Bruxelles – “Nessun Paese deve essere lasciato indietro, né affrontare una crisi da solo”. È la promessa che l’Unione europea si impegna a mantenere da 25 anni attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile, attivato per la prima volta il 23 ottobre 2001. In occasione dell’anniversario, la commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha annunciato un nuovo piano per rafforzare la preparazione alle emergenze negli Stati membri e nei Paesi partecipanti al Meccanismo, proponendo inoltre di istituire il 23 ottobre come Giornata europea della preparazione alle crisi.
Le linee guida anticipate da Lahbib si articolano in quattro aree di intervento. La prima riguarda la capacità di affrontare un’emergenza per almeno tre giorni, rafforzando la preparazione dei cittadini e la loro autonomia nelle fasi iniziali di una crisi. La seconda punta sulla formazione nelle scuole, coinvolgendo sia gli alunni sia gli insegnanti. “Imparare cosa fare quando suona la sirena dovrebbe essere naturale come imparare a nuotare. Attraverso il gioco e la routine, possiamo insegnare ai bambini a essere preparati, a non avere paura”, ha sottolineato la commissaria.
La terza area riguarda l’inclusione delle persone con disabilità nella pianificazione delle emergenze, insieme alla formazione delle autorità e dei primi soccorritori, affinché le esigenze di tutti siano considerate sia nella preparazione sia nella risposta alle crisi. La quarta linea guida si concentra invece sulla comunicazione dei rischi e sull’accesso a informazioni affidabili. “Le persone devono sapere cosa fare prima di una crisi e dove trovare informazioni di cui fidarsi”, ha affermato Lahbib. Un aspetto che, nell’era della disinformazione e dei deepfake, assume un’importanza ancora maggiore: “Nell’era dei deepfake, questo è più importante che mai”.
In 25 anni, il Meccanismo europeo di protezione civile è stato attivato più di 900 volte, per coordinare gli aiuti tra i Paesi europei e sostenere anche le popolazioni colpite da emergenze al di fuori dell’Unione. Un Eurobarometro pubblicato la settimana scorsa dimostra che fino a nove europei su dieci ritengono importante che l’Unione coordini la risposta alle catastrofi, sia al proprio interno sia nei Paesi terzi, mentre il 94 per cento è convinto che gli Stati membri debbano sostenersi reciprocamente quando un’emergenza supera le capacità di risposta di un singolo Paese.
Lo scorso anno, la Commissione europea aveva proposto di rafforzare il sistema con nuovi strumenti e finanziamenti, per migliorare la preparazione alle emergenze e rendere la risposta più rapida ed efficace. Un obiettivo che, secondo Lahbib, richiede anche risorse adeguate nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE. “Abbiamo bisogno di forti finanziamenti nel prossimo bilancio dell’UE”, ha avvertito.
“Venticinque anni fa l’Europa fece una promessa: nessun Paese avrebbe dovuto affrontare un disastro da solo. Siamo qui per mantenere questa promessa. Continueremo a tendere quella mano per i prossimi 25 anni”, ha concluso Lahbib.











