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    Home » Politica Estera » Firmati gli accordi Open Balkan per un primo Mercato unico nei Balcani. Ma l’UE vuole la partecipazione di tutti i sei Paesi

    Firmati gli accordi Open Balkan per un primo Mercato unico nei Balcani. Ma l’UE vuole la partecipazione di tutti i sei Paesi

    Albania, Macedonia del Nord e Serbia hanno siglato i protocolli che danno il via alla prima iniziativa di cooperazione regionale. Ma il commissario Várhelyi chiede il ritorno al Mercato comune con anche Bosnia, Kosovo e Montenegro

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    21 Dicembre 2021
    in Politica Estera
    Open Balkans Varhelyi

    Il commissario per la Politica di allargamento, Olivér Várhelyi, al vertice Open Balkans (21 dicembre 2021)

    Bruxelles – Per i Balcani Occidentali il 2021 si chiude con una notizia che rende parzialmente soddisfatta l’Unione Europea: l’accordo Open Balkan per la creazione di un primo Mercato unico regionale è stato messo a terra con una serie di protocolli tra Albania, Macedonia del Nord e Serbia. Dopo l’intesa raggiunta lo scorso 29 luglio, il premier albanese, Edi Rama, il presidente serbo, Aleksandar Vučić, e il premier macedone uscente, Zoran Zaev, hanno firmato oggi (martedì 21 dicembre) a Tirana gli accordi per rafforzare la cooperazione regionale e la creazione di una zona di libero scambio basata sulle stesse libertà dell’Area Schengen (libertà di circolazione di merci, persone, capitali e servizi).

    Per essere attivati, gli accordi dovranno ora essere ratificati dai tre Parlamenti nazionali. È prevista l’eliminazione delle restrizioni nei viaggi, corsie preferenziali per i rispettivi cittadini e visti di lavoro facilitati entro il 2023. Sarà poi integrato un sistema elettronico per garantire uguale acceso ai servizi online degli altri Paesi e sarà riconosciuta la documentazione nazionale rilasciata agli esportatori e importatori di prodotti agricoli.

    Per l’UE, ma anche secondo le parole dei tre leader balcanici, Open Balkan è l’anticamera del Mercato unico europeo, una sorta di preparazione agli standard che saranno richiesti una volta completata l’adesione all’Unione. “Non è niente di meno che l’attuazione delle regole di reciprocità in atto tra gli Stati membri dell’Unione Europea”, ha dichiarato il presidente albanese Rama. Gli ha fatto eco, con una nota sibillina per lo stallo del processo di adesione di Macedonia del Nord e Albania, il premier macedone: “Il nostro obiettivo è l’UE e i suoi valori. Quando Bruxelles frena il nostro avanzamento, noi non dobbiamo fermarci, ma andare avanti“, è stato il commento di Zaev. “Non dobbiamo perdere tempo a discutere delle cose del passato, ma lavorare per il futuro dei nostri cittadini”, ha ribadito il presidente serbo Vučić.

    At #OpenBalkans Summit today:
    based on EU rules, any regional cooperation is not only welcome but is also to the benefit of #WesternBalkans & #EU. It would be ideal to find a way back to return to Common Regional Market. I invite the other three partners back in the process. pic.twitter.com/BS6YskEOiW

    — Oliver Varhelyi (@OliverVarhelyi) December 21, 2021

    Al vertice di oggi ha partecipato in videoconferenza anche il commissario UE per la Politica di vicinato e di allargamento, Olivér Várhelyi. “Sulla base delle regole dell’UE, qualsiasi cooperazione regionale non solo è benvenuta, ma è anche a beneficio dei Balcani occidentali e dell’UE”, ha spiegato il commissario intervenendo alla riunione Open Balkan con i tre leader balcanici, anche se ha chiesto di “tornare al Mercato regionale comune” secondo l’accordo di Sofia del novembre dello scorso anno. Insomma, non un Mercato unico a tre, ma che coinvolga tutti i sei Paesi della regione (anche Bosnia ed Erzegovina, Kosovo e Montenegro). Proprio i governi di Sarajevo, Pristina e Podgorica sono stati invitati da Várhelyi a “tornare nel processo”, che “espanderebbe le opportunità per le imprese e andrebbe a beneficio dei consumatori, cambiando la realtà sul terreno”.

    Il commissario UE ha appoggiato l’iniziativa Open Balkan, ma ha ricordato che “un terzo della crescita del PIL è a portata di mano solo realizzando il Mercato regionale comune“. Un altro terzo della crescita potrebbe arrivare invece dall’implementazione dei progetti del Piano economico e di investimento per i Balcani, che “si basa sull’integrazione regionale”. Senza un vero e proprio Mercato unico dei Balcani “il Piano non sarà in grado di fornire tutti i benefici e la spinta che doveva portare alla regione”, ha avvertito il commissario Várhelyi.

    Trovi un ulteriore approfondimento nella newsletter BarBalcani, curata da Federico Baccini

    Tags: albaniabosniakosovomacedonia del nordmercato unico balcanimontenegroOlivér Várhelyiopen balkanspiano economico e di investimentiserbiawestern balkans

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