Unione europea: 60 anni + 1. Il bilancio di Giuliano Amato

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L’ex premier, oggi giudice della Corte Costituzionale, intervistato dal nostro direttore Lorenzo Robustelli, a chiusura dell’evento organizzato da Istituto affari internazionali, Villa Vigoni e Friedrich Ebert stifstung a Roma il 26 marzo scorso a Roma

Roma – Le riflessioni finali della conferenza “Unione europea: 60+1” per riflettere sull’attuale fase politico istituzionale che l’Unione europea sta attraversando e sul futuro del progetto europeo, sono state formulate da Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale, e introdotte e moderate da Lorenzo Robustelli, direttore responsabile di Eunews. Amato ha osservato che, nell’odierna Europa, alla già esistente frattura nord-sud di natura economica, si è affiancata quella estovest, che si delinea invece sul terreno dei valori e rappresenta una sfida molto più profonda. Di fronte a queste forze divisive, ci vuole il coraggio delle idee. Secondo Amato l’integrazione differenziata è l’unico modo per agire in maniera decisiva ed efficace, sia nell’ambito della PeSCo che dell’eurozona, ma occorre pensare ad una nuova narrativa. In effetti, il deficit democratico percepito nell’Ue non è dovuto solo alla sua complessità istituzionale o alle procedure di selezione dei suoi funzionari, ma anche alla mancanza di una narrativa credibile sui risultati europei raggiunti.

La conferenza “Unione europea: 60+1” si è tenuta il 26 marzo a Roma, organizzata dalla Fondazione Friedrich Ebert (Fes), dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) e dal Centro italo-tedesco per l’eccellenza europea Villa Vigoni.