Bruxelles – La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica e una raccolta di contributi per preparare i futuri requisiti di ecodesign che renderanno più semplice per i consumatori riparare i prodotti che acquistano. Fissando nuovi requisiti di riparabilità nell’ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), Bruxelles intende sostenere “l’ambizione dell’UE di avere un’economia più circolare e competitiva”.
Secondo l’esecutivo comunitario, i futuri requisiti “contribuiranno a rendere più facili da riparare un’ampia gamma di prodotti immessi sul mercato dell’UE, prolungandone così la vita utile e riducendo i rifiuti”. Per i consumatori, assicura la Commissione, significherà “prodotti più duraturi, minori costi di riparazione e più scelta quando si tratta di aggiustare gli oggetti di uso quotidiano”.
Il confronto è aperto a tutte le parti interessate: cittadini, imprese, ONG, autorità pubbliche e ricercatori. Bruxelles vuole capire quali difficoltà incontrano oggi consumatori e riparatori e quali misure potrebbero migliorare la situazione, compreso l’accesso ai pezzi di ricambio e la disponibilità di servizi di riparazione e manutenzione.
Consultazione e raccolta di contributi restano aperte fino al 9 febbraio 2027. Le risposte confluiranno nella valutazione d’impatto per un possibile atto delegato che fissi i nuovi requisiti di riparabilità previsti dall’ESPR.
Il regolamento, definito “una pietra angolare della strategia dell’UE per creare un mercato unico dei prodotti sostenibili”, è attualmente in fase di attuazione attraverso il piano di lavoro 2025-2030. La Commissione sta preparando atti delegati per i gruppi di prodotti prioritari, tra cui acciaio e ferro, tessili, alluminio, mobili e pneumatici, oltre a misure orizzontali su riparabilità e contenuto riciclato.












