<li><strong>I processi di determinazione delle priorit\u00e0 e dell&#8217;allocazione del budget sono eccessivamente complessi<\/strong>. Il programma coinvolge un&#8217;ampia gamma di servizi della Commissione, gli Stati membri e il Parlamento europeo attraverso complessi meccanismi di governance. Inoltre, non esiste un meccanismo esplicito per allineare le priorit\u00e0 di spesa per la R&amp;I stabilite nell&#8217;ambito del programma con le priorit\u00e0 nazionali stabilite autonomamente dagli Stati membri.<\/li>\n<li><strong>Il potenziale dei partenariati pubblici-privati non \u00e8 pienamente sfruttato<\/strong>. La struttura e la governance dei partenariati con il settore privato sono concepite in modo inefficiente, portando alcuni partenariati a non raggiungere gli obiettivi iniziali.<\/li>\n<li><strong>Il sostegno all&#8217;innovazione dirompente rimane limitato<\/strong>. Anche se la missione di Horizon Europe \u00e8 quella di promuovere la ricerca e l&#8217;innovazione dirompente, il programma non \u00e8 n\u00e9 sufficientemente finanziato n\u00e9 ben strutturato per questo scopo. Ad esempio, lo strumento Pathfinder dell\u2019European Innovation Council (EIC), che dovrebbe sostenere le idee audaci per le tecnologie radicalmente nuove a basso livello di maturit\u00e0 tecnologica (TRL), ha un budget di soli 250 milioni di euro per il 2024. In confronto, le agenzie ARPA statunitensi hanno budget significativamente pi\u00f9 elevati (DARPA: 4,1 miliardi di dollari per il 2023; ARPA-H: 1,5 miliardi di dollari; ARPA-E: 0,5 miliardi di dollari). Analogamente, l&#8217;ARIA del Regno Unito ha un budget di 800 milioni di sterline su diversi anni e l&#8217;Agenzia federale tedesca per l&#8217;innovazione dirompente (SPRIN-D) ha un budget di 220 milioni di euro per il 2024. Inoltre, i problemi di governance minano il successo dell&#8217;EIC: \u00e8 guidato per lo pi\u00f9 da funzionari dell&#8217;UE piuttosto che da scienziati ed esperti di innovazione di alto livello; ci sono pochi project manager; le procedure di selezione sono altamente burocratiche; le collaborazioni sono affidate attraverso un approccio dall&#8217;alto verso il basso piuttosto che essere gestite in modo cooperativo; l&#8217;erogazione dei finanziamenti \u00e8 lenta [<a href=\"#note-bibliografiche\">xvii<\/a>].<\/li>\n<li>Inoltre, le prestazioni del programma sono difficili da misurare in termini di risultati, in particolare la registrazione dei brevetti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota5&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 5<\/strong>. Nell&#8217;ambito del programma Orizzonte 2020 (2014-2020), sarebbero stati necessari altri 159 miliardi di euro per finanziare tutte le proposte di alta qualit\u00e0. Si veda: Commissione europea, <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_24_461\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Horizon 2020 evaluation shows that investment in EU research and innovation greatly pays off \u2013 press release<\/a>, 2024.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;box3&#8243;]<\/p>\n<blockquote>\n<h5 id='box-3-la-struttura-di-horizon-europe'  id=\"boomdevs_10\"><strong>BOX 3<\/strong>. La struttura di Horizon Europe<\/h5>\n<p>L&#8217;attuale programma quadro dell&#8217;UE per la R&amp;I, Horizon Europe, ha un budget di 95,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.<\/p>\n<figure id=\"attachment_395836\" aria-describedby=\"caption-attachment-395836\" style=\"width: 1617px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10.png\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-395836 size-full\" src=\"https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10.png\" alt=\"\" width=\"1617\" height=\"1247\" srcset=\"https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10.png 1617w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10-300x231.png 300w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10-1024x790.png 1024w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10-768x592.png 768w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10-1536x1185.png 1536w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10-750x578.png 750w, https:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/SEZ02_Cap01_Fig10-1140x879.png 1140w\" sizes=\"(max-width: 1617px) 100vw, 1617px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-395836\" class=\"wp-caption-text\">Figura 10<\/figcaption><\/figure>\n<p>Horizon Europe si basa su tre pilastri principali:<\/p>\n<ul>\n<li>Il programma &#8220;Eccellenza scientifica&#8221; (25 miliardi di euro) mira ad aumentare la competitivit\u00e0 scientifica dell&#8217;UE a livello mondiale. Sostiene progetti di ricerca avanzata nell&#8217;ambito del CER (16 miliardi di euro), finanzia borse di studio per ricercatori esperti, reti di formazione di dottorato e scambi di ricercatori nell&#8217;ambito delle azioni Marie Sk\u0142odowska-Curie (6,6 miliardi di euro) e sostiene le infrastrutture di ricerca (2,4 miliardi di euro). Dalla sua istituzione nel 2007, il CER \u00e8 diventato uno degli strumenti di finanziamento della scienza pi\u00f9 prestigiosi e di successo al mondo. Attira ricercatori eccellenti e i progetti finanziati spesso producono risultati significativi in aree emergenti che portano a scoperte scientifiche. L&#8217;eccellenza scientifica \u00e8 l&#8217;unico criterio in base al quale vengono assegnate le borse di studio. Le sovvenzioni del CER sono aperte a qualsiasi campo di ricerca scientifica. Un elemento importante del suo successo \u00e8 l&#8217;indipendenza e il ricorso ai migliori scienziati del mondo per valutare e selezionare le proposte.<\/li>\n<li>La componente pi\u00f9 importante del programma \u00e8 il pilastro &#8220;Sfide globali e competitivit\u00e0 industriale europea&#8221; (53,5 miliardi di euro), che sostiene progetti legati alle sfide sociali che mirano a rafforzare le capacit\u00e0 tecnologiche e industriali. Si compone di sei cluster tematici (salute; cultura, creativit\u00e0 e societ\u00e0 inclusiva; sicurezza civile per la societ\u00e0; digitale, industria e spazio; clima, energia e mobilit\u00e0; cibo, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente). Questo pilastro finanzia i partenariati pubblico-privati (industriali) dell&#8217;UE [<a href=\"#nota6\">nota 6<\/a>] e le missioni dell&#8217;UE nell&#8217;ambito del programma con obiettivi ambiziosi che affrontano alcune delle sfide sociali pi\u00f9 importanti dell&#8217;UE [<a href=\"#nota7\">nota 7<\/a>].<\/li>\n<li>Il pilastro &#8220;Europa innovativa&#8221; (13,6 miliardi di euro) mira a rendere l&#8217;Europa all&#8217;avanguardia nell&#8217;innovazione che crea mercato nell&#8217;ambito dell&#8217;EIC (10,1 miliardi di euro), sostenendo l&#8217;innovazione dirompente con un potenziale di scalabilit\u00e0. I tre principali strumenti EIC (EIC Pathfinder, EIC Transition e EIC Accelerator) si basano sul concetto di fornire uno &#8220;sportello unico&#8221; per le innovazioni rivoluzionarie in tutte le fasi del loro sviluppo. Una caratteristica fondamentale \u00e8 stata la creazione dell\u2019EIC Fund, un fondo di investimento azionario dedicato alle start-up e alle PMI selezionate dall&#8217;EIC.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I tre pilastri sono integrati dal sottoprogramma orizzontale &#8220;Ampliare la partecipazione e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca&#8221; (3,4 miliardi di euro), che sostiene gli Stati membri dell&#8217;UE meno innovativi nel rafforzare il loro potenziale di innovazione.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota6&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 6<\/strong>. Per maggiori informazioni sui partenariati, si veda: Commissione europea, <a href=\"https:\/\/research-and-innovation.ec.europa.eu\/funding\/funding-opportunities\/funding-programmes-and-open-calls\/horizon-europe\/european-partnerships-horizon-europe_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">European Partnerships in Horizon Europe<\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota7&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 7<\/strong>. Nell&#8217;ambito di Horizon Europe sono state istituite cinque missioni dell&#8217;UE specializzate in cambiamenti climatici, cancro, oceani e acque, citt\u00e0 climaticamente neutre e intelligenti e, infine, terreni sani. Queste missioni abbracciano un approccio collaborativo per catalizzare gli sforzi di R&amp;I a lungo termine. Integrano nuove forme di governance multilivello e di coinvolgimento dei cittadini. Le missioni hanno obiettivi, tempistiche e procedure chiaramente definite<\/p>\n<p>per il monitoraggio e la valutazione dei risultati. Insieme, rappresentano circa un decimo dei finanziamenti del secondo pilastro di Horizon Europe.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4 id='la-frammentazione-dell-ecosistema-dell-innovazione-dell-ue'  id=\"boomdevs_11\">La frammentazione dell&#8217;ecosistema dell&#8217;innovazione dell&#8217;UE<\/h4>\n<p><strong>Il potenziale innovativo dell&#8217;UE rimane sottoutilizzato, poich\u00e9 i ricercatori e gli innovatori non sfruttano appieno le economie di scala e non collaborano con altri partner in tutta l&#8217;UE<\/strong>. Le reti di collaborazione per le attivit\u00e0 di R&amp;I raramente si estendono oltre i confini nazionali, o addirittura regionali. Oggi, circa il 70% di tutti i brevetti in compropriet\u00e0 sono il risultato di una collaborazione all&#8217;interno della stessa regione e quasi uno su cinque \u00e8 stato creato da partner di regioni diverse dello stesso Paese. Solo il 13% circa dei brevetti congiunti depositati ogni anno coinvolge organizzazioni situate in due diversi Paesi europei. Negli Stati Uniti, invece, le collaborazioni di R&amp;I tra Stati sono molto pi\u00f9 comuni e rappresentano quasi un terzo delle collaborazioni complessive. Complessivamente, gli Stati Uniti hanno un numero di collaborazioni di R&amp;I quasi 2,5 volte superiore a quello dell&#8217;UE [<a href=\"#nota8\">nota 8<\/a>].[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota8&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 8<\/strong>. La considerazione dei legami tra i due Paesi pi\u00f9 innovativi dell&#8217;UE e gli Stati degli USA, rispettivamente, conferma questa conclusione. La California e il Massachusetts collaborano il 30% in pi\u00f9 rispetto alla Germania e alla Francia (nonostante queste ultime siano geograficamente molto pi\u00f9 vicine). Questi calcoli sono stati gentilmente forniti da Pierre-Alexandre Balland.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Un fattore importante che rafforzerebbe la capacit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> di R&amp;I <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> la disponibilit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> di infrastrutture tecnologiche e di ricerca all&#8217;avanguardia a livello mondiale, in grado di servire l&#8217;intero ecosistema europeo<\/strong>. La maggior parte degli Stati membri non \u00e8 in grado di raggiungere le dimensioni necessarie in termini di capacit\u00e0 finanziarie o organizzative. Ci\u00f2 richiede un approccio strategico coordinato, con un ruolo centrale dell&#8217;UE. Gli esempi del CERN e dell&#8217;EuroHPC JU (European High-Performance Computing Joint Undertaking) dimostrano l&#8217;importanza del coordinamento nello sviluppo di grandi progetti infrastrutturali di R&amp;I. Nonostante questi successi, un coordinamento efficace nello sviluppo di progetti infrastrutturali a livello europeo \u00e8 carente e talvolta ostacolato dai vincoli fiscali di alcuni governi nazionali.<\/p>\n<p><strong>La governance della R&amp;I nell&#8217;UE <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> molto frammentata e dovrebbe essere meglio coordinata tra gli Stati membri<\/strong>. La R&amp;I in Europa \u00e8 governata a pi\u00f9 livelli, con politiche e investimenti perseguiti a livello locale, regionale, nazionale e comunitario, suddivisi tra i ministeri dei diversi Stati membri.<\/p>\n<h4 id='non-c-\u00e8-abbastanza-eccellenza-accademica-ai-vertici'  id=\"boomdevs_12\">Non c&#8217;\u00e8 abbastanza eccellenza accademica ai vertici<\/h4>\n<p><strong>L&#8217;UE vanta un sistema universitario mediamente eccellente, ma la sua presenza tra le universit\u00e0 di ricerca leader a livello mondiale \u00e8 limitata<\/strong>. Il sistema universitario dell&#8217;UE \u00e8 piuttosto inclusivo e fornisce un alto livello di istruzione e formazione a una parte significativa dei suoi giovani. Le differenze tra le universit\u00e0 europee sono molto ampie e alcune ottengono ottimi risultati sotto molti punti di vista. La Figura 11 (con tutti i limiti noti di questo tipo di classifiche) illustra la distribuzione delle universit\u00e0 dell&#8217;UE, nonch\u00e9 di quelle di Stati Uniti, Regno Unito e Cina, in varie fasce di classifica utilizzando la classifica QS World University Rankings del 2024. In tutte le fasce di classifica, tranne quella pi\u00f9 alta, l&#8217;UE ha un numero maggiore di universit\u00e0 rispetto a Stati Uniti, Regno Unito e Cina. In particolare, solo quattro universit\u00e0 dell&#8217;UE si classificano tra le prime 50 a livello globale. Al contrario, le universit\u00e0 europee dominano nelle posizioni pi\u00f9 basse della classifica. Un quadro simile emerge utilizzando le classifiche universitarie mondiali di Shanghai e del Times. Ci\u00f2 indica che, sebbene il sistema accademico dell&#8217;UE ottenga buoni risultati in generale, \u00e8 in ritardo per quanto riguarda il numero di istituti di istruzione superiore di altissimo livello e leader a livello mondiale.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395425&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura11&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Il deficit dell&#8217;UE di istituzioni di ricerca leader a livello mondiale nel campo delle scienze naturali e della salute \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato<\/strong>. Secondo il Nature Index del 2022, che classifica gli istituti basandosi esclusivamente sul volume di pubblicazioni in un elenco selezionato di riviste scientifiche accademiche di alto livello, l&#8217;UE ha solo tre istituti di ricerca tra i primi cinquanta a livello globale. Gli Stati Uniti ne hanno 21 e la Cina 15, con la Chinese Academy of Sciences in cima alla classifica e l&#8217;Universit\u00e0 di Harvard in seconda posizione. Il Regno Unito e la Svizzera ne hanno cinque. I restanti 5 istituti di ricerca tra i primi 50 a livello mondiale ne includono 2 in Giappone (l&#8217;Universit\u00e0 di Tokyo in posizione 14 e l&#8217;Universit\u00e0 di Kyoto in posizione 37), 2 a Singapore (la National University of Singapore in posizione 35 e la Nanyang Technological University in posizione 46) e 1 in Russia (la Russian Academy of Sciences in posizione 44).