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    Home » Politica » Italia e Germania, Valensise: In Europa le sponde sono necessarie, per un lavoro più produttivo

    Italia e Germania, Valensise: In Europa le sponde sono necessarie, per un lavoro più produttivo

    Conversazione con il presidente del Centro Villa Vigoni, ex ambasciatore nella Bundesrepublik   , sui rapporti tra Roma e Berlino

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    27 Maggio 2018
    in Politica
    Economia tedesca in difficoltà dopo le sanzioni alla Russia [foto: archivio]
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    Trento – La Germania come la conosce Michele Valensise in Italia la conoscono in pochi. E’ stato ambasciatore a Berlino, prima di diventare segretario generale del Ministero degli Esteri ed essere, da un anno, presidente del Centro Villa Vigoni, un’istituzione bilaterale italo-tedesca che proprio la collaborazione tra i due Paesi, su molti livelli, promuove da decenni. Abbiamo tentato di provocarlo a margine del Festival “Siamo Europa” in corso a Trento sulle tensioni che sembrano esserci in questi giorni tra i due Paesi, con le forze politiche italiane che tentano di formare un governo dicendo “mai un amico della Germania al Tesoro” e con qualche giornale tedesco che accusa gli italiani, tutti, di essere “accattoni”. Ma senza grande successo, la sua visione è che la collaborazione tra i due Paesi c’è, e dove non c’è va trovata.

    “La spirale di polemiche di questi giorni è evidente – ammette Valensise – ma sono polemiche circoscritte ad alcuni settori, perché gli interessi di fondo dei due Paesi, così integrati come sono, portano verso una collaborazione, che deve e può essere aggiornata, ma anche essere consapevole dell’essenzialità del quadro europeo, proprio per poter realizzare gli interessi di tutti e due”.

    Michele Valensise

    Il futuro resterà comune, l’ambasciatore ne è convinto: “La Germania ripete che il suo è in Europa e l’Italia ha un interesse analogo, al di là delle diversità di approccio ai diversi dossier. Ripeto, l’interesse di fondo nel quale ci si muove è il quadro europeo”.

    Sarà certamente vero, ma il clima di questi giorni non sembra andare in questo senso di una collaborazione magari critica ma costruttiva. Valensise ammette che “ci sono preoccupazioni in Germania e abbiamo visto manifestazioni anche poco felici (questa è l’unica battuta che concede sulla polemica giornalistica, nda) ma sono legate alle paure che eventuali turbolenze in Italia, che è il terzo Paese dell’euro, la seconda potenza manifatturiera, ricordiamolo, avrebbero un impatto sul resto dell’Unione”. Per l’ambasciatore in Italia queste preoccupazioni dovrebbero essere soppesate “alla luce di quel che possiamo fare, nel bene e nel male, all’interno dell’Unione”.

    Tre temi nell’agenda imminente dell’Ue inducono in particolare l’Italia a elaborare una posizione coerente da portare sul tavolo, “e a realizzare al meglio i nostri interessi”, sottolinea Valensise. Questi sono: “Il confronto sul quadro finanziario pluriennale, la disciplina delle migrazioni e l’Unione bancaria. Qui una regia italiana accorta, credibile, potrebbe ben rappresentare e difendere i nostri interessi”. Il tutto, dice con convinzione, esercitando “un senso di responsabilità verso le regole e i partner dell’Ue”.

    In fondo, ricorda, l’Italia è riuscita a imporre sul tavolo europeo un tema che gli altri leader hanno tentato di tener fuori fino all’ultimo: “sulle migrazioni – rivendica – l’Unione ha fato sua la nostra visione, che abbiamo portato con un gran lavoro quando per anni era stato difficile metterla all’ordine del giorno. Abbiamo cambiato la percezione del fenomeno, rendendo chiaro che non è gestibile su base esclusivamente nazionale, anche se molto resta da fare come sappiamo, perché troppo resta ancora sulle sole spalle italiane”.

    Insomma, per avere spazio in Europa non si tratta di ribaltare il tavolo, sostiene Valensise, secondo il quale “forse conviene attrezzarci di più per difendere in maniera sistematica i nostri interessi, ma possiamo farlo solo in un’ottica europea, il che vuol dire lavorare sulle sponde necessarie, con un lavoro paziente, tenace e alla fine più produttivo”.

    E su questo Villa Vigoni che si definisce, con qualche formalismo, il “Centro italo-tedesco per l’eccellenza europea”, qualche esperienza ce l’ha. La “Villa” è cogestita e cofinanziata da un trentennio dai governi italiano e tedesco, e Valensise rivendica un lavoro di promozione “della conoscenza e dell’interscambio politico, accademico e culturale” tra i due Paesi. Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano ci hanno creduto, presentandosi più volte ad eventi con i loro omologhi tedeschi, “e speriamo di avere presto anche Sergio Mattarella e Frank-Walter Steinmeier”. L’obiettivo è “facilitare il dialogo”, lo si è detto, e ci sono programmi di incontro anche per i giornalisti dei due Paesi. Speriamo che possano allargarsi sempre di più, viste le “incomprensioni” di questi giorni.

    Tags: berlinogermaniagovernoitaliaMichele ValensiseromaSiamo europatrentoVilla Vigoni

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