Delphi, dall’inviata – Rinnovabili, nucleare e, soltanto in assenza di alternative, combustibili fossili. È questo l’ordine di priorità delle fonti energetiche da cui l’Unione europea dovrebbe attingere, secondo il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, il cipriota Costas Kadis. “Dobbiamo rimanere concentrati sul nostro percorso verso la neutralità climatica, che è l’unica via sostenibile”, ha dichiarato in un’intervista esclusiva a Eunews, a margine dell’undicesima edizione del Delphi Economic Forum.
Nel contesto dell’attuale crisi energetica, Kadis ha sottolineato come la Commissione europea, in materia di mercati, stia “valutando tutte le possibilità, tenendo conto ovviamente degli interessi strategici dell’UE”. In vista del summit informale a Cipro, il commissario si è detto “ottimista” sugli esiti dei lavori: “Durante il collegio dei commissari abbiamo discusso delle questioni energetiche e presentato proposte per misure a breve, medio e lungo termine, necessarie ad affrontare sia le conseguenze della crisi in Medio Oriente sia le sfide strutturali del settore energetico”.
Tra le soluzioni delineate nella strategia AccelerateEU figurano un maggiore coordinamento tra gli Stati membri – per garantire sincronia nel riempimento delle scorte di gas, flessibilità nelle regole, rilascio di stock petroliferi e disponibilità di carburanti – e misure temporanee e mirate a sostegno di consumatori e industrie vulnerabili. Tra queste, sussidi selettivi, voucher energetici, leasing sociale, riduzione delle accise sull’elettricità e un nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. A ciò si aggiungono l’accelerazione verso le energie pulite, il rafforzamento delle reti elettriche e un incremento degli investimenti attraverso un uso più efficace dei fondi europei.
“Con queste proposte – ha aggiunto Kadis – sono certo che gli Stati membri potranno prendere decisioni informate, tenendo conto del lavoro svolto dalla Commissione”.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente destano preoccupazione anche per i settori di competenza del commissario, in particolare pesca e oceani. Per rispondere alle criticità, la Commissione UE sta lavorando a una tabella di marcia per la transizione energetica nei comparti della pesca e dell’acquacoltura. Il documento, che rientra nel Patto europeo per gli oceani, sarà presentato “entro la fine dell’anno”.
Già con il piano per l’economia blu, annunciato in occasione del vertice delle Nazioni Unite sugli oceani del 2025, per la prima volta Bruxelles aveva annunciato il suo impegno per sostenere la crescita sostenibile delle comunità costiere e la tutela degli ecosistemi marini, con uno stanziamento di un miliardo di euro destinato alla conservazione degli oceani, alla ricerca scientifica e alla pesca sostenibile. Tuttavia, per Kadis non è sufficiente.
“La nuova tabella di marcia – ha spiegato – fornirà indicazioni concrete e misure operative per abbandonare i combustibili fossili ed evitare futuri shock energetici come quello attuale”. In un’Unione europea ancora fortemente dipendente da queste fonti, l’obiettivo resta chiaro: “Allontanarsene progressivamente, per garantire maggiore sostenibilità, stabilità e prevedibilità a tutti i settori economici”.