[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura12&#8243;]Figura 12<br \/>\n<strong>Nature Index <\/strong><em>2022<\/em><\/p>\n<table border=\"1\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"5\"><strong>Nature Index (2022)<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"20%\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" width=\"20%\"><strong>UE<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" width=\"20%\"><strong>UE, UK &amp; CH<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" width=\"20%\"><strong>USA<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" width=\"20%\"><strong>Cina<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Top 50<\/strong><\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>8<\/td>\n<td>21<\/td>\n<td>15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Top 200<\/strong><\/td>\n<td>35<\/td>\n<td>51<\/td>\n<td>68<\/td>\n<td>46<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Top 500<\/strong><\/td>\n<td>120<\/td>\n<td>162<\/td>\n<td>136<\/td>\n<td>108<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Nota: Classifica globale degli istituti di ricerca nel 2022 in base ai dati del Nature Index. Nature Index dal 1\u00b0 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. Il Nature Index utilizza il volume di articoli di ricerca pubblicati in un elenco selezionato di riviste scientifiche di alto livello. Un&#8217;istituzione ottiene i crediti per una pubblicazione se almeno uno dei suoi autori \u00e8 affiliato all&#8217;istituzione.<br \/>\nFonte: Nature, 2024 (dati del 2022).<br \/>\n<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Queste debolezze frenano i risultati dell&#8217;UE in termini di innovazione<\/strong>. Le universit\u00e0 sono uno degli attori centrali degli ecosistemi dell&#8217;innovazione, in quanto producono una forza lavoro altamente qualificata, generano ricerca innovativa e contribuiscono a trasformare la ricerca fondamentale in innovazione pratica. I cluster di innovazione high-tech si formano tipicamente intorno a istituti di istruzione superiore di prima classe. La mancanza di queste istituzioni nell&#8217;UE e la debole interazione tra universit\u00e0 e imprese limitano il trasferimento tecnologico, la capacit\u00e0 di innovazione e, in ultima analisi, la crescita economica.<\/p>\n<p><strong>La mancanza di eccellenza ai vertici deriva dalla difficolt<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> di attrarre e trattenere i migliori talenti della ricerca<\/strong>. Questo \u00e8 dovuto a diversi fattori. Negli Stati Uniti, le risorse finanziarie sono altamente concentrate in alcune universit\u00e0 di ricerca di alto livello, che hanno la chiara missione di rimanere all&#8217;avanguardia nelle classifiche mondiali, con conseguente produzione di ricerca di grande impatto [<a href=\"#note-bibliografiche\">xviii<\/a>]. La governance delle universit\u00e0 europee \u00e8 talvolta appesantita da forti restrizioni burocratiche e manca della necessaria discrezionalit\u00e0 per i drastici cambiamenti talvolta necessari per rimanere all&#8217;avanguardia nella ricerca globale.<\/p>\n<p>Il sistema universitario europeo, inoltre, non riesce a fornire condizioni sufficientemente attraenti per i ricercatori pi\u00f9 talentuosi sia europei che, soprattutto, di tutto il mondo. Tra le potenziali ragioni della debolezza dell&#8217;Europa in questo ambito vi sono: percorsi di carriera lenti, retribuzione piatta e un ambiente di lavoro inadeguato, compresa la mancanza di strutture e infrastrutture di ricerca all&#8217;avanguardia. Rispetto alle migliori universit\u00e0 statunitensi, le universit\u00e0 europee dispongono spesso di risorse pi\u00f9 limitate e di norme pi\u00f9 restrittive, che impediscono loro di offrire pacchetti retributivi personalizzati e attraenti, o di accelerare la promozione dei migliori ricercatori. Gli stipendi sono inoltre spesso pi\u00f9 bassi e non contrattabili. Negli Stati Uniti c&#8217;\u00e8 una differenziazione salariale molto pi\u00f9 marcata, volta ad attirare e trattenere i migliori ricercatori. Inoltre, i pesanti carichi di lavoro amministrativo gravano sul tempo e sull&#8217;energia degli studiosi pi\u00f9 produttivi.<\/p>\n<p><strong>I legami tra istruzione superiore e imprese sono deboli e i ricercatori hanno pochi incentivi a diventare imprenditori <\/strong>[<a href=\"#note-bibliografiche\">xix<\/a>]. I legami tra l&#8217;istruzione superiore e le imprese sono deboli per diversi motivi, tra cui una scarsa consapevolezza dei potenziali benefici della collaborazione e una gestione non sufficientemente sviluppata dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale (DPI) e della commercializzazione della ricerca [<a href=\"#notebibliografiche\">xx<\/a>]. Anche se oggi le universit\u00e0 europee dispongono di Uffici di trasferimento tecnologico, spesso non hanno personale sufficiente, non hanno le competenze e le risorse finanziarie necessarie e faticano ad agire efficacemente come intermediari tra i ricercatori e le imprese private. Esistono differenze significative nella gestione dei DPI tra le universit\u00e0, comprese quelle relative al possesso legale dei DPI e alla possibilit\u00e0 per le universit\u00e0 di acquisire partecipazioni in spin-off [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxi<\/a>]. In molti casi, gli incentivi finanziari per i ricercatori sono limitati, in quanto non possono appropriarsi completamente delle royalty derivanti dalla concessione in licenza dei DPI. Inoltre, le valutazioni dei ricercatori non premiano adeguatamente le carriere parallele e i doppi incarichi universit\u00e0-industria sono poco diffusi.<\/p>\n<h4 id='il-sottosviluppo-dei-cluster-di-innovazione-dell-ue'  id=\"boomdevs_13\">Il sottosviluppo dei cluster di innovazione dell&#8217;UE<\/h4>\n<p><strong>L&#8217;UE ha numerosi cluster di innovazione, ma sono meno sviluppati e generano meno valore rispetto a quelli degli Stati Uniti e della Cina<\/strong>. Il settore high-tech (ad esempio, informatica, semiconduttori e biologia) \u00e8 tipicamente concentrato in un piccolo numero di cluster scientifici e tecnologici (S&amp;T), con cluster leader che rappresentano un&#8217;ampia quota dell&#8217;innovazione complessiva di un Paese. Secondo la classificazione dell&#8217;OMPI dei cluster mondiali (2023 Global Innovation Index), l&#8217;UE ha un numero di cluster tra i primi 100 simile a quello di Stati Uniti e Cina [<a href=\"#figura13\">cfr. Figura 13<\/a>]. Tuttavia, la presenza di cluster dell&#8217;UE diminuisce man mano che si sale nella classifica, con un solo cluster tra i primi 20 (Parigi al 12\u00b0 posto), rispetto ai 6 degli Stati Uniti e ai 7 della Cina. Nessuno dei cluster dell&#8217;UE compare tra i primi dieci, mentre gli Stati Uniti ne contano 4 e la Cina 3. Tra i restanti primi 10 cluster S&amp;T troviamo due cluster in Giappone (Tokyo-Yokohama in prima posizione e Osaka-Kobe-Kyoto in settima) e uno in Corea del Sud (Seoul in terza posizione). I cinque maggiori cluster S&amp;T del mondo si trovano tutti in Asia orientale. Il primo cluster non asiatico nella top 10 \u00e8 San Jose-San Francisco, in sesta posizione.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura13&#8243;]Figura 13<\/p>\n<p><strong>Classifica globale dei cluster S&amp;T<br \/>\n<\/strong><em>Numero di cluster in UE, USA e Cina, 2023<\/em><\/p>\n<table style=\"width: 100%;\" border=\"1\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\" colspan=\"4\"><strong>Classifica globale dei cluster S&amp;T (numero di cluster, 2023)<br \/>\n<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\" width=\"25%\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center; width: 25%;\" width=\"25%\"><strong>UE<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center; width: 25%;\" width=\"25%\"><strong>USA<\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center; width: 25%;\" width=\"25%\"><strong>Cina<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\"><strong>Top 10<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">0<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">4<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\"><strong>Top 20<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">1<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">6<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\"><strong>Top 50<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">11<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">12<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">13<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"width: 25%;\"><strong>Top 100<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">24<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">21<\/td>\n<td style=\"width: 25%;\">24<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte: OMPI: Classifica globale dei cluster scientifici e tecnologici. I cluster sono definiti come aree geografiche che mostrano un&#8217;alta densit\u00e0 di inventori e autori scientifici. Spesso comprendono diversi distretti municipali. Nella compilazione dei primi 100 cluster S&amp;T a livello mondiale sono state utilizzate due metriche per l&#8217;innovazione: la posizione degli inventori elencati nelle domande di brevetto pubblicate e degli autori elencati negli articoli scientifici pubblicati. <\/em><em>Si veda: OMPI, <\/em><a href=\"https:\/\/www.wipo.int\/global_innovation_index\/en\/docs\/gii-2023-cluster-methodology.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Appendix IV:<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.wipo.int\/global_innovation_index\/en\/docs\/gii-2023-cluster-methodology.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em> Globa<\/em><em>l<\/em><\/a> <a href=\"https:\/\/www.wipo.int\/global_innovation_index\/en\/docs\/gii-2023-cluster-methodology.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Innovation Index science and technology cluster methodology<\/em><\/a><em>, <\/em><em>2023.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Il relativo sottosviluppo dei cluster di innovazione dell&#8217;UE \u00e8 legato alla specializzazione dell&#8217;UE in industrie pi\u00f9 tradizionali e alla mancanza di istituzioni di ricerca leader a livello mondiale <\/strong>[<a href=\"#nota9\">nota 9<\/a>]. Ad esempio, il cluster di Parigi \u00e8 incentrato sul settore automobilistico (PSA Automobiles), dell\u2019aeronautica (Safran Aircraft Engines) e dei prodotti chimici (L&#8217;Or\u00e9al). Al contrario, i maggiori cluster internazionali (Tokyo-Yokohama, Shenzhen-Hong Kong-Guangzhou, Seoul, Pechino, Shanghai-Suzhou e San Jose-San Francisco) sono specializzati nelle comunicazioni digitali, nelle tecnologie informatiche e audiovisive. Molti dei cluster pi\u00f9 performanti al mondo sono costruiti attorno a universit\u00e0 o organizzazioni di ricerca e tecnologia (RTO) con forti programmi di ricerca.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota9&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 9<\/strong>. Si veda la discussione sul divario dell&#8217;Europa nelle tecnologie trasversali e Fuest et al. (2024), per maggiori dettagli.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h4 id='il-sistema-finanziario-poco-sviluppato-\u00e8-un-ostacolo-alla-creazione-e-alla-scalabilit\u00e0-di-imprese-innovative'  id=\"boomdevs_14\">Il sistema finanziario poco sviluppato \u00e8 un ostacolo alla creazione e alla scalabilit\u00e0 di imprese innovative.<\/h4>\n<p><strong>Il deficit dell&#8217;UE nello sviluppo di nuove tecnologie e nella loro scalabilit\u00e0 per raggiungere il loro pieno potenziale commerciale \u00e8 dovuto anche a un ecosistema finanziario relativamente poco sviluppato<\/strong>. Le imprese dell&#8217;UE hanno maggiori probabilit\u00e0 di soffrire di insufficiente finanziamento azionario rispetto alle loro omologhe statunitensi. Il finanziamento esterno delle imprese dell&#8217;UE avviene ancora prevalentemente sotto forma di finanziamento del debito, inadatto a finanziare progetti innovativi nelle fasi iniziali e generalmente insufficiente per progetti di investimento su larga scala [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxii<\/a>].<\/p>\n<p><strong>Lo sviluppo limitato di angel investor, capitale di rischio (VC) e finanziamenti per la crescita <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> un fattore importante del divario finanziario delle start-up innovative nell&#8217;UE<\/strong>. Mentre la disponibilit\u00e0 di finanziamenti per le fasi iniziali sta migliorando nell&#8217;UE, la fornitura di capitale attraverso il finanziamento da \u201cangel investor\u201d rimane relativamente debole [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxiii<\/a>]. I business angel possono fornire finanziamenti, guida e tutoraggio alle start-up innovative e sono componenti essenziali di qualsiasi ecosistema innovativo di successo, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo. Negli Stati Uniti, il volume dei finanziamenti per le prime fasi forniti dai business angel supera addirittura quello delle societ\u00e0 di capitale di rischio [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxiv<\/a>]. La proliferazione degli angel investor non solo consente alle start-up esistenti di prosperare, ma contribuisce anche ad attrarre nuovi talenti imprenditoriali. Spesso, gli angel investor sono persone che hanno precedentemente fondato o lavorato in start-up di successo, il che li rende strumentali nell&#8217;avviare un ciclo di innovazione autosufficiente in cluster localizzati. In pratica, la mancanza di informazioni sulle opportunit\u00e0 di investimento transfrontaliere, la preferenza generale dei business angel a investire localmente e le differenze negli incentivi fiscali nell&#8217;UE contribuiscono a creare ecosistemi dell&#8217;innovazione eterogenei e inefficientemente frammentati in Europa.