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    Home » Sport » Azzurri, arancioni, verdi: la Nations League europea e le nazionali dagli ‘altri’ colori

    Azzurri, arancioni, verdi: la Nations League europea e le nazionali dagli ‘altri’ colori

    Non solo gli azzurri. Ci sono altre nazionali a sfoggiare maglie che non hanno niente a che fare con la bandiera del Paese. Rapida passerella delle formazioni che vestono la propria storia e la propria cultura

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Novembre 2020
    in Sport
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    Bruxelles – Italia alla fase finale della Nations League, la nuova competizione europea per nazioni che mette in palio un trofeo, il prestigio per chi lo vince, e anche la possibilità di salire nel ranking mondiale delle squadre più forti. Insomma, un’opportunità in più per riportare in alto la nazionale dopo la cocente mancata qualificazione ai mondiali, che ha imposto l’avvio di un percorso di ricostruzione dei colori azzurri. Già, gli azzurri.

    Perché la nazionale veste un colore non presente sul tricolore della Repubblica? Perché il colore ufficiale risale al periodo in cui l’Italia non era ancora un Repubblica. Quando la nazionale debutta, nel 1910, non c’è ancora un accordo sul colore da dare alle divise. Quindi le prime apparizioni sono in maglia bianca, colorazione provvisoria in attesa di una decisione che arriva nel 1911, e che lega la nazionale di calcio al re. L’azzurro è il colore della casa Savoia, presente nel tricolore monarchico in uso fino al 1946 a circondare lo stemma reale. Da allora il coloro è rimasto in uso, e si riferisce al passato di un’Italia che fu.

    L’Italia però non è il solo caso di nazionali che hanno deciso di “non aggiornare” il proprio kit di gioco ai cambiamenti politico-istituzionali del Paese. Un esempio in tal senso è la nazionale tedesca, da sempre in maglia bianca e calzonini neri. Sono i colori della Prussia, indipendente come regno dal 1701 al 1781 fino a confluire nell’impero tedesco di Guglielmo I e Otto von Bismack, dissolto con la prima guerra mondiale. Quando Die Mannschaft esordisce, nel 1908, si adottano i colori all’origine dell’impero. Mai più cambiato.

    Neppure la rappresentativa dei Paesi Bassi ha la maglia corrispondente ai colori della bandiera nazionale. L’arancione è il colore della casa reale degli Orange-Nassau. Qui però va notato che è la bandiera a essere modificata. Il tricolore olandese originario prevedeva tre strisce orizzontali arancione (colore reale), bianco e azzuro. Ma quando l’Olanda si erse a potenza navale, dovette ridefinire la propria insegna. I colori tenuti erano poco visibili in mare, e sembra che l’arancione si scolorisse molto velocemente con la salsedine. Ecco che l’arancio divenne rosse e l’azzurro blu.

    Altra rappresentativa che in Europa veste colori diversi da quelli della propria bandiera, l’Irlanda del nord. La storia della maglia si snoda con quella del Regno Unito, dove al football si inizia a giocare prima che nel continente. Quando l’Irlanda inizia a giocare come rappresentativa, c’è una sola Irlanda, ed è tutta parte del Regno Unito. La maglia d’esordio è blu, ma la federazione decide di adottare una maglia che possa distinguerla dalla Scozia. Si adotta il verde. Quando però gli accordi di Londra del 1921 sanciscono la nascita dell’Eire, repubblicana e indipendente, la nazionale della repubblica d’Irlanda adotta maglia bianca e calzoncini verdi per uniforme di gioco della propria nazionale. L’Irlanda del Nord decide di tenere gli stessi colori. In questo modo ci si può distinguere dalle altre nazioni costitutive del Regno Unito.

    Non finisce qui. C’è ancora Cipro, all’appello. Bandiera bianca con al centro la forma dell’isola colorata di giallo, e cinta da alloro verde. La nazionale gioca fin dagli esordi (1934) con maglia celeste e calzoncini bianchi. Col tempo l’azzurro si è scurito nella tonalità, ma nel complesso resta il l’azzurro con inserti bianchi. Suggerisce qualcosa? Sì, la Grecia. La nazionale cipriota ha scelto per le proprie uniformi da gioco l’accostamento celeste/azzurro e bianco in onore della Grecia, a cui ci si sente molto affine per lingua e cultura.

    Le particolarità legