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Jean-Claude Juncker parla in Plenaria al Parlamento europeo - © European Union 2018 - Source : EP

Juncker: "Porremo fine all'evasione fiscale dei giganti digitali"

Il presidente della Commissione: "Le aziende devono pagare le tasse dove fanno i profitti, fino ad ora non è stato sempre così"

Bruxelles – La battaglia contro l’evasione fiscale delle multinazionali in Europa resta una delle priorità della Commissione europea. È il presidente Jean-Claude Juncker a ribadirlo nel suo intervento in Plenaria a Strasburgo. “Responsabilità significa anche avere giustizia”, e per questo “dobbiamo assicurare che tutte nostre aziende paghino le tasse, inclusi i giganti digitali, e che le paghino dove fanno profitto”, mentre “fino ad ora non è stato così”. Juncker ha lamentato come “l’effettivo carico fiscale medio è del 23% mentre è solo del 10% per alcuni giganti digitali”, una discriminazione che “deve finire e a cui porremo fine”, ha promesso.

In questa battaglia, che sembra non avere mai fine, l’Unione troverà un potente alleato nella Germania di Angela Merkel. Nel programma di governo della nuova Grande coalizione, stilato con Martin Schulz, e che ora passerà al vaglio della Spd che dovrà dare il via libera al patto, tra i punti principali c’è proprio quello di assicurare una equa tassazione delle imprese, in particolare di quelle digitali.

Nel suo intervento Juncker ha parlato anche dell’importanza di proteggere la Zona euro da nuove scosse. “La moneta unica è stata protetta dalle intemperie del passato e lo faremo anche in futuro”, ha assicurato Juncker. “Dal 2014 ad oggi abbiamo aumentato in maniera significativa il capitale bancario e i crediti deteriorati sono diminuiti”, ha affermato chiedendo di “usare l’attuale clima economico positivo per adottare altre misure e rendere il sistema più resistente”, e in questo senso, ha spiegato, “lavoriamo per approfondire l’Unione bancaria”.

Tra le misure che l’Unione intende prendere per rafforzare la stabilità economica c’è quella di inserire il Patto di stabilità nei trattati. “La decisione fu presa in un Consiglio europeo del 2012, e ora vorrei che quella decisione venisse implementata. Lavoreremo a stretto contatto con Parlamento e Consiglio Ue per raggiungere questo risultato”, ha concluso il presidente.