Bruxelles – “E’ desolante constatare che delle persone muoiono di fame e che i poveri diventano ancora più poveri nell’Europa del 2017”. Lo ha detto il presidente del Comitato economico e sociale europeo (Cese) Georges Dassis in una dichiarazione in vista del giorno dell’Europa (9 maggio). Dassis ha sottolineato che “l’Ue potrà recuperare la fiducia dei cittadini soltanto se i funzionari europei e gli Stati membri prenderanno misure concrete per mostrare che l’Unione è loro vicina”.

“E’ vero che non parliamo quasi più dei successi dell’integrazione europea e che dimentichiamo facilmente le sue conquiste”, ha ricordato il presidente del Cese, aggiungendo: “Dobbiamo ricordarci che il progresso a cui abbiamo assistito non è caduto dal cielo, ma lo dobbiamo precisamente all’Unione europea. Niente dovrebbe essere dato per scontato, questo vale anche per la pace”. Se l’Ue ha tanti meriti che spesso non le vengono riconosciuti, oggi la sua immagine è in forte crisi davanti ai cittadini. “A partire dal 2009 alcuni valori europei, come la solidarietà, sono stati messi da parte”, ha ammesso Dassis. In più negli ultimi anni “siamo stati testimoni di una crescita spaventosa della xenofobia e dei discorsi di carattere fascista”.
La ricetta per “fare fronte a questo crescente sentimento anti-europeo” è chiara per il presidente del Cese: “L’Ue deve prendere decisioni coraggiose per uscire dall’impasse e dalla crisi”. Da questo punto di vista, il Cese “ha già proposto da tempo delle soluzioni concrete”: per esempio sulla condivisione dei debiti pubblici nazionali a livello europeo e l’introduzione di un salario minimo per tutti i cittadini europei. Misure urgenti secondo Dassis, per rilanciare un’Europa “unita, solidale, democratica, portatrice di pace e vicina ai suoi cittadini”.













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