Bruxelles – Siamo ancora lontani dall’obiettivo climatico del 42,5 per cento per la quota di rinnovabili nel mix energetico entro il 2030. Lo dimostrano i dati di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea. Nel 2025, il consumo lordo di energia rinnovabile in UE ha raggiunto il 26,2 per cento, con un aumento dell’1 per cento rispetto al 2024. A questo punto, ci servirebbe un aumento annuale di circa 3,3 per cento per arrivare all’obiettivo prefissato. L’Italia è al di sotto della media europea nell’utilizzo di fonti rinnovabili: il Bel Paese non raggiunge il 20 per cento e si ferma a 19,4 punti percentuali di energia derivante da fonti green.
Il Paese europeo che più di tutti ha fatto i compiti a casa è la Svezia, che raggiunge il 65,4 per cento del consumo di energia pulita. Le principali fonti di approvvigionamento per l’energia verde svedese sono biomassa solida, idroelettrico ed eolico. La Svezia ha uno stacco di ben 11,4 punti percentuali dalla seconda classificata, la Finlandia, che raggiunge il 53,0 per cento del consumo di rinnovabili, contando su biomassa solida, eolica e idroelettrica, davanti alla Danimarca con il 48,2 per cento, la cui energia rinnovabile proviene principalmente da biomassa solida, eolica e biogas. Le quote più basse di energie rinnovabili sono state registrate in Belgio (14,9 per cento), Slovacchia (16,3 per cento) e Irlanda (17,2 per cento).
Diverse sono le percentuali del 2025 sull’energia elettrica dell’UE, di cui il 49,9 per cento proviene da fonti energetiche rinnovabili, registrando un aumento di 2,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente e con un aumento del 34,0 per cento rispetto ai dati del 2004. Anche in questa sezione, l’Italia potrebbe fare di meglio dato che si trova di nuovo al di sotto della media europea, raggiungendo il 40,7 per cento di consumo di rinnovabili per l’energia elettrica.
Austria (90,8 per cento), Svezia (89,2 per cento) e Danimarca (77,7 per cento) alzano nettamente la media europea, arrivando a livelli di rinnovabili molto positivi. Bene anche Portogallo (65,6 per cento), Grecia (60,9 per cento) e Spagna (60,7 per cento), che hanno registrato quote di energie rinnovabili superiori al 60 per cento. Al contrario, arrancano Malta (11,2 per cento), Repubblica Ceca (19,2 per cento) e Lussemburgo (23,3 per cento).
L’uso di fonti energetiche rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento ha continuato ad aumentare nell’UE, con una quota che ha raggiunto il 27,4 per cento nel 2025, il valore più elevato dall’inizio delle serie temporali nel 2004 (11,7 per cento). La quota è aumentata di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024 (26,7 per cento), leggermente al di sotto dell’aumento medio annuo dal 2004 al 2025 (0,75 punti percentuali).








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