<\/p>\n<p><strong>Anche il mercato del capitale di rischio (VC) dell&#8217;UE \u00e8 poco sviluppato, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti di scala<\/strong>. Sebbene le dimensioni del mercato del capitale di rischio dell&#8217;UE siano cresciute rapidamente nell&#8217;ultimo decennio, la sua quota di mercato globale rimane esigua rispetto a quella degli Stati Uniti [<a href=\"#figura14\">cfr. Figura 14<\/a>, grafico a sinistra]. La quota di fondi di VC globali raccolti nell&#8217;UE \u00e8 appena del 5%, rispetto al 52% degli Stati Uniti, al 40% della Cina e al 3% del Regno Unito. Attualmente, gli investimenti in capitale di rischio nell&#8217;UE rappresentano solo lo 0,05% del PIL annuale dell&#8217;UE, un livello quasi sei volte inferiore a quello del Regno Unito e degli Stati Uniti, dove la quota del VC sul PIL \u00e8 pari rispettivamente allo 0,29% e allo 0,32%. Gli investitori internazionali svolgono ancora un ruolo sostanziale nel mercato del capitale di rischio dell&#8217;UE [<a href=\"#figura14\">cfr. Figura 14<\/a>, grafico a destra], il che evidenzia il potenziale di ulteriore sviluppo del settore europeo del capitale di rischio. Il divario tra l&#8217;UE e gli Stati Uniti in termini di finanziamenti di capitale di rischio \u00e8 pi\u00f9 pronunciato nelle fasi successive di finanziamento [cfr. Figura 15].<\/p>\n<p><strong>In alcuni Stati membri, i bassi volumi di capitale di rischio possono riflettere una relativa carenza di start-up di successo e ad alto potenziale di crescita, il che indica una mancanza di domanda di investimenti in capitale di rischio, piuttosto che un deficit nella sua offerta<\/strong>. La frammentazione dei mercati dei consumatori e delle imprese dell&#8217;UE, aggravata dalle differenze normative, fiscali e legali tra gli Stati membri, limita la capacit\u00e0 delle imprese dell&#8217;UE di scalare in modo efficiente, raggiungendo dimensioni interessanti per i fondi di capitale di rischio.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista dell&#8217;offerta, l&#8217;UE dispone di un numero inferiore e meno attrezzato di fondi di VC su larga scala<\/strong>. Dal 2013, negli Stati Uniti ci sono stati 137 fondi di VC di dimensioni superiori a 1 miliardo di dollari, mentre solo 11 nell&#8217;UE. Questo pone delle sfide per il finanziamento delle start-up e per consentire loro di raggiungere il loro pieno potenziale. Per finanziare grandi progetti di investimento, i fondi di VC hanno bisogno di un ampio portafoglio di aziende ben diversificate. La mancanza di diversificazione pu\u00f2 costringere i fondi di VC a rinunciare a preziose opportunit\u00e0 di investimento per ragioni legate ai rischi.[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;395838&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura14&#8243;][vc_single_image image=&#8221;395431&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; add_caption=&#8221;yes&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura15&#8243;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Le imprese dell&#8217;UE spesso si affidano a mercati dei capitali extraeuropei per quotarsi e sostenere la propria crescita<\/strong>. Gli imprenditori e gli investitori delle imprese innovative dell&#8217;UE cercano opportunit\u00e0 di finanziamento e di uscita attraverso offerte pubbliche iniziali (IPO), fusioni e acquisizioni, quotazione in mercati azionari extra-UE e coinvolgimento di investitori e concorrenti extra-UE. Di conseguenza, la quota di acquirenti extraeuropei di aziende dell&#8217;UE \u00e8 oggi elevata, superiore al 60%. Le IPO di societ\u00e0 dell&#8217;UE o la loro acquisizione da parte di investitori stranieri possono anche comportare il trasferimento della sede o di parte delle operazioni della societ\u00e0 al di fuori dell&#8217;UE. Ci\u00f2 implica che l&#8217;UE potrebbe non riuscire a cogliere appieno i benefici delle ricadute dell&#8217;innovazione generate da imprese che sono depositarie di innovazioni rivoluzionarie. Se da un lato le imprese devono rimanere libere di cercare le migliori opzioni di finanziamento, dall&#8217;altro l&#8217;Europa deve affrontare il problema dell&#8217;abbandono della regione da parte delle imprese dell&#8217;UE per motivi finanziari, garantendo condizioni finanziarie adeguate per le imprese interessate a espandere le proprie attivit\u00e0 o per gli investitori interessati a uscire dalle proprie imprese.<\/p>\n<h4 id='altri-ostacoli-alla-creazione-e-alla-scalabilit\u00e0-di-imprese-innovative'  id=\"boomdevs_15\">Altri ostacoli alla creazione e alla scalabilit\u00e0 di imprese innovative<\/h4>\n<p><strong>Le aziende dell&#8217;UE sono anche vittime di molteplici ostacoli normativi, legali e burocratici<\/strong>. Diverse differenze normative, fiscali e legali tra gli Stati membri limitano la capacit\u00e0 delle imprese dell&#8217;UE di crescere in modo efficiente e di sfruttare appieno i vantaggi del Mercato unico europeo. L&#8217;ampio e rigoroso contesto normativo dell&#8217;UE (esemplificato dalle politiche basate sul principio di precauzione) pu\u00f2, come effetto collaterale, limitare l&#8217;innovazione. Le imprese dell&#8217;UE devono sostenere costi di ristrutturazione pi\u00f9 elevati rispetto alle loro omologhe statunitensi, il che le pone in una posizione di enorme svantaggio in settori altamente innovativi e caratterizzati dalla dinamica &#8220;chi vince prende di pi\u00f9&#8221;. L&#8217;UE ha inoltre difficolt\u00e0 ad attrarre e trattenere i talenti imprenditoriali e la manodopera qualificata necessaria a stimolare l&#8217;innovazione [come illustrato nel <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/colmare-il-divario-di-competenze\/\">capitolo sulle competenze<\/a>].<\/p>\n<p><strong>La commercializzazione dei risultati della ricerca <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> insufficiente<\/strong>. Gran parte della conoscenza generata dagli istituti di ricerca rimane non sfruttata a livello commerciale. Secondo l&#8217;Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), solo un terzo delle invenzioni brevettate dalle universit\u00e0 o dagli RTO europei viene sfruttato commercialmente. Le aziende dell&#8217;UE, soprattutto le PMI, non sfruttano a sufficienza la possibilit\u00e0 di proteggere formalmente i propri diritti di propriet\u00e0 intellettuale (DPI), spesso necessari per competere a livello globale. Solo il 9% delle PMI nell&#8217;UE possiede DPI formali come brevetti, marchi e disegni, rispetto a oltre il 55% delle grandi imprese. Ci\u00f2 \u00e8 in parte dovuto alle complesse e costose procedure di deposito delle domande di DPI in sistemi nazionali frammentati, nonch\u00e9 alla mancanza di competenze e di consapevolezza dell&#8217;importanza della protezione dei DPI.<\/p>\n<h4 id='bassa-diffusione-dell-innovazione'  id=\"boomdevs_16\">Bassa diffusione dell&#8217;innovazione<\/h4>\n<p><strong>Il rallentamento dell&#8217;adozione delle tecnologie \u00e8 una delle cause alla base della bassa crescita della produttivit\u00e0<\/strong>. \u00c8 dimostrato che il rallentamento generale della crescita della produttivit\u00e0 nelle economie avanzate pu\u00f2 essere in parte associato alle crescenti disparit\u00e0 di performance tra le imprese con i migliori risultati e quelle &#8220;ritardatarie&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Tra i principali fattori di diffusione dell&#8217;innovazione, le dimensioni delle imprese, la qualit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> delle infrastrutture digitali e le competenze <\/strong>[discusse nel <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/colmare-il-divario-di-competenze\/\">capitolo sulle competenze<\/a>] <strong>sono citate come dominanti<\/strong>. Il divario nell&#8217;adozione del digitale tra l&#8217;UE e gli USA \u00e8 legato principalmente alle PMI. L&#8217;adozione di tecnologie digitali comporta grandi costi di integrazione, rendendo le PMI meno propense a investire in questo processo.[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h2 id='obiettivi-e-proposte'  id=\"boomdevs_17\">Obiettivi e proposte<\/h2>\n<p><strong>I sistemi di ricerca e innovazione competitivi sono definiti da diverse caratteristiche essenziali<\/strong>. Tra queste vi sono finanziamenti sufficienti per una ricerca eccellente, la sua stabilit\u00e0 a lungo termine, infrastrutture di ricerca e tecnologiche di alta qualit\u00e0, un&#8217;offerta sufficiente di talenti, una strategia di valorizzazione efficace, l&#8217;apertura e l\u2019inclusivit\u00e0 e una strategia di attuazione e allineamento. Ci\u00f2 richiede scelte politiche basate sui seguenti principi:<\/p>\n<h3 id='\u2192-porre-la-ricerca-e-l-innovazione-al-centro-delle-priorit\u00e0-strategiche-dell-ue'  id=\"boomdevs_18\">\u2192 Porre la ricerca e l&#8217;innovazione al centro delle priorit\u00e0 strategiche dell&#8217;UE<\/h3>\n<p>Per il loro ruolo essenziale nello sviluppo di nuove conoscenze, nell&#8217;affrontare le sfide sociali e nel contribuire alla competitivit\u00e0 dell&#8217;UE, la ricerca e l&#8217;innovazione dovrebbero essere al centro del processo decisionale dell&#8217;UE. Negli ultimi anni, le nuove politiche e iniziative europee, comprese quelle relative alla R&amp;I, sono state spesso formulate su base ad hoc, in risposta alle crisi. Gli investimenti e le politiche di R&amp;I dovrebbero essere adottati strategicamente per promuovere la resilienza e la preparazione dell&#8217;UE, sviluppare le capacit\u00e0 tecnologiche e affrontare le principali sfide sociali in una prospettiva a lungo termine. Utilizzando la ricerca e l&#8217;innovazione come &#8220;strumento di prima istanza&#8221;, l&#8217;UE pu\u00f2 attrezzarsi meglio per superare le crisi future e le sfide comuni.<\/p>\n<h3 id='\u2192-concentrarsi-sull-eccellenza'  id=\"boomdevs_19\">\u2192 Concentrarsi sull&#8217;eccellenza<\/h3>\n<p>L&#8217;eccellenza nella ricerca e nell&#8217;innovazione \u00e8 fondamentale per la competitivit\u00e0 dell&#8217;UE in un&#8217;economia globale in cui i leader tecnologici hanno la capacit\u00e0 di conquistare enormi quote di mercato. Se l&#8217;Europa vuole essere in grado di competere con il resto del mondo, ha bisogno della migliore istruzione, dei migliori talenti, delle migliori infrastrutture, della migliore tecnologia e delle migliori aziende. Deve inoltre elaborare le politiche migliori e attuarle nel modo pi\u00f9 efficace possibile. Nel sistema europeo di ricerca e innovazione, compreso il programma Horizon Europe, dovrebbe esistere un solo criterio di selezione: l&#8217;eccellenza. Un ecosistema di R&amp;I eccellente e competitivo non solo produce scienza, innovazione e tecnologia di livello mondiale, ma contribuisce anche alla resilienza delle comunit\u00e0, delle regioni e delle imprese europee. L&#8217;ambizione di perseguire l&#8217;eccellenza deve essere messa in opera in modo inclusivo per sfruttare tutto il potenziale di innovazione delle nostre societ\u00e0, imprese e regioni. A tal fine, si dovrebbero ricercare sinergie tra i diversi strumenti politici, tenendo conto degli obiettivi politici specifici dei programmi dell&#8217;UE (ad esempio, un&#8217;eccellente R&amp;I nell&#8217;ambito di Horizon Europe e il rafforzamento delle capacit\u00e0 nell&#8217;ambito della politica di coesione).<\/p>\n<h3 id='\u2192-concentrarsi-sulla-scalabilit\u00e0'  id=\"boomdevs_20\">\u2192 Concentrarsi sulla scalabilit\u00e0<\/h3>\n<p>L&#8217;Europa potr\u00e0 raggiungere i suoi obiettivi solo se riuscir\u00e0 a raggiungere le dimensioni di scala necessarie. In un mondo di dinamiche &#8220;chi vince prende tutto&#8221;, la scala \u00e8 cruciale, non solo per le singole aziende, ma anche in termini di accesso a mercati, risorse e potenziali partner. Le dimensioni e l&#8217;interconnessione degli ecosistemi dell&#8217;innovazione sono importanti. Gli strumenti (finanziari) europei dovrebbero concentrarsi sul potenziamento della scalabilit\u00e0. Questo obiettivo pu\u00f2 essere perseguito in tre modi. In primo luogo, attraverso un pi\u00f9 stretto allineamento delle politiche in tutta l&#8217;UE, riunendo 27 sistemi di ricerca e innovazione distinti e vari insiemi di politiche nazionali. In secondo luogo, facilitando ci\u00f2 che i singoli Stati membri non possono fare da soli, ma che \u00e8 essenziale per la competitivit\u00e0 dell&#8217;UE. Un esempio \u00e8 lo sviluppo di infrastrutture di ricerca e innovazione su larga scala. In terzo luogo, sar\u00e0 necessario ampliare la portata della collaborazione tra ricercatori, innovatori e imprese europee, in tutta Europa e con partner di tutto il mondo.<\/p>\n<h3 id='\u2192-concentrarsi-sul-valore-aggiunto'  id=\"boomdevs_21\">\u2192 Concentrarsi sul valore aggiunto<\/h3>\n<p>L&#8217;UE dovrebbe concentrarsi sugli investimenti che hanno un chiaro valore aggiunto a livello europeo. Non deve sostituirsi a ci\u00f2 che gli Stati membri possono gi\u00e0 realizzare. La duplicazione, la sostituzione e la frammentazione degli investimenti e delle iniziative sarebbero controproducenti. Per stimolare la competitivit\u00e0 in tutto il continente, gli investimenti europei dovrebbero incentivare lo sviluppo di capacit\u00e0 negli Stati membri che sono pronti a perseguire l&#8217;eccellenza globale in settori vitali per rafforzare la posizione di leadership dell&#8217;Europa.<\/p>\n<h3 id='\u2192-concentrarsi-sull-apertura'  id=\"boomdevs_22\">\u2192 Concentrarsi sull&#8217;apertura<\/h3>\n<p>L&#8217;Europa ha una lunga e fruttuosa storia di cooperazione globale aperta. Questo \u00e8 uno dei suoi principali vantaggi comparati. La nuova realt\u00e0 geopolitica odierna evidenzia i rischi potenziali di questo approccio, anche nel campo della ricerca e dell&#8217;innovazione. I nostri strumenti dovrebbero essere il pi\u00f9 possibile aperti, ma abbastanza chiusi da ridurre i rischi di trasferimento involontario di conoscenze e tecnologie. \u00c8 fondamentale garantire un maggiore coordinamento tra gli Stati membri in materia di sicurezza della ricerca. L&#8217;UE dovrebbe approfondire attivamente e in modo pi\u00f9 strategico le relazioni con i Paesi con posizioni simili. Quanto pi\u00f9 ricchi e forti sono i legami reciproci con partner affini, tanto pi\u00f9 tutte le parti ne trarranno vantaggio.