Bruxelles – L’UE offre ai cittadini le chiavi per accedere alla memoria climatica della Terra e rivivere ogni cambiamento atmosferico degli ultimi ottant’anni. Il Copernicus Climate Change Service (C3S) – il servizio di monitoraggio dell’Unione europea – gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), ha lanciato ufficialmente Weather Replay, una nuova applicazione che permette di rivivere le condizioni meteorologiche di qualsiasi parte del mondo. Lo strumento consente agli utenti di navigare tra i dati meteorologici ora per ora, a partire dal gennaio 1940 fino a pochi giorni prima del presente. L’applicazione, inoltre, non è solo un archivio di dati, ma uno strumento di visualizzazione avanzato: grazie ad una selezione curata di casi studio, gli utenti possono esplorare eventi storici significativi come l’uragano Katrina del 2005 o il ciclone Nargis che colpì il Myanmar nel 2008. Oltre ai grandi eventi, l’app permette ricerche personali: è possibile, ad esempio, scoprire che tempo faceva il giorno della propria nascita.
Secondo Chiara Cagnazzo, Principal Scientist presso C3S, l’app rappresenta un passo fondamentale per rendere le informazioni climatiche più accessibili ai media e al grande pubblico: “Può essere un punto di svolta per le persone esplorare e comprendere i nostri dati”.
Weather Replay sfrutta strumenti innovativi come il dataset di rianalisi ERA5 e il nuovo sistema di archiviazione dati ARCO dell’ECMWF, permettendo di generare visualizzazioni complesse in pochi secondi. Oltre alle temperature al suolo, gli utenti esperti possono monitorare variabili dell’alta atmosfera, come il jet stream (il vento ad alta quota) a 10 km di altitudine o l’altezza di geopotenziale (il parametro meteorologico che indica la quota alla quale si riscontra un determinato valore di pressione atmosferica) fino a 500 hPa.
L’app non è solo contemplativa, ma operativa. Tra le funzioni più avanzate spiccano uno strumento di confronto che permette di affiancare due eventi diversi, come la storica ondata di calore scandinava del 2018 e quella senza precedenti del 2025, per analizzarne le differenze. Oltre a ciò, l’applicazione permette di scaricare serie temporali dettagliate e di condividerle tramite link o immagini, facilitando così la diffusione di dati verificati in report e sui social media.
“Questo sforzo tecnologico mira a trasformare l’immensa mole di dati del programma Copernicus in strumenti intuitivi per i cittadini europei“, sottolineano gli esperti del servizio “un’immagine vale più di mille parole e il modo migliore per comprendere l’evoluzione del nostro clima è esplorarla direttamente”.

![[Foto: IPA Agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/IPA_Agency_IPA35733814-350x250.jpg)
![[Foto di Shutterstock, IPA Agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/IPA_Agency_IPA66892591-350x250.jpg)
![[credits: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/Imagoeconomica_2637846-350x250.jpg)










