Bruxelles – Dopo la risalita dei prezzi nel secondo semestre del 2025, le bollette di luce e gas tornano a scendere nell’Unione europea. Ma il calo non riguarda tutti i Paesi allo stesso modo e l’Italia continua a pagare più della media europea, soprattutto per l’elettricità. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, relativi ai dati di gas ed elettricità della prima metà del 2026.
Il quadro restituisce un progressivo allentamento della pressione energetica sulle famiglie europee, ma con differenze nazionali ancora marcate e un costo dell’elettricità in Italia superiore alla media dell’Unione. Il tema resta tuttavia al centro delle preoccupazioni politiche europee, anche alla luce delle tensioni sui mercati e delle incertezze sulle forniture in vista dell’inverno. Proprio ieri (29 ottobre), a Lussemburgo, i ministri dell’Energia dei Ventisette si sono riuniti per discutere della volatilità dei prezzi e della sicurezza degli approvvigionamenti. In quell’occasione, il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, ha avvertito che il prossimo inverno sarà “duro”.
Per il gas, il prezzo medio europeo è sceso del 10,2 per cento rispetto al semestre precedente, passando da 0,1228 a 0,1103 euro per kilowattora. Si tratta del livello più basso registrato dalla prima metà del 2022. La flessione arriva dopo il rialzo del secondo semestre 2025, quando le tariffe erano tornate a crescere del 7,4 per cento rispetto ai sei mesi precedenti, anche per effetto delle normali oscillazioni stagionali. Il prezzo attuale è inoltre inferiore del 3,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.
In Italia il gas è passato da 0,1481 euro per kWh nella seconda metà del 2025 a 0,1137 nella prima metà del 2026, con una riduzione di circa il 23 per cento. Il Paese è così sceso dal terzo al nono posto nella classifica dei prezzi più elevati, pur restando sopra la media europea. Nel semestre appena concluso, le tariffe più alte sono state registrate in Svezia (0,2201 euro), Paesi Bassi (0,1622) e Francia (0,1347), mentre quelle più basse in Ungheria (0,033), Croazia (0,0502) e Romania (0,0594).
Anche l’elettricità registra una flessione a livello europeo, seppure più contenuta: il prezzo medio per le famiglie è diminuito del 2,2 per cento, passando da 0,2896 a 0,2832 euro per kWh. Le tariffe restano comunque ben al di sopra dei livelli precedenti alla crisi energetica del 2022. In Italia, invece, il prezzo è salito dai 0,2966 euro del secondo semestre 2025 a 0,3142 euro nella prima metà del 2026, quasi l’11 per cento sopra la media europea. Il Paese si colloca al quinto posto tra i Ventisette, dietro Irlanda (0,3871), Germania (0,3618), Belgio (0,3575) e Austria (0,326).
A incidere sulle bollette continua a essere anche la componente fiscale. Nel primo semestre 2026, tasse e oneri hanno rappresentato il 32,1 per cento del prezzo finale del gas nell’UE, in aumento di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2025. Per l’elettricità la quota si è invece ridotta al 28,4 per cento, mezzo punto in meno rispetto al semestre precedente. Le differenze tra Stati membri restano ampie: per il gas il peso fiscale raggiunge il 55,2 per cento nei Paesi Bassi e il 50,4 in Danimarca, mentre per l’elettricità arriva al 46,9 per cento in Polonia.