<\/p>\n<h3 id='\u2192-concentrarsi-sull-inclusivit\u00e0-e-l-accessibilit\u00e0'  id=\"boomdevs_23\">\u2192 Concentrarsi sull&#8217;inclusivit\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0<\/h3>\n<p>L&#8217;attenzione all&#8217;eccellenza dovrebbe andare a beneficio del maggior numero possibile di gruppi in tutta l&#8217;UE, per evitare di aggravare le disuguaglianze esistenti. Le politiche di promozione della ricerca e dell&#8217;innovazione devono essere aperte, inclusive e facilmente accessibili ai ricercatori, alle imprese e alle regioni. La complessit\u00e0 legislativa, gli eccessivi oneri amministrativi e i vincoli di bilancio limitano l&#8217;accesso ai fondi UE.<\/p>\n<h3 id='\u2192-concentrarsi-sui-valori-europei'  id=\"boomdevs_24\">\u2192 Concentrarsi sui valori europei<\/h3>\n<p>Gli sforzi dell&#8217;UE per affinare il proprio vantaggio competitivo devono essere guidati dai valori europei, che dovrebbero essere ulteriormente rafforzati dalla sua azione. Questi comprendono valori fondamentali, tra cui i diritti umani, lo stato di diritto e la democrazia, ma anche valori di rilevanza specifica per la ricerca e l&#8217;innovazione, come la libert\u00e0 e l&#8217;indipendenza accademica, l&#8217;integrit\u00e0 e l&#8217;etica della ricerca, la trasparenza, la diversit\u00e0, l&#8217;inclusione, l&#8217;uguaglianza di genere, la scienza aperta e il libero accesso alle pubblicazioni scientifiche e ai dati della ricerca. Questi valori e principi dovrebbero rimanere al centro dell&#8217;approccio europeo e costituire la forza del suo modello di ricerca eccellente e collaborativa. La promozione di questi valori rende l&#8217;Europa un luogo pi\u00f9 attraente per i ricercatori e le imprese di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Sulla base di questi principi, per ovviare alle carenze precedentemente evidenziate, discutiamo ora diverse proposte. Se adottate congiuntamente, queste misure contribuirebbero ad avviare l&#8217;ecosistema europeo dell&#8217;innovazione su un percorso pi\u00f9 dinamico, aiutando l&#8217;UE a evitare l&#8217;aumento del divario nei settori critici rispetto agli Stati Uniti e alla Cina e a mantenere il suo vantaggio competitivo nelle aree di leadership globale. Queste iniziative dovrebbero facilitare l&#8217;emergere di cluster scientifici e tecnologici in cui la vicinanza fisica di tutti gli agenti coinvolti nell&#8217;innovazione (ricercatori, inventori, imprenditori, finanziatori e lavoratori) favorisca la produzione di ricerca fondamentale e la sua traduzione in fiorenti iniziative commerciali. I cluster scientifici e tecnologici di successo richiedono istituzioni accademiche solide, la creazione di comunit\u00e0 di inventori, una forza lavoro qualificata e finanziatori con ampie disponibilit\u00e0 dotati delle competenze necessarie per individuare start-up e scale-up potenzialmente valide.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;figura5&#8243;]<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"80%\">Figura 16. TABELLA RIASSUNTIVA \u2013 <strong>PROPOSTE PER L&#8217;INNOVAZIONE<\/strong><\/td>\n<td width=\"20%\"><strong>ORIZZONTE TEMPORALE<br \/>\n<\/strong>[<a href=\"#nota10\">nota 10<\/a>]<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1<\/td>\n<td><strong>Un ambiente di finanziamento migliore per l&#8217;innovazione dirompente, le start-up e gli scale-up<\/strong>: i) aumentare il sostegno all&#8217;innovazione dirompente, attraverso un&#8217;agenzia &#8220;di tipo ARPA&#8221;; ii) ampliare gli incentivi per i &#8220;business angel&#8221; e gli investitori privati\/pubblici di capitale di avviamento; iii) fare leva sulla Banca europea per gli investimenti (BEI) e sulle banche di promozione nazionali (NPB) per mobilitare fondi pubblico-privati e favorire il coinvestimento in iniziative che richiedono importi maggiori; iv) aumentare l&#8217;attrattiva dei mercati azionari europei per le IPO e per le societ\u00e0 dopo la quotazione in borsa; v) rivedere i requisiti di Solvency II ed emanare linee guida innovative sugli investimenti per i piani pensionistici dell&#8217;UE [come descritto nel <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/sostegno-agli-investimenti\/\">capitolo sul sostegno agli investimenti<\/a>].<\/td>\n<td>BT\/MT<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2<\/td>\n<td><strong>Progettare un decimo programma quadro di R&amp;I dell&#8217;UE pi\u00f9 semplice e di maggiore impatto<\/strong>: riorientare il prossimo programma quadro (10\u00b0PQ) su priorit\u00e0 selezionate (le nuove &#8220;priorit\u00e0 dell&#8217;UE in materia di competitivit\u00e0&#8221;) e aumentare il bilancio a 200 miliardi di euro.<\/td>\n<td>BT<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3<\/td>\n<td><strong>Promuovere l&#8217;eccellenza accademica e le istituzioni leader a livello mondiale<\/strong>: i) aumentare il bilancio per la ricerca fondamentale attraverso il Consiglio europeo della ricerca (CER); ii) lanciare un programma altamente competitivo per favorire l&#8217;emergere di istituzioni di ricerca leader a livello mondiale (un programma &#8220;CER per le istituzioni&#8221;); iii) introdurre un regime favorevole per attrarre ricercatori di alto livello (&#8220;Cattedra UE&#8221;); iv) promuovere la mobilit\u00e0 dei ricercatori, estendendo Erasmus+; v) sviluppare un quadro europeo per facilitare la raccolta di fondi del settore privato per le universit\u00e0 pubbliche.<\/td>\n<td>BT\/MT<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>4<\/td>\n<td><strong>Investire in infrastrutture tecnologiche e di ricerca leader a livello mondiale<\/strong>: aumentare gli investimenti.<\/td>\n<td>MT<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>5<\/td>\n<td><strong>Pi\u00f9 R&amp;I e coordinamento rafforzato delle politiche attraverso un&#8217;Unione della ricerca e dell&#8217;innovazione<\/strong>: i) rinnovare l&#8217;impegno ad aumentare la spesa dell&#8217;UE per la R&amp;S al 3%; ii) istituire un piano d&#8217;azione dell&#8217;UE per la R&amp;I; coordinare i piani di R&amp;I degli Stati membri, stabilendo le priorit\u00e0, promuovendo la collaborazione e avviando progetti comuni.<\/td>\n<td>BT<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>6<\/td>\n<td width=\"64\"><strong>Un ecosistema normativo pi\u00f9 favorevole e semplice per le imprese innovative<\/strong>:<br \/>\ni) sviluppare un nuovo schema per la condivisione delle royalty tra ricercatori e universit\u00e0 o organizzazioni di ricerca e tecnologia (RTO); ii) adottare un sistema di brevetti unitari in tutti gli Stati membri; iii) introdurre un nuovo statuto a livello europeo per le imprese innovative (&#8220;Impresa europea innovativa&#8221;); e iv) rivedere le norme sugli appalti pubblici per favorire l&#8217;innovazione strategica.<\/td>\n<td>BT<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>7<\/td>\n<td><strong>La prosperit\u00e0 condivisa \u00e8 un fattore fondamentale per l&#8217;innovazione dell&#8217;UE<\/strong>: i) promuovere una riduzione coordinata della tassazione sul reddito da lavoro per i lavoratori a reddito medio-basso; ii) affrontare le pratiche che limitano la mobilit\u00e0 del lavoro tra le imprese, come gli accordi di non concorrenza e di non assunzione dei rispettivi dipendenti.<\/td>\n<td>BT\/MT<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota10&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 10<\/strong>. L&#8217;orizzonte temporale \u00e8 indicativo del tempo necessario per l&#8217;attuazione della proposta. Il breve termine (BT) si riferisce a circa 1-3 anni, il medio termine (MT) a 3-5 anni, il lungo termine (LT) oltre i 5 anni.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h3 id='proposta-1-un-ambiente-di-finanziamento-migliore-per-l-innovazione-dirompente-le-start-up-e-gli-scale-up'  id=\"boomdevs_25\">Proposta 1. Un ambiente di finanziamento migliore per l&#8217;innovazione dirompente, le start-up e gli scale-up<\/h3>\n<p>Per creare un ambiente pi\u00f9 favorevole all&#8217;innovazione dirompente, alle start-up e allo scale-up si propone di:<\/p>\n<p><strong>Proposta 1a. Sviluppare un&#8217;agenzia europea \u201cdi tipo ARPA\u201d che sostenga la trasformazione delle conoscenze scientifiche in innovazioni rivoluzionarie<\/strong>. L\u2019European Innovation Council (EIC) attualmente non dispone delle dimensioni e delle diverse competenze necessarie per prendere decisioni strategiche in settori altamente specializzati. L&#8217;attuale EIC Pathfinder dovrebbe essere riformato per migliorarne la governance e quindi dotarlo di risorse sostanzialmente maggiori per diventare una vera e propria nuova &#8220;agenzia di tipo ARPA&#8221;, che sostenga progetti ad alto rischio con il potenziale di realizzare progressi tecnologici rivoluzionari [<a href=\"#nota11\">nota11<\/a>]. In particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>L&#8217;istituzione riformata dovrebbe essere complementare e collegata all&#8217;esperienza di successo del CER. Le sue direzioni principali dovrebbero essere allineate con le priorit\u00e0 strategiche della Commissione (a differenza del CER, che \u00e8 interamente &#8220;dal basso verso l&#8217;alto&#8221;), ma deve avere un alto grado di indipendenza nel selezionare e gestire lo sviluppo di soluzioni dirompenti e di progetti innovativi.<\/li>\n<li>Gli scienziati di spicco dovrebbero avere un ruolo centrale nella selezione dei progetti, come nel CER, mentre l&#8217;attuazione dei progetti dovrebbe essere affidata a un numero significativamente maggiore di project manager indipendenti e di alto profilo, reclutati tra gli esperti pi\u00f9 riconosciuti del settore. I project manager dovrebbero avere responsabilit\u00e0 e discrezionalit\u00e0 significative nella selezione e nella gestione di progetti specifici, compresa la definizione delle attivit\u00e0 di ricerca, la decisione sulle risorse finanziarie e la conclusione dei progetti.<\/li>\n<li>I project manager dovrebbero disporre di un insieme pi\u00f9 ampio di strumenti per essere in grado di sostenere e sviluppare progetti di innovazione dirompente, a seconda della loro fase e del loro scopo. L&#8217;approccio preferito dovrebbe essere un maggiore uso delle sfide per l&#8217;innovazione, simili a quelle sviluppate dall&#8217;agenzia tedesca SPRIN-D. Analogamente, si potrebbe prevedere un maggiore uso degli strumenti di appalto pubblico per orientare la direzione dei progetti in modo pi\u00f9 attivo.<\/li>\n<li>L&#8217;approccio ai progetti di collaborazione deve essere migliorato: la collaborazione dovrebbe essere incoraggiata, ma non dovrebbe essere una condizione per la concessione del sostegno.<\/li>\n<li>Rispetto agli attuali accordi di governance nell&#8217;ambito dell&#8217;EIC Pathfinder, i processi devono essere accelerati riducendo gli oneri amministrativi.<\/li>\n<li>L&#8217;istituzione riformata potrebbe impegnarsi a promuovere l&#8217;innovazione a duplice uso (civile-militare) o a triplice uso (collegando innovazione, difesa e sostenibilit\u00e0) a vantaggio della sicurezza e della competitivit\u00e0 europea.<\/li>\n<li>Dovrebbero esserci un allineamento pi\u00f9 stretto e sinergie con altre iniziative recenti che stimolano l&#8217;innovazione dirompente, come la SPRIN-D in Germania o la JEDI in Francia. In questo modo si pu\u00f2 fornire una maggiore leva attraverso l&#8217;impiego delle limitate risorse esistenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota11&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 11<\/strong>. La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) degli Stati Uniti \u00e8 stata concepita negli anni &#8217;50 per preservare la leadership tecnologica degli Stati Uniti nel campo della difesa. Da allora \u00e8 stata replicata in diversi campi e Paesi.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Proposta 1b. Espandere gli incentivi per i &#8220;business angel&#8221; e gli investitori privati o pubblici di capitale di avviamento <\/strong>per accelerare la creazione di iniziative imprenditoriali innovative. Il reinvestimento delle plusvalenze derivanti dalle prime iniziative di successo pu\u00f2 catalizzare l&#8217;attivit\u00e0 di innovazione e favorire l&#8217;emergere di cluster high-tech di successo. I cosiddetti &#8220;business angel&#8221; (persone facoltose che investono in start-up per conto proprio) sono diventati sempre pi\u00f9 importanti come fonte di finanziamento azionario nelle prime fasi di costituzione delle societ\u00e0. La proliferazione degli angel investor non solo consente agli imprenditori esistenti di prosperare, ma contribuisce anche ad attrarre nuovi talenti imprenditoriali, avviando un ciclo di innovazione che si autoalimenta. Per favorire questo processo, la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni di societ\u00e0 non quotate potrebbe essere differita nel caso in cui le plusvalenze siano ulteriormente reinvestite in societ\u00e0 innovative in fase iniziale. Attraverso il differimento del pagamento delle imposte sulle plusvalenze, questa politica sostiene l&#8217;imprenditorialit\u00e0 dell&#8217;UE. L&#8217;esperienza svedese \u00e8 un esempio convincente dell&#8217;efficacia di questa politica. La Svezia vanta un fiorente ecosistema di start-up, sede di numerosi unicorni di successo. Allo stesso modo, \u00e8 necessario fornire incentivi e sostegno agli acceleratori pubblici e privati e ai fornitori di capitale di avviamento per trasformare l&#8217;innovazione tecnologica in iniziative imprenditoriali.<\/p>\n<p><strong>Proposta 1c. Generare un aumento significativo dei finanziamenti di capitale e di debito disponibili per le start-up e gli scale-up<\/strong>. Per aumentare la quantit\u00e0 di fondi pubblico-privati disponibili per le iniziative imprenditoriali innovative e per finanziare progetti ad alta tecnologia che richiedono grandi investimenti, si dovrebbero prendere in considerazione i seguenti interventi:<\/p>\n<ol type=\"a\">\n<li><strong>Rivedere i requisiti di Solvency II per liberare il capitale delle compagnie assicurative per gli investimenti privati ed emanare linee guida per i piani pensionistici dell&#8217;UE <\/strong>(come descritto nel <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/sostegno-agli-investimenti\/\">capitolo sul sostegno agli investimenti<\/a>). Solvency II \u00e8 il quadro normativo per le compagnie assicurative che operano nell&#8217;Unione Europea, concepito per garantire che gli assicuratori dispongano di un capitale sufficiente a coprire la loro esposizione al rischio e a proteggere gli assicurati. Un&#8217;analoga revisione dovrebbe essere condotta sulle politiche di investimento dei piani pensionistici dell&#8217;UE, che attualmente investono in misura insufficiente in societ\u00e0 private rispetto alle loro controparti extra-UE.