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copertina

Numero 67:

La dis-unione bancaria

  1. L'unione bancaria e la mezzogiornificazione della periferia

    [di Thomas Fazi] L’unione bancaria non offre ai paesi più deboli strumenti comunitari con cui gestire le crisi bancarie, ma – al contrario – priva gli Stati membri di qualunque discrezionalità in materia di gestione delle crisi, lasciandoli ancora più in balìa della turbolenza dei mercati (e dei capitali dei paesi più forti).

  2. La schizofrenia europea tra salvataggi bancari e austerità fiscale

    [di Ugo Marani] Dall’inizio della crisi, la politica economica europea si caratterizza per una fondamentale schizofrenia: politiche fiscali iper-rigorose per gli Stati (ed i cittadini), aiuti e soccorsi di ogni tipo per le banche.

  3. Ecco chi e perché fa la guerra a BCC e banche popolari

    [di Guido Salerno Aletta] Nelle ultime settimane si è montato un gran polverone mediatico contro le banche piccole, popolari e cooperative, accusate di essere più deboli ed inefficienti delle grandi banche. Ma i dati dimostrano esattamente il contrario. La verità è che le banche minori sono le uniche che finora hanno resistito alla mercatizzazione del sistema: per questo oggi sono sotto attacco.

  4. La stampa di moneta non ha causato inflazione ma… deflazione

    [di Wolf Richter] I soldi delle banche centrali non sono mai arrivati nelle tasche dei consumatori, se non sotto forma di debito. Il fiume in piena del QE si è riversato piuttosto nei grandi istituti finanziari e nelle grandi imprese, provocando bolle, distruzione di capitale e cattivi investimenti.

  5. L’accordo sul clima di Parigi: obiettivi ambiziosi, strumenti inadeguati

    [di Roberto Palea] Tanto sono impegnativi ed ambiziosi gli obiettivi che l’accordo si prefigge quanto deboli e scarsamente credibili sono i mezzi proposti per conseguirli. Oggi più che mai è necessaria la creazione di un’istituzione sopranazionale, adeguatamente finanziata, cui venga demandata l’attuazione degli obiettivi COP21.

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