Bruxelles – Ucraina? Folle continuare a scommettere sulla vittoria militare di Kiev. Italia? Prioritario lavorare per un Paese che sappia tenere i giovani. Il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, a Bruxelles per partecipare a un evento con gli attivisti del Network Giovani fuori dal Parlamento europeo di Bruxelles, spazia tra politica interna ed estera, con un occhio alle prossime elezioni politiche.
“In Italia, oggi, non c’è un ambiente favorevole ai giovani. Soffriamo perché se ne vanno all’estero” e cambiare le cose “è una delle priorità che abbiamo messo al centro dell’agenda per un’alternativa di governo, una priorità su cui stiamo lavorando con tutte le altre forze progressiste”, afferma. “Qualcuno ci chiede perché non tiriamo fuori il programma, perché non ci affrettiamo”, risponde alle domande dei cronisti sulle future elezioni. La ragione sta nel “grande lavoro dal basso con cittadini anche non iscritti al movimento, secondo i criteri della democrazia partecipativa e deliberativa” che il M5S sta facendo “per avere un programma solido e concreto”, definito con una prospettiva “di lungo respiro per cambiare il Paese”. Questo processo di consultazione “verrà completato nel corso dell’estate e poi sarà condiviso con le altre forze politiche”. Conte ha in mente un progetto “non di centro-sinistra, ma progressista”.
Sul rapporto con il Partito Democratico e le possibili divergenze in vista del Consiglio europeo – con due risoluzioni distinte sull’Ucraina all’orizzonte – Conte invita a fare una valutazione più ampia: “Se guardate alla situazione attuale nel centrodestra, vedrete che su ogni questione non solo si dividono, ma litigano, furiosamente”. Quanto al campo progressista, il presidente del M5S ammette una divergenza, ma la ridimensiona. “Sulla politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su dossier che per noi sono centrali: il ripristino della legalità internazionale, la condanna di tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze”. Sull’Ucraina “con il PD, e non con AVS, c’è una diversità di impostazione, di visione e di approccio alla soluzione del conflitto. Riteniamo che la svolta negoziale sia l’unica possibile. Continuare a scommettere sulla vittoria militare è una follia, visto il fallimento di questi anni”.
Conte rivendica infine la coerenza della propria posizione fin dall’inizio. “Siamo ancora più convinti di aver visto giusto: se avessimo investito su ciò che costa nulla, il dialogo e la diplomazia, anziché continuare a finanziare un’escalation militare, avremmo evitato distruzioni, devastazioni e centinaia di migliaia di morti tra la popolazione ucraina. Oggi è improcrastinabile essere protagonisti di una svolta negoziale”. Una svolta da cui l’Italia, sottolinea, è rimasta esclusa, perché “non siamo stati invitati, non abbiamo partecipato al vertice di Londra, né al vertice sui Balcani con l’Unione europea”.









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