<\/li>\n<li><strong>Aumentare il bilancio del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) per migliorare l&#8217;ecosistema del capitale di rischio dell&#8217;UE, coordinare le attivit\u00e0 del FEI con quelle dell\u2019European Innovation Council (EIC) e razionalizzare il finanziamento del capitale di rischio europeo<\/strong>. Ci sono due principali istituzioni europee che operano nello spazio europeo del finanziamento del capitale di rischio. Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fornisce finanziamenti alle piccole e medie imprese (PMI). Le sue attivit\u00e0 principali comprendono l&#8217;offerta di capitale di rischio, garanzie e microfinanziamenti per sostenere la creazione, la crescita e lo sviluppo delle imprese in Europa. Il FEI fa parte della Banca europea per gli investimenti (BEI) e lavora a stretto contatto con altre istituzioni dell&#8217;UE, intermediari finanziari e investitori del settore privato per facilitare l&#8217;accesso ai finanziamenti per le PMI. Il Fondo dell\u2019European Innovation Council (EIC) \u00e8 un fondo di capitale di rischio per l&#8217;innovazione dirompente istituito dalla Commissione europea nell&#8217;ambito della pi\u00f9 ampia iniziativa dell\u2019European Innovation Council (EIC). Fornisce investimenti azionari diretti e finanziamenti misti a start-up e PMI ad alto rischio e ad alto potenziale che sviluppano tecnologie innovative o innovazioni rivoluzionarie. Il bilancio del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) dovrebbe essere aumentato. Il FEI dovrebbe inoltre coordinare meglio le sue attivit\u00e0 con quelle del Fondo EIC e, infine, le risorse europee destinate al finanziamento del capitale di rischio dovrebbero essere razionalizzate. Ci\u00f2 contribuirebbe ad alimentare il settore dei fondi di capitale di rischio e a rafforzare le istituzioni pubbliche, come le banche di promozione nazionali, nel fornire capitali alle imprese innovative nelle fasi di avvio e di crescita.<\/li>\n<li><strong>Ampliare il mandato della Banca europea per gli investimenti (BEI)<\/strong>. La Banca europea per gli investimenti (BEI) \u00e8 la banca dell&#8217;Unione europea che fornisce finanziamenti e competenze per progetti di investimento sostenibili che contribuiscono agli obiettivi delle politiche dell&#8217;UE. Mentre oggi la BEI non fornisce direttamente investimenti azionari, il suo mandato dovrebbe essere ampliato per consentire investimenti azionari diretti in settori prioritari strategici dell&#8217;UE ad alta tecnologia, come l&#8217;intelligenza artificiale, i semiconduttori, le scienze della vita\/bio-mediche, ecc, consentendo anche l&#8217;opzione di fornire capitale contingente alle Banche di promozione nazionali per coinvestire con la BEI in tali progetti, quando opportuno.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Proposta 1d. Aumentare l&#8217;attrattiva dei mercati azionari europei per le IPO e per le aziende dopo la quotazione in borsa. <\/strong>Per aumentare l&#8217;attrattiva dei mercati azionari europei, \u00e8 necessario ridurre la complessit\u00e0 normativa per le IPO e per le societ\u00e0 dopo la quotazione in borsa, allineandola con i mercati azionari extra-UE pi\u00f9 competitivi e armonizzandola tra i mercati azionari dell&#8217;UE. In particolare:<\/p>\n<ol start=\"4\" type=\"a\">\n<li><strong>Armonizzare le norme per le IPO e il monitoraggio delle societ\u00e0 pubbliche in tutti i mercati dell&#8217;UE<\/strong>. Questo creerebbe, di fatto, un vero e proprio mercato azionario paneuropeo multi-localizzato. Il compito di semplificare e armonizzare la normativa dovrebbe essere assegnato all&#8217;ESMA.<\/li>\n<li><strong>Consentire in tutta Europa azioni a doppia classe con diritti di voto diversi per rendere le IPO pi\u00f9 attraenti per i fondatori<\/strong>. Le azioni a doppia classe per le IPO consentono ai fondatori di mantenere il controllo dell&#8217;impresa dopo la quotazione in borsa, aumentando l&#8217;attrattiva delle IPO per i fondatori e sostenendo una raccolta di capitali pi\u00f9 precoce nei primi anni di vita delle nuove imprese.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La riorganizzazione del finanziamento dell&#8217;innovazione proposta sopra concentra le risorse laddove l&#8217;Europa ha oggi dei punti di forza e mira a evitare sovrapposizioni, duplicazioni e frammentazione delle risorse, facendo leva il pi\u00f9 possibile sulla cooperazione pubblico-privato e sul coinvestimento degli Stati membri dell&#8217;UE: nell&#8217;ambito dell&#8217;EIC per l&#8217;innovazione dirompente (sovvenzioni e capitale), i private angel e le istituzioni pubbliche per l&#8217;accelerazione e il capitale di avviamento (capitale proprio), il FEI, le NPB per sostenere gli ecosistemi di capitale di rischio e di crescita (capitale azionario diretto e indiretto attraverso i fondi, nonch\u00e9 di debito subordinato privato), le compagnie di assicurazione e i piani pensionistici per il capitale di rischio e di crescita (capitale attraverso i fondi), la BEI e le NPB per gli investimenti diretti strategici selezionati dell&#8217;UE, le borse e i mercati dell&#8217;UE per le IPO e la crescita delle societ\u00e0 innovative quotate.[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h3 id='progettare-un-decimo-programma-quadro-di-r-i-pi\u00f9-semplice-e-di-maggiore-impatto'  id=\"boomdevs_26\">Progettare un decimo programma quadro di R&amp;I pi\u00f9 semplice e di maggiore impatto<\/h3>\n<p>Il prossimo programma quadro dovrebbe essere concepito in modo da affrontare le debolezze di Horizon Europe, in particolare:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Progettazione e obiettivi del programma<\/strong>. Il programma dovrebbe consolidare le attivit\u00e0 complessivamente frammentate ed eterogenee e rifocalizzarsi sulle priorit\u00e0 europee. In particolare, l&#8217;approccio e i cluster definiti nel secondo pilastro (&#8220;Sfide globali e competitivit\u00e0 industriale europea&#8221;) e le priorit\u00e0 selezionate del programma (le nuove &#8220;priorit\u00e0 dell&#8217;UE in materia di competitivit\u00e0&#8221;) dovrebbero essere rivisti e strettamente allineati alle priorit\u00e0 strategiche stabilite dalla Commissione, nonch\u00e9 al nuovo piano d&#8217;azione europeo per la R&amp;I discusso di seguito (una volta che sar\u00e0 operativo). I partenariati pubblico-privato devono essere pi\u00f9 semplici nella loro struttura e governance, e pi\u00f9 focalizzati sulle priorit\u00e0 chiave, in linea con la proposta di nuove imprese comuni dedicate alla competitivit\u00e0 [si veda il <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/rafforzare-la-governance\/\">capitolo sulla governance<\/a>]. Si dovrebbero dedicare maggiori risorse alla ricerca fondamentale all\u2019avanguardia (come illustrato di seguito nelle iniziative relative alla promozione dell&#8217;eccellenza accademica) e una nuova attenzione dovrebbe essere posta sull&#8217;innovazione dirompente con maggiori risorse e una nuova governance (come illustrato sopra nelle iniziative relative a un migliore ambiente di finanziamento).<\/li>\n<li><strong>Stanziamento di bilancio<\/strong>. Lo stanziamento di bilancio complessivo dovrebbe essere ripensato e riorientato verso il finanziamento dell&#8217;innovazione dirompente, che oggi assorbe solo il 5% del bilancio. Attualmente, i fondi sono eccessivamente indirizzati ad affrontare le imperfezioni del mercato dei capitali e a beneficio delle imprese mature. Il programma dovrebbe puntare al cambiamento trasformazionale piuttosto che ai progressi incrementali e dovrebbe astenersi dal rivolgersi alle medie imprese tecnologicamente mature, per evitare quella che \u00e8 stata definita la &#8220;trappola della tecnologia intermedia&#8221; [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxv<\/a>].<\/li>\n<li><strong>Processo decisionale<\/strong>. La governance del programma dovrebbe essere gestita da project manager e da persone con una comprovata esperienza alle frontiere dell&#8217;innovazione. Le attuali procedure sono lente e burocratiche. L&#8217;organizzazione del programma dovrebbe essere ridisegnata e snellita per diventare pi\u00f9 basata sui risultati e pi\u00f9 efficiente, con progetti da finanziare selezionati attraverso valutazioni da parte di esperti di alto livello (come gi\u00e0 avviene nell&#8217;ambito delle attivit\u00e0 del Consiglio Europeo della Ricerca).<\/li>\n<li><strong>Processo<\/strong>. I requisiti amministrativi e le procedure di gara dovrebbero essere riformati per facilitare l&#8217;accesso dei richiedenti e ridurre gli oneri amministrativi sia per i beneficiari che per gli amministratori.<\/li>\n<li><strong>Dimensione del bilancio<\/strong>. La capacit\u00e0 finanziaria del programma quadro riformato dovrebbe essere rafforzata aumentando il suo bilancio a 200 miliardi di euro.<\/li>\n<\/ul>\n<h3 id='promuovere-l-eccellenza-accademica-e-le-istituzioni-leader-a-livello-mondiale'  id=\"boomdevs_27\">Promuovere l&#8217;eccellenza accademica e le istituzioni leader a livello mondiale<\/h3>\n<p><strong>Proposta 3a. Raddoppiare il sostegno alla ricerca fondamentale innovativa attraverso il Consiglio europeo della ricerca (CER). <\/strong>Il CER \u00e8 diventato essenziale per la competitivit\u00e0 della scienza europea. La sua solida reputazione si basa sull&#8217;attenzione all&#8217;eccellenza, sull&#8217;indipendenza del processo decisionale e su un sistema di valutazione rigoroso e imparziale. Il CER \u00e8 uno dei motivi principali per cui diversi Paesi del mondo vogliono entrare a far parte del programma Horizon Europe come associati. Attualmente, il CER non sta realizzando appieno il suo potenziale, poich\u00e9 raggiunge un numero troppo limitato di ricercatori. Nel corso della sua storia, il CER ha finanziato pi\u00f9 di diecimila progetti. Tuttavia, a causa della continua mancanza di risorse finanziarie, molte proposte parimenti eccezionali sono rimaste senza finanziamenti. Ci\u00f2 ha ridotto l&#8217;incentivo per i ricercatori di alto livello a richiedere le sovvenzioni del CER e ha ostacolato la capacit\u00e0 dell&#8217;UE di attrarre e trattenere i talenti della ricerca di livello mondiale. Inoltre, dal 2009 le dimensioni delle sovvenzioni sono rimaste pressoch\u00e9 invariate, erodendo progressivamente il valore e il prestigio delle sovvenzioni del CER. Il bilancio attuale del CER \u00e8 di circa 2 miliardi di euro all&#8217;anno. Secondo una relazione del 2003 di un gruppo di esperti sul Consiglio europeo della ricerca [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxvi<\/a>], si stima che il CER avrebbe avuto bisogno di un bilancio corrispondente al 5% delle agenzie di ricerca nazionali europee, ora equivalente a circa 5 miliardi di euro all&#8217;anno. Raddoppiare il bilancio del CER per aumentare in modo significativo l&#8217;attuale numero di beneficiari di sovvenzioni senza diluire l&#8217;importo che ricevono rafforzerebbe le ricadute positive del programma, consentendo all&#8217;UE di attrarre e trattenere un maggior numero di talenti di livello mondiale. La struttura del CER dovrebbe rimanere inalterata, preservando la sua indipendenza e concentrandosi sul finanziamento di progetti di ricerca veramente innovativi da parte di studiosi di alto livello per un periodo di cinque anni. Occorre prestare attenzione, in particolare, a sostenere i ricercatori all&#8217;inizio della carriera e ad affrontare eventuali pregiudizi nei confronti di ricerche nuove e trasversali, che possono essere pi\u00f9 difficili da valutare correttamente.<\/p>\n<p><strong>Proposta 3b. Introdurre uno strumento per sostenere gli istituti di ricerca eccellenti: il CER per le istituzioni, CER-I<\/strong>. Attualmente non esistono programmi dell&#8217;UE che si rivolgano direttamente alle universit\u00e0 e agli istituti di ricerca, fornendo loro le risorse necessarie per sviluppare e consolidare la loro posizione all&#8217;avanguardia nella ricerca su temi specifici. Un istituto di ricerca leader a livello mondiale richiede una massa critica di talenti, con un numero significativo di ricercatori di alto livello che collaborano su argomenti strettamente correlati all&#8217;interno dello stesso spazio fisico. Oggi molte universit\u00e0 dell&#8217;UE, pur ospitando alcuni studiosi di alto livello, mancano di massa critica. Per raggiungere la massa critica di talenti di cui hanno bisogno, gli istituti di ricerca dovrebbero avere accesso a un programma lanciato di recente, il CER per le istituzioni (CER-I). Il CER-I dovrebbe basarsi sull&#8217;elevato numero di istituti di ricerca europei ben consolidati che si collocano ai livelli medio-alti della distribuzione globale e spingere alcuni di essi ai vertici dell&#8217;eccellenza accademica. Il CER-I potrebbe promuovere l&#8217;eccellenza e la ricerca, anche facendo leva sulle alleanze delle universit\u00e0 europee. Poich\u00e9 le istituzioni progrediscono lentamente, i finanziamenti dovrebbero essere impegnati su un orizzonte relativamente lungo. Gli impegni di finanziamento per il CER-I dovrebbero essere soggetti a condizioni e a revisione formale. L&#8217;accesso al programma dovrebbe essere aperto su base ricorrente e competitiva. Sebbene l&#8217;obiettivo del programma sia quello di spingere le istituzioni accademiche e di ricerca, il CER-I dovrebbe finanziare unit\u00e0 di ricerca specifiche (ad esempio un centro di ricerca, un laboratorio o un intero dipartimento). Per poter richiedere una sovvenzione CER-I l&#8217;unit\u00e0 dovrebbe:<\/p>\n<ul>\n<li>Riunire un numero significativo di ricercatori leader a livello mondiale che conducono ricerche all\u2019avanguardia su argomenti strettamente correlati.<\/li>\n<li>Offrire un insegnamento di alto livello a studenti altamente qualificati, preferibilmente a livello di dottorato e di master.