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    Home » Diritti » Il Parlamento europeo procede con la stretta sui rimpatri, passa la linea dura sostenuta dalle destre

    Il Parlamento europeo procede con la stretta sui rimpatri, passa la linea dura sostenuta dalle destre

    In commissione LIBE passa il testo di compromesso alternativo presentato dal PPE insieme a conservatori, patrioti e sovranisti. Sì ai return hubs in Paesi terzi e a detenzioni fino a 24 mesi

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    9 Marzo 2026
    in Diritti
    italia rimpatri

    Bruxelles – La maggioranza di destra al Parlamento europeo mette in cassaforte il regolamento sui rimpatri proposto un anno fa dalla Commissione europea, che prevede la possibilità di deportare persone migranti che soggiornano irregolarmente nell’Unione Europea in centri di detenzione in Paesi terzi. Dopo il sì dei Paesi membri – già a dicembre – arriva quello della commissione Libertà civili, Giustizia e Affari interni (Libe), che consacra una volta di più la fragilità della ‘piattaforma europeista’ composta da popolari, socialisti e liberali. E la nuova linea dura di Bruxelles sull’immigrazione.

    Al voto in commissione parlamentare, i tre gruppi della maggioranza sono arrivati ai minimi termini. Il testo del relatore, il liberale olandese Malik Azmani, è stato ritenuto troppo duro dalla famiglia socialista, e le negoziazioni sono saltate. Un assist perfetto per il partito popolare europeo, vero padrone dei giochi all’Eurocamera, che ha immediatamente presentato un testo di compromesso ancora più rigido, redatto con il supporto di conservatori (ECR), Patrioti (PfE) e sovranisti (ESN). Per evitare di lasciare la strada libera alle destra, i socialisti hanno chiesto di rinviare il voto e di tornare a lavorare a un testo che contenesse maggiori garanzie per i diritti fondamentali, ma la richiesta è stata respinta. A quel punto, gli eurodeputati della commissione LIBE hanno bocciato tutti gli emendamenti di compromesso del primo testo, quello di Azmani, e approvato quelli alternativi: il compromesso targato PPE, forte del supporto dell’estrema destra, è passato con 41 voti a favore e 32 contrari.

    Il mandato per avviare i ‘triloghi’ (i negoziati interistituzionali con il Consiglio dell’UE per dare la forma finale al regolamento) verrà molto probabilmente contestato – il gruppo The Left l’aveva già annunciato – e dunque il testo adottato in LIBE dovrà fare un ulteriore passaggio in Aula. Ma i numeri del Parlamento europeo riflettono quelli delle sue commissioni: insieme, il PPE e i gruppi di estrema destra hanno la maggioranza.

    “Il testo voluto dal gruppo dei Patrioti, insieme a PPE, ECR e ESN, presenta numerose novità che rivendichiamo con forza”, ha esultato Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega e del gruppo dei Patrioti per l’Europa. “Il via libera ai return hubs, cioè alle strutture e agli accordi esterni per gestire rimpatri fuori dall’UE, che vede l’Italia apripista in Europa grazie all’accordo con l’Albania”, ma anche “il divieto di reingresso obbligatorio per i migranti già sottoposti a rimpatrio forzato e la possibilità di trattenimenti più lunghi, lo stop ai cosiddetti ‘ricorsi farsa’ e nuovi obblighi di cooperazione per i migranti come, ad esempio, le perquisizioni sui cellulari per verificarne identità”.

    Per Cecilia Strada, eurodeputata del Partito democratico, “la destra festeggia, ma è come se stessero festeggiando le leggi razziali o l’ICE che deporta i bambini”. Festeggia “per un testo che metterà in prigione famiglie con bambini, persone che non hanno fatto nulla, prima di deportarli verso Paesi in cui non hanno mai messo piede”. Nei triloghi con il Consiglio dell’UE, il rischio è che il regolamento si indurisca ancora di più. Nella posizione sostenuta dai Paesi membri, è presente un articolo che aprirebbe a misure investigative diffuse e perquisizioni domiciliari, con il rischio di consentire raid delle forze dell’ordine in spazi pubblici e abitazioni private per cercare persone migranti prive di documenti. Il relatore del compromesso alternativo approvato in LIBE, François-Xavier Bellamy, ha affermato a margine del voto che, nonostante tale articolo non compaia nel testo del Parlamento, in linea di principio non ci sarebbe alcun motivo per non permettere di applicare la legge proteggendo le persone migranti soggette a un ordine di rimpatrio.

    Tags: commissione Libemigrazione e asiloregolamento rimpatri

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