<\/li>\n<li>Non essere virtuale, ma fisicamente situata in un luogo specifico, con il requisito che il suo corpo docente a tempo pieno sia fisicamente presente e attivamente coinvolto nell&#8217;insegnamento e nella supervisione degli studenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;accesso ai fondi CER-I per le unit\u00e0 di ricerca candidate sar\u00e0 determinato sulla base dell&#8217;eccellenza scientifica, nonch\u00e9 della capacit\u00e0 dell&#8217;unit\u00e0 di facilitare il trasferimento tecnologico, favorire la creazione di start-up, promuovere cluster di innovazione e incentivare i ricercatori a impegnarsi in attivit\u00e0 imprenditoriali e a collaborare con le aziende. La gestione del CER-I e del processo di selezione dovrebbe essere guidata da principi simili a quelli del CER e posta sotto l&#8217;ombrello del CER.<\/p>\n<p>Un esempio di programma simile al CER-I \u00e8 l&#8217;iniziativa francese LabEx (Laboratoires d&#8217;Excellence) [<a href=\"#box4\">cfr. riquadro 4<\/a>].[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;box4&#8243;]<\/p>\n<blockquote>\n<h5 id='box-4-labex-laboratoires-d-excellence'  id=\"boomdevs_28\"><strong>BOX 4<\/strong>. LabEx (Laboratoires d\u2019Excellence)<\/h5>\n<p>L&#8217;iniziativa LabEx (Laboratoires d&#8217;Excellence) \u00e8 un programma francese lanciato nel 2010 come parte del piano &#8220;Investissements d&#8217;Avenir&#8221; (Investimenti per il futuro) per la ricerca e la produttivit\u00e0. L&#8217;obiettivo di LabEx \u00e8 quello di valorizzare il potenziale di ricerca delle organizzazioni di ricerca francesi, fornendo un significativo sostegno finanziario per aiutarle a raggiungere l&#8217;eccellenza e la visibilit\u00e0 internazionale. L&#8217;iniziativa mira a promuovere la ricerca di alta qualit\u00e0, a consolidare le capacit\u00e0 di ricerca, a incoraggiare l&#8217;innovazione e a favorire la collaborazione interdisciplinare. Nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa, sono stati investiti 1,5 miliardi di euro in 171 unit\u00e0 di ricerca, sia singole che gruppi di organizzazioni che svolgono ricerche congiunte su un tema specifico, selezionate in un processo altamente competitivo da una giuria internazionale. I finanziamenti erogati nell&#8217;ambito del LabEx possono essere utilizzati per vari scopi, tra cui l&#8217;assunzione di ricercatori, l&#8217;acquisto di attrezzature avanzate, il sostegno a ricercatori di dottorato e post-dottorato e la facilitazione della cooperazione internazionale. Le valutazioni hanno dimostrato che l&#8217;iniziativa LabEx ha avuto ricadute positive anche per le aziende del settore privato nell&#8217;ecosistema dell&#8217;innovazione [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxvii<\/a>].<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Proposta 3c. Creare la posizione di &#8220;Cattedra UE&#8221; per i migliori ricercatori<\/strong>. Attualmente il CER finanzia progetti di ricerca avanzata guidati da ricercatori di alto livello, ma la trasformazione delle istituzioni richiede anche una politica specificamente progettata per attrarre ricercatori di livello mondiale, che possa contribuire a costruire queste istituzioni e fungere da calamita per altri talenti di alto livello. Queste figure di spicco a livello mondiale sono costose da attrarre e mantenere. La maggior parte delle universit\u00e0 europee \u00e8 costituita da universit\u00e0 statali o da centri di ricerca finanziati dallo Stato, vincolati da standard salariali che lasciano poca discrezionalit\u00e0 nel determinare la retribuzione dei talenti. Inoltre, i livelli salariali variano notevolmente tra i Paesi europei. Alcuni Stati membri non possono permettersi di pagare i salari medi globali, nemmeno ai ricercatori di livello mondiale. Questo problema pu\u00f2 essere affrontato con la creazione della posizione di &#8220;Cattedra UE&#8221;: uno studioso di livello mondiale formalmente assunto come funzionario europeo con lo stesso trattamento riservato agli altri dipendenti delle istituzioni dell&#8217;UE di livello analogo. I professori con Cattedra UE dovrebbero essere attivamente coinvolti nello sviluppo delle istituzioni e delle attivit\u00e0 didattiche. La selezione dei professori con Cattedra UE si baser\u00e0 esclusivamente sul merito e la Cattedra sar\u00e0 assegnata a ricercatori riconosciuti a livello mondiale per il loro eccezionale prestigio globale, valutato secondo i pi\u00f9 alti standard accademici internazionali. I professori con Cattedra UE sono legati a un istituto di ricerca attraverso una procedura di duplice coincidenza delle richieste: il professore con Cattedra UE deve scegliere un istituto di ricerca e, a sua volta, l&#8217;istituto deve accettare di incorporare il professore con Cattedra UE a pieno titolo nei suoi ranghi, anche se, tecnicamente, \u00e8 un dipendente dell&#8217;UE. La procedura offre a ogni istituzione europea le stesse opportunit\u00e0, ma allo stesso tempo contribuisce a creare un circolo virtuoso che rafforza le istituzioni forti e desiderose di intraprendere un percorso verso l&#8217;eccellenza accademica mondiale. Un professore con Cattedra UE pu\u00f2 spostarsi liberamente all&#8217;interno dell&#8217;UE da un istituto di ricerca a un altro, poich\u00e9 le cattedre sono assegnate al ricercatore e non all&#8217;istituto di ricerca. Come il CER-I, questo programma dovrebbe seguire gli stessi principi ed essere gestito dal CER.<\/p>\n<p><strong>Proposta 3d. Promuovere la mobilit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> dei ricercatori<\/strong>. Per favorire la collaborazione transfrontaliera e la creazione di reti, Erasmus+ dovrebbe essere esteso ai ricercatori. Ci\u00f2 contribuirebbe a garantire che i ricercatori degli istituti di istruzione superiore e delle organizzazioni di ricerca e tecnologia (RTO) possano partecipare a un&#8217;esperienza di insegnamento o ricerca in un altro Paese di durata compresa tra due e sei mesi almeno una volta ogni dieci anni.<\/p>\n<p><strong>Proposta 3e. Sviluppare un quadro europeo per facilitare la raccolta di fondi del settore privato per le universit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> pubbliche<\/strong>. Le universit\u00e0 americane beneficiano di consistenti dotazioni e di generose donazioni garantite da politiche di raccolta fondi sistematiche e ben organizzate. Queste risorse finanziarie offrono alle istituzioni accademiche statunitensi, sia pubbliche che private, una notevole flessibilit\u00e0 nel definire politiche retributive in grado di attrarre i migliori talenti e di sostenere gli studiosi nello svolgimento delle loro ricerche. I donatori privati sono incentivati dal riconoscimento dei loro contributi (come l&#8217;apposizione del loro nome a una cattedra) e dall&#8217;opportunit\u00e0 di detrarre fiscalmente le somme donate. Al contrario, le universit\u00e0 dell&#8217;UE spesso non hanno questa flessibilit\u00e0 e questi incentivi per le campagne di raccolta fondi. A seconda del Paese, le donazioni agli istituti di ricerca possono essere o meno deducibili dalle tasse e le universit\u00e0 possono trovarsi di fronte a vincoli nell&#8217;utilizzo di questi fondi, soprattutto per aumentare i compensi dei migliori ricercatori. A complemento della proposta del CER-I, sarebbe utile sviluppare un quadro a livello europeo per facilitare la raccolta di fondi da donatori privati per le universit\u00e0 pubbliche e per gestire in modo flessibile questi finanziamenti filantropici. L&#8217;integrazione della raccolta fondi organizzata nella proposta CER-I dovrebbe essere un criterio di valutazione per le proposte CER-I.<\/p>\n<h3 id='investire-in-infrastrutture-tecnologiche-e-di-ricerca-leader-a-livello-mondiale'  id=\"boomdevs_29\">Investire in infrastrutture tecnologiche e di ricerca leader a livello mondiale<\/h3>\n<p><strong>Aumentare gli investimenti congiunti in infrastrutture tecnologiche e di ricerca leader a livello mondiale<\/strong>. L&#8217;infrastruttura di ricerca e tecnologia \u00e8 essenziale per la R&amp;I rivoluzionaria e spesso funge da punto focale degli ecosistemi di R&amp;I. Collega il mondo accademico e le RTO con l&#8217;industria, consente di valorizzare a livello commerciale la ricerca innovativa ed \u00e8 una calamita per i talenti. Abbiamo gi\u00e0 parlato dei notevoli ritorni derivanti dalla creazione dell&#8217;Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) e abbiamo sottolineato che il futuro del CERN \u00e8 a rischio a causa dei progressi della Cina nell&#8217;emulare uno dei progetti attuali pi\u00f9 promettenti del CERN, il Future Circular Collider (FCC). Rifinanziare il CERN e garantirne la continuit\u00e0 della leadership mondiale nella ricerca avanzata dovrebbe essere considerata una priorit\u00e0 assoluta dell&#8217;UE, dato l&#8217;obiettivo di mantenere la posizione di rilievo dell&#8217;Europa in questo settore critico della ricerca fondamentale, che si prevede generer\u00e0 notevoli ricadute commerciali nei prossimi anni. Tuttavia, l&#8217;esempio del CERN non \u00e8 unico. Lo sviluppo di un&#8217;infrastruttura all&#8217;avanguardia e competitiva a livello mondiale, sia che si tratti di un singolo sito (come nel caso dell&#8217;Osservatorio europeo astrale) o di un&#8217;infrastruttura distribuita (come nel caso dell&#8217;impresa comune EuroHPC), richiede chiaramente una dimensione di scala. Per raggiungere la scala appropriata, \u00e8 necessario mettere in comune risorse provenienti da fonti diverse: Fondi UE, fondi nazionali e investimenti privati [<a href=\"#nota12\">nota 12<\/a>]. Un processo accelerato e una selezione pi\u00f9 rapida sono necessari per creare un maggior numero di nuove infrastrutture all&#8217;avanguardia che coprano vari livelli di maturit\u00e0 tecnologica (TRL) e tecnologie. L&#8217;attenzione dovrebbe essere rivolta anche alle infrastrutture tecnologiche, che favoriscono le aziende nello sviluppo e nella sperimentazione di nuovi prodotti e servizi.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota12&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 12<\/strong>. L&#8217;attuale sostegno nell&#8217;ambito di Horizon Europe si limita allo sviluppo di concetti e alla fase iniziale di implementazione di nuove capacit\u00e0 infrastrutturali, al consolidamento delle infrastrutture esistenti, all&#8217;accesso transnazionale alle infrastrutture e ai loro servizi. Il coordinamento leggero avviene attraverso il Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI), che riunisce gli Stati membri e i Paesi associati a sostegno di un approccio coerente e strategico alle infrastrutture di ricerca in Europa.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h3 id='pi\u00f9-r-i-e-coordinamento-rafforzato-delle-politiche-attraverso-un-unione-della-ricerca-e-dell-innovazione'  id=\"boomdevs_30\">Pi\u00f9 R&amp;I e coordinamento rafforzato delle politiche attraverso un&#8217;Unione della ricerca e dell&#8217;innovazione<\/h3>\n<p><strong>Una delle priorit\u00e0 principali dell\u2019UE deve essere la creazione di un&#8217;Unione della ricerca e dell&#8217;innovazione<\/strong>. Data l&#8217;eccessiva frammentazione dell&#8217;ecosistema europeo di R&amp;I, un migliore coordinamento della spesa pubblica per la R&amp;I tra gli Stati membri \u00e8 fondamentale per rafforzare l&#8217;innovazione nell&#8217;UE. L&#8217;Unione della ricerca e dell&#8217;innovazione dovrebbe portare alla formulazione congiunta di una strategia e di una politica europea comune in materia di R&amp;I. L&#8217;aumento dei finanziamenti proposto per il programma Horizon Europe rappresenta un primo passo importante in questa direzione. Per migliorare il coordinamento, l&#8217;UE potrebbe promuovere un <strong>&#8220;Piano d&#8217;azione europeo per la ricerca e l&#8217;innovazione&#8221;<\/strong>, elaborato dagli Stati membri insieme alla Commissione, alla comunit\u00e0 dei ricercatori e alle parti interessate del settore privato. Questo piano d&#8217;azione potrebbe identificare obiettivi strategici chiave a livello europeo e progetti congiunti, sfruttando i meccanismi di coordinamento esistenti per la competitivit\u00e0 [si veda il <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/rafforzare-la-governance\/\">capitolo sulla governance<\/a>]. Le varie forme di sostegno dell&#8217;UE previste dal piano d&#8217;azione sarebbero gestite da uno &#8220;sportello unico&#8221; della Commissione e da un protocollo unico.<\/p>\n<p>Parallelamente, gli Stati membri, coordinati con il piano d&#8217;azione dell&#8217;UE, dovrebbero sviluppare i propri <strong>&#8220;Piani nazionali per la ricerca e l&#8217;innovazione&#8221;.<\/strong> Questi piani dovrebbero essere sviluppati in collaborazione con universit\u00e0, RTO e imprese private.<\/p>\n<p>Il mancato raggiungimento dell&#8217;obiettivo del 3% per la spesa in R&amp;S fissato dai leader dell&#8217;UE pi\u00f9 di vent&#8217;anni fa \u00e8 un motivo fondamentale per cui l&#8217;UE \u00e8 in ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. Nell&#8217;ambito del quadro coordinato discusso in precedenza, l&#8217;UE nel suo complesso dovrebbe riaffermare il proprio impegno ad aumentare la spesa per la R&amp;S fino a raggiungere almeno il 3% del PIL entro un periodo di tempo definito. Gli obiettivi nazionali di spesa per la R&amp;S dovrebbero essere ambiziosi, ma anche tenere conto delle condizioni iniziali del rispettivo Stato membro. Il sostegno dell&#8217;UE ai Piani nazionali di R&amp;I sar\u00e0 subordinato al rispetto di questi impegni.<\/p>\n<h3 id='un-ecosistema-normativo-pi\u00f9-favorevole-e-semplice-per-le-imprese-innovative'  id=\"boomdevs_31\">Un ecosistema normativo pi\u00f9 favorevole e semplice per le imprese innovative<\/h3>\n<p><strong>Proposta 6a. Facilitare lo sfruttamento commerciale della ricerca accademica<\/strong>. L&#8217;UE fa fatica a portare sul mercato la ricerca accademica. Un ostacolo importante \u00e8 la mancanza di un quadro giuridico adeguato che incentivi le universit\u00e0, le RTO e i ricercatori a registrare i diritti di propriet\u00e0 intellettuale (DPI) e a impegnarsi nel loro sviluppo commerciale. L&#8217;UE dovrebbe definire un piano per una condivisione equa e trasparente delle royalty tra istituzioni e ricercatori. Questo piano dovrebbe aiutare specificamente le universit\u00e0 pubbliche e le RTO a superare le barriere burocratiche nella gestione dei DPI con i loro ricercatori. Gli Stati membri dovrebbero eliminare qualsiasi ostacolo legale a questo processo. I ricercatori dovrebbero inoltre avere accesso alle informazioni sulla gestione dei DPI. I diritti di propriet\u00e0 intellettuale possono essere sfruttati anche da aziende non direttamente collegate alle universit\u00e0 e alle RTO tramite licenze. Poich\u00e9 la concessione di licenze \u00e8 talvolta troppo costosa per le start-up con risorse finanziarie limitate, l&#8217;UE potrebbe promuovere l&#8217;emissione di azioni e stock option per finanziare i costi di utilizzo dei DPI di propriet\u00e0 delle universit\u00e0 e delle RTO [<a href=\"#nota13\">nota 13<\/a>]. \u00c8 necessario uno sforzo sistematico per sviluppare le capacit\u00e0 degli Uffici di trasferimento tecnologico (TTO), in modo che siano intermediari proattivi ed efficaci tra i ricercatori e il settore privato. La Commissione dovrebbe contribuire ad armonizzare lo sviluppo delle capacit\u00e0 del personale dei TTO per garantirne la qualit\u00e0 e facilitare lo sfruttamento transfrontaliero delle conoscenze.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota13&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 13<\/strong>. Questo approccio \u00e8 promosso, ad esempio, in Giappone ed \u00e8 stato proposto anche dal programma pilota congiunto di SPRIN-D, Stifterverband e Fraunhofer ISI per il trasferimento della PI sotto forma di &#8220;azioni virtuali&#8221;. Queste non conferiscono diritti di gestione, ma offrono la possibilit\u00e0 di beneficiare finanziariamente della futura crescita di un&#8217;azienda in cambio dell&#8217;accesso alla propriet\u00e0 intellettuale. Si veda: SPRIN-D, <a href=\"https:\/\/www.sprind.org\/en\/articles\/ip_transfer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IP Transfer 3.0 \u2013 \u2018Pocketknife Transfer\u2019:<\/a><a href=\"https:\/\/www.sprind.org\/en\/articles\/ip_transfer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> A joint pilot program of SPRIND, Stifterverband and Fraunhofer ISI<\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Proposta 6b. Adottare in tutti gli Stati membri dell&#8217;UE il Brevetto unitario e sostenerne l&#8217;adozione<\/strong>. L\u2019adozione completa del sistema del Brevetto unitario [<a href=\"#nota14\">nota 14<\/a>] in tutti gli Stati membri dell&#8217;UE ridurrebbe i costi delle domande di brevetto, offrirebbe una protezione territoriale pi\u00f9 ampia e uniforme dei DPI per i titolari di brevetti e limiterebbe l&#8217;incertezza delle controversie grazie alla giurisdizione del Tribunale unificato dei brevetti. Per sostenere l&#8217;adozione del sistema del Brevetto unitario dell&#8217;UE e promuovere la tutela dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale, i programmi di formazione per i professionisti dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale dovrebbero essere potenziati e possibilmente sovvenzionati.[\/vc_column_text][vc_column_text css_animation=&#8221;fadeIn&#8221; css=&#8221;&#8221; el_id=&#8221;nota14&#8243;]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Nota 14<\/strong>. Il sistema del Brevetto unitario \u00e8 stato avviato il 1\u00b0 giugno 2023. Fornisce una protezione uniforme in tutti gli Stati membri dell&#8217;UE partecipanti, con la formula dello &#8220;sportello unico&#8221;. Attualmente 18 Paesi partecipano al sistema del Brevetto unitario.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<strong>Proposta 6c. Introdurre un nuovo statuto giuridico a livello europeo per le start-up innovative (&#8220;Impresa europea innovativa&#8221;).<\/strong><\/p>\n<p>La libert\u00e0 di stabilimento e di mobilit\u00e0 sancita dai Trattati non \u00e8 ancora una realt\u00e0 per le imprese dell&#8217;UE. Le significative differenze legislative e regolamentari tra gli Stati membri incidono sul funzionamento dei mercati dei consumatori, del lavoro e dei capitali, limitando la capacit\u00e0 delle imprese di operare senza soluzione di continuit\u00e0 tra gli Stati membri dell&#8217;UE e impedendo alle imprese dell&#8217;UE di sfruttare appieno i vantaggi del Mercato unico.<\/p>\n<p>Alle start-up innovative dovrebbe essere data la possibilit\u00e0 di adottare un nuovo statuto giuridico a livello europeo chiamato &#8220;Impresa europea innovativa&#8221; (IEC). L&#8217;adozione dello status di IEC consentirebbe alle imprese di accedere a una legislazione armonizzata in tutti gli Stati membri in materia di diritto societario, procedure di insolvenza e alcuni aspetti chiave del diritto del lavoro e della fiscalit\u00e0, da rendere progressivamente pi\u00f9 ambiziosi. Le Imprese europee innovative potrebbero operare in tutti gli Stati membri attraverso filiali, senza la necessit\u00e0 di costituirsi separatamente in ciascuno di essi. Le Imprese europee innovative avranno un&#8217;unica identit\u00e0 digitale valida in tutta l&#8217;UE e riconosciuta da tutti gli Stati membri. La registrazione sar\u00e0 centralizzata a livello europeo. In alcuni settori selezionati, le certificazioni saranno trasferibili e le autorizzazioni beneficeranno del passaporto in tutti gli Stati membri. La portabilit\u00e0 delle certificazioni e il passaporto delle autorizzazioni saranno progressivamente estesi a un maggior numero di settori, man mano che le normative saranno sempre pi\u00f9 armonizzate tra gli Stati membri. Le Imprese europee innovative dovrebbero inoltre avere accesso alle procedure semplificate per le IPO delle imprese ad alta tecnologia [come discusso sopra nella sezione sul finanziamento dell&#8217;innovazione].<\/p>\n<p>Per ridurre l&#8217;onere normativo dovuto agli aspetti non coperti dal nuovo statuto, la Commissione dovrebbe anche istituire uno &#8220;sportello unico&#8221; disponibile in tutte le lingue ufficiali dell&#8217;UE, che fornisca informazioni sui requisiti commerciali dei singoli Stati.<\/p>\n<p>Lo statuto della ICE potrebbe essere adottato dagli Stati membri, inizialmente nel quadro di una cooperazione rafforzata o di un accordo intergovernativo.<\/p>\n<p>Le start-up innovative si qualificheranno in base a criteri quali le qualifiche della loro forza lavoro, le spese di R&amp;S e la propriet\u00e0 dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale. Ad esempio, definendo le imprese innovative sulla base dei criteri gi\u00e0 previsti dall&#8217;acquis comunitario in materia di concorrenza (tra cui almeno il 10% di costi operativi totali dedicati alla R&amp;S), il nuovo statuto sarebbe accessibile ad almeno 180.000 PMI innovative (comprese le start-up) e imprese a media capitalizzazione innovative (comprese le piccole imprese a media capitalizzazione) nell&#8217;UE, secondo le stime del Centro comune di ricerca della Commissione europea [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxviii<\/a>].<\/p>\n<p>Nei cluster innovativi di successo, i lavoratori altamente formati e ben pagati sono anche molto mobili. Si dovrebbe considerare come facilitare la mobilit\u00e0 dei lavoratori tra le imprese innovative europee.<\/p>\n<p><strong>Proposta 6d. Aumentare e semplificare il sostegno alle start-up innovative<\/strong>. Nelle fasi iniziali, le start-up sono molto vulnerabili e hanno bisogno di un sostegno rafforzato. Attualmente il sostegno \u00e8 estremamente frammentato, come testimonia anche l&#8217;emergere dei cosiddetti &#8220;sportelli unici&#8221;, che rendono impossibile per le start-up trovare gli strumenti pi\u00f9 adatti. Pertanto, \u00e8 necessario un maggiore coordinamento degli strumenti tra gli Stati membri per garantire condizioni di parit\u00e0. Gli strumenti a livello UE (ad esempio EIC, FEI, InvestEU) dovrebbero essere maggiormente allineati. Ci\u00f2 dovrebbe essere facilitato dalla creazione di una piattaforma a livello europeo che riunisca tutte le informazioni pertinenti e che sviluppi un ecosistema di servizi per le start-up. Tale piattaforma dovrebbe aiutare le start-up ad analizzare la loro situazione e le loro esigenze e a trovare le soluzioni pi\u00f9 appropriate. La piattaforma dovrebbe sfruttare le soluzioni digitali pi\u00f9 avanzate, compresa l&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n<p><strong>Proposta 6e. Rivedere le norme sugli appalti pubblici<\/strong>. Attualmente, il potenziale degli appalti pubblici per stimolare l&#8217;innovazione \u00e8 fortemente sottoutilizzato nell&#8217;UE, con la maggior parte degli appalti pubblici caratterizzata da un&#8217;eccessiva attenzione alla minimizzazione dei rischi e al rispetto di requisiti prestabiliti. Gli investimenti negli appalti per l&#8217;innovazione, che comprendono sia gli appalti per la R&amp;S sia gli appalti pubblici di soluzioni innovative, rappresentano solo il 10% circa della spesa totale per gli appalti pubblici nell&#8217;Unione europea, un livello inferiore a quello raccomandato del 20%. Tutti gli Stati membri dovrebbero mettere in atto una politica nazionale ambiziosa in materia di appalti per l&#8217;innovazione, con obiettivi chiari, risorse, scadenze e un quadro di monitoraggio efficace. In particolare, le PMI innovative europee dovrebbero essere in grado di trarre vantaggio in quanto fornitori di soluzioni innovative e garantirne un&#8217;ampia diffusione. Le istituzioni dell&#8217;UE, compresa la Commissione, dovrebbero dare l&#8217;esempio e creare un proprio piano d&#8217;azione per diffondere gli appalti per l&#8217;innovazione. L&#8217;UE dovrebbe rivedere le norme e le direttive sugli appalti pubblici per sottolineare meglio la loro importanza strategica per l&#8217;innovazione. L&#8217;UE dovrebbe inoltre fissare un obiettivo per gli appalti per l&#8217;innovazione degli Stati membri, introdurre disposizioni sui diritti di propriet\u00e0 intellettuale pi\u00f9 favorevoli all&#8217;innovazione e dare priorit\u00e0 alla qualit\u00e0 rispetto al prezzo nell&#8217;aggiudicazione dei contratti, contribuendo cos\u00ec a stabilire condizioni di parit\u00e0 con i Paesi a basso costo. Inoltre, dovrebbero essere evitate le disposizioni troppo restrittive, come i requisiti stringenti di capacit\u00e0 finanziaria o le limitazioni all&#8217;uso di soluzioni innovative in alternativa a quelle consolidate, che penalizzano indebitamente le start-up innovative e gli scale-up. Il futuro programma quadro per la R&amp;I dovrebbe anche stabilire un bilancio o un sottoprogramma dedicato per rafforzare le pratiche di appalto per l&#8217;innovazione, in particolare nei settori in cui i committenti pubblici sono clienti importanti.<\/p>\n<h3 id='la-prosperit\u00e0-condivisa-come-motore-fondamentale-dell-innovazione-dell-ue'  id=\"boomdevs_32\">La prosperit\u00e0 condivisa come motore fondamentale dell&#8217;innovazione dell&#8217;UE<\/h3>\n<p>\u00c8 noto che un ambiente economico non gestito, altamente innovativo e dinamico genera vincitori e vinti, aumenta le disuguaglianze, accresce il rischio di disoccupazione, comporta costi di transizione distribuiti in modo diseguale tra la popolazione e porta a una concentrazione sproporzionata dell&#8217;attivit\u00e0 economica in poche aree con costi proibitivi [<a href=\"#note-bibliografiche\">xxix<\/a>]. Il modello di innovazione dell&#8217;UE dovrebbe garantire: (i) il sostegno ai lavoratori attraverso politiche di previdenza sociale e programmi attivi di riqualificazione e aggiornamento professionale [si veda il <a href=\"https:\/\/www.eunews.it\/rapporto-draghi-parte-b\/colmare-il-divario-di-competenze\/\">capitolo sulle competenze<\/a>]; (ii) la creazione di posti di lavoro di alta qualit\u00e0 (in termini di retribuzione, flessibilit\u00e0 e sicurezza dei lavoratori); e (iii) che la coesione sociale e geografica rimanga una componente integrante del modello.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio della Svezia (il cui settore tecnologico ha una produttivit\u00e0 pi\u00f9 che doppia rispetto alla media dell&#8217;UE) dimostra che un modello sociale forte e un ambiente tecnologico fiorente non solo sono compatibili, ma addirittura si rafforzano da soli se combinati con programmi mirati a creare posti di lavoro di alta qualit\u00e0 per lavoratori ben qualificati che vivono in citt\u00e0 economicamente accessibili. Combinare la creazione di posti di lavoro di alta qualit\u00e0 con alti livelli di protezione sociale e di ridistribuzione \u00e8 un valore fondamentale del modello europeo, che dovrebbe essere preservato per trasformare con successo l&#8217;UE in una societ\u00e0 tecnologicamente pi\u00f9 avanzata.<\/p>\n<p>Pertanto, l&#8217;UE dovrebbe considerare di:<\/p>\n<ul>\n<li>Promuovere una riduzione coordinata della tassazione del reddito da lavoro per i lavoratori a reddito medio-basso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Affrontare, tramite la politica di concorrenza, le pratiche che limitano la mobilit\u00e0 del lavoro tra le aziende, come gli accordi di non concorrenza e di non assunzione dei rispettivi dipendenti.[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;64px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<blockquote id=\"tabella-abbreviazioni\">\n<h2 id='tabella-delle-abbreviazioni'  id=\"boomdevs_33\">Tabella delle Abbreviazioni<\/h2>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"20%\">10\u00b0PQ<\/td>\n<td width=\"80%\">10\u00b0 Programma quadro dell&#8217;UE per la ricerca e l&#8217;innovazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>BEI<\/td>\n<td>Banca europea per gli investimenti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CER<\/td>\n<td>Consiglio europeo della ricerca<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CER-I<\/td>\n<td>Consiglio europeo della ricerca per le istituzioni<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>CERN<\/td>\n<td>Organizzazione europea per la ricerca nucleare<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>DARPA<\/td>\n<td>Defence Advanced Research Projects Agency<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>DPI<\/td>\n<td>Diritti di propriet\u00e0 intellettuale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>EIC<\/td>\n<td>European Innovation Council<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>EPO<\/td>\n<td>Ufficio europeo dei brevetti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ESFRI<\/td>\n<td>Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>EuroHPC JU<\/td>\n<td>Impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>FCC<\/td>\n<td>Future Circular Collider (anello collisore del futuro)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>FEI<\/td>\n<td>Fondo europeo per gli investimenti<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IA<\/td>\n<td>Intelligenza artificiale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IEC<\/td>\n<td>Impresa europea innovativa<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IoT<\/td>\n<td>Internet delle cose<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IPO<\/td>\n<td>Offerta pubblica iniziale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>JEDI<\/td>\n<td>Iniziativa congiunta europea dirompente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>NPB<\/td>\n<td>Banca di promozione nazionale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>PMI<\/td>\n<td>Piccole e medie imprese<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>PPA<\/td>\n<td>Domande di brevetto pubblicate<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>RS&amp;I<\/td>\n<td>Ricerca, sviluppo e innovazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>RTO<\/td>\n<td>Organizzazione di ricerca e tecnologia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>S&amp;T<\/td>\n<td>Scienza e tecnologia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>SER<\/td>\n<td>Spazio europeo della ricerca<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>SPRIN-D<\/td>\n<td>Agenzia federale per l&#8217;innovazione dirompente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>STEM<\/td>\n<td>Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>TRL<\/td>\n<td>Livello di maturit\u00e0 tecnologica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>TTO<\/td>\n<td>Ufficio di trasferimento tecnologico<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>VC<\/td>\n<td>Capitale di rischio<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<blockquote id=\"note-bibliografiche\">\n<h2 id='note-bibliografiche'  id=\"boomdevs_34\" class=\"no-number\"><strong>Note bibliografiche<\/strong><\/h2>\n<ol>\n<li>Agenzia internazionale per l&#8217;energia, Net Zero Roadmap:<br \/>\nA Global Pathway to Keep the 1.5 \u00b0C Goal in Reach, 2023: <a href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/net-zero-roadmap-a-global-pathway-to-keep-the-15-0c-goal-in-reach\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.iea.org\/reports\/net-zero-roadmap-a-<\/a> <a href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/net-zero-roadmap-a-global-pathway-to-keep-the-15-0c-goal-in-reach\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">global-pathway-to-keep-the-15-0c-goal-in-reach<\/a>.<\/li>\n<li>Cervantes, M., et al., \u2018<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1787\/8e6ae16b-en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Driving low-carbon innovations <\/a><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1787\/8e6ae16b-en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">for climate neutrality<\/a>\u2019, Documenti sulle politiche scientifiche, tecnologiche e industriali dell&#8217;OCSE, n. 143, OECD Publishing, 2023.<\/li>\n<li>Bergeaud, A., e Verluise, C., <a href=\"http:\/\/longtermproductivity.com\/perso\/Techdiff.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Rise of China\u2019s Technological <\/a><a href=\"http:\/\/longtermproductivity.com\/perso\/Techdiff.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Power: the Perspective from Frontier Technologies<\/a>, 2023.<\/li>\n<li>Beebe, B., e Fromer, J.C., \u2018<a href=\"https:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=3556121\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fake Trademark<\/a> <a href=\"https:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=3556121\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Specimens:<\/a><a href=\"https:\/\/papers.ssrn.com\/sol3\/papers.cfm?abstract_id=3556121\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> An Empirical Analysis<\/a>\u2019, Columbia Law Review Forum, Vol. 121, 2020, p. 217.<\/li>\n<li>Prud\u2019homme, D., e Taolue, Z., <a href=\"https:\/\/ssrn.com\/abstract%3D3118079\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Evaluation of China\u2019s <\/a><a href=\"https:\/\/ssrn.com\/abstract%3D3118079\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Intellectual Property Regime for Innovation:<\/a><a href=\"https:\/\/ssrn.com\/abstract%3D3118079\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Summary<\/a> <a href=\"https:\/\/ssrn.com\/abstract%3D3118079\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Report<\/a>, Relazione di sintesi per la Banca Mondiale, 2017.<\/li>\n<li>Putnam, J., e Luu, H., e Ngo, N., <a href=\"https:\/\/ssrn.com\/abstract%3D3760816\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Innovative Output in China<\/a>, 2020.<\/li>\n<li>He A., <a href=\"https:\/\/www.cigionline.org\/articles\/what-do-chinas-high-patent-numbers-really-mean\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">What Do China\u2019s High Patent Numbers Really Mean?<\/a>, Centre for International Governance Innovation, 2021.<\/li>\n<li>BEI, <a href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/publications\/online\/all\/investment-report-2023-2024.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">EIB Investment Report 2023\/2024: <\/a><a href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/publications\/online\/all\/investment-report-2023-2024.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Transforming for competitiveness<\/a>, 2024.<\/li>\n<li>Atomico, <a href=\"https:\/\/stateofeuropeantech.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">State of European Tech 2023<\/a>, 2023.<\/li>\n<li>Weik, S., Achleitner, A.-K., Braun, R., \u2018Venture capital and the international relocation of startups\u2019, Politica di ricerca, volume 53, n. 7, 2024: https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.respol.2024.105031.<\/li>\n<li>Commissione europea, <a href=\"https:\/\/iri.jrc.ec.europa.eu\/scoreboard\/2023-eu-industrial-rd-investment-scoreboard#field_data\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2023 EU Industrial <\/a><a href=\"https:\/\/iri.jrc.ec.europa.eu\/scoreboard\/2023-eu-industrial-rd-investment-scoreboard#field_data\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">R&amp;D Investment Scoreboard<\/a>, 2023.<\/li>\n<li>Commissione europea, <a href=\"https:\/\/op.europa.eu\/en\/publication-detail\/-\/publication\/c683268c-3cdc-11ef-ab8f-01aa75ed71a1\/language-en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Science, Research and <\/a><a href=\"https:\/\/op.europa.eu\/en\/publication-detail\/-\/publication\/c683268c-3cdc-11ef-ab8f-01aa75ed71a1\/language-en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Innovation Performance Report<\/a>, 2024.<\/li>\n<li>Commissione europea, <a href=\"https:\/\/data.europa.eu\/doi\/10.2777\/454786\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The global position of<\/a> <a href=\"https:\/\/data.europa.eu\/doi\/10.2777\/454786\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">the EU in complex technologies<\/a>, 2023.<\/li>\n<li>Fuest, C., Gros, D., Mengel, P-L., Presidente, G., e Tirole, J., <a href=\"https:\/\/iep.unibocconi.eu\/eu-innovation-policy-how-escape-middle-technology-trap\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">EU Innovation Policy:<\/a><a href=\"https:\/\/iep.unibocconi.eu\/eu-innovation-policy-how-escape-middle-technology-trap\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> How to Escape the Middle Technology<\/a> <a href=\"https:\/\/iep.unibocconi.eu\/eu-innovation-policy-how-escape-middle-technology-trap\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trap<\/a>relazione del Gruppo di analisi delle politiche europee, Istituto per le politiche europee dell&#8217;Universit\u00e0 Bocconi, 2024.<\/li>\n<li>Commissione europea, <a href=\"https:\/\/iri.jrc.ec.europa.eu\/scoreboard\/2023-eu-industrial-rd-investment-scoreboard#field_data\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2023 EU Industrial <\/a><a href=\"https:\/\/iri.jrc.ec.europa.eu\/scoreboard\/2023-eu-industrial-rd-investment-scoreboard#field_data\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">R&amp;D Investment Scoreboard<\/a>, 2023.<\/li>\n<li>Fuest, C., Gros, D., Mengel, P-L., Presidente, G., Tirole, J., Ibid.<\/li>\n<li>Fuest, C., Gros, D., Mengel, P-L., Presidente, G., Tirole, J., Ibid.<\/li>\n<li>Lepori, B., Geuna, A., e Mira, A., <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1371\/journal.pone.0223415\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scientific output scales with <\/a><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1371\/journal.pone.0223415\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">resources \u2013 A comparison of US and European universities<\/a>, 2019.<\/li>\n<li>Commissione europea, <a href=\"https:\/\/www.ub-cooperation.eu\/pdf\/final_report2017.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The State of University-<\/a> <a href=\"https:\/\/www.ub-cooperation.eu\/pdf\/final_report2017.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Business Cooperation in Europe<\/a>, 2018.<\/li>\n<li>Conti, A., Gaule, P., \u2018<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.respol.2010.10.007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Is the US outperforming Europe in university<\/a> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.respol.2010.10.007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">technology licensing?<\/a><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.respol.2010.10.007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> A new perspective on the European <\/a><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.respol.2010.10.007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paradox<\/a>\u2019, Politica di ricerca, volume 40, numero 1, 2011, pag. 123-135.<\/li>\n<li>Commissione europea, <a href=\"https:\/\/data.europa.eu\/doi\/10.2777\/969317\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The management and commercialisation <\/a><a href=\"https:\/\/data.europa.eu\/doi\/10.2777\/969317\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">of intellectual property in European universities<\/a>, 2022.<\/li>\n<li>Per maggiori informazioni sul finanziamento dell&#8217;innovazione, si veda: Aghion, P., C. Antonin, S. Bunel, <a href=\"https:\/\/www.hup.harvard.edu\/books\/9780674292093\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Power of Creative Destruction:<\/a><a href=\"https:\/\/www.hup.harvard.edu\/books\/9780674292093\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Economic Upheaval <\/a><a href=\"https:\/\/www.hup.harvard.edu\/books\/9780674292093\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">and the Wealth of Nations<\/a>, Harvard University Press, 2023.<\/li>\n<li>Lerner, J., Schoar, A., Sokolinski, S., e Wilson, K., \u2018The globalisation of angel investments: Evidence across countries\u2019, Journal of Financial Economics 127, 2018, p. 1-20.<\/li>\n<li>Lerner, J., Schoar, A., Sokolinski, S., e Wilson, K., \u2018The globalisation of angel investments: Evidence across countries\u2019, Journal of Financial Economics 127, 2018, p. 1-20.<\/li>\n<li>Fuest, C., Gros, D., Mengel, P-L., Presidente, G., Tirole, J., Ibid.<\/li>\n<li>Ministero della Scienza, della Tecnologia e dell&#8217;Innovazione, <a href=\"https:\/\/erc.europa.eu\/sites\/default\/files\/document\/file\/expert_group_final_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The European <\/a><a href=\"https:\/\/erc.europa.eu\/sites\/default\/files\/document\/file\/expert_group_final_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Research Council:<\/a><a href=\"https:\/\/erc.europa.eu\/sites\/default\/files\/document\/file\/expert_group_final_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> A cornerstone in the European Research <\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/erc.europa.eu\/sites\/default\/files\/document\/file\/expert_group_final_report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Area \u2013 A report from an expert group<\/a>, Copenhagen, 2023.<\/li>\n<li>Bergeaud, A., Guillouzouic, A., Henry, E., e Malgouyres, C., \u2018<a href=\"https:\/\/cep.lse.ac.uk\/pubs\/download\/dp1882.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">From public labs to private firms: magnitude and <\/a><a href=\"https:\/\/cep.lse.ac.uk\/pubs\/download\/dp1882.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">channels of R&amp;D spillovers<\/a>\u2019, Centre for Economic performance, Documenti di discussione, n. 1882, 2022.<\/li>\n<li>Per i dettagli, si veda: Commissione europea \u2018<a href=\"https:\/\/iri-stg.apps.ocpt.jrc.cec.eu.int\/innovative-firms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Innovative firms in <\/a><a href=\"https:\/\/iri-stg.apps.ocpt.jrc.cec.eu.int\/innovative-firms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Europe:<\/a><a href=\"https:\/\/iri-stg.apps.ocpt.jrc.cec.eu.int\/innovative-firms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Tracking them among SMEs and mid-caps<\/a>\u2019, 2024.<\/li>\n<li>Queste considerazioni sono ulteriormente sviluppate in: Acemoglu, D. (Ed.), Redesigning AI, MIT Press, 2021; Acemoglu, D., \u2018Distorted innovation: does the market get the direction of technology right?\u2019, AEA Papers and Proceedings, Vol. 113, 2023, p. 1-2; e Gruber, J., e Johnson, S., Jump- starting America: How breakthrough science can revive economic growth and the American dream, 2019.<\/li>\n<\/ol>\n<\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;64px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;] Politiche orizzontali [\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;&#8221;] Il punto di partenza La ricerca e l&#8217;innovazione (R&amp;I) sono i principali motori della produttivit\u00e0 e del benessere delle persone [cfr. Figura 1]. L&#8217;innovazione genera esternalit\u00e0 positive, con le nuove tecnologie che fungono da trampolino di lancio per ulteriori innovazioni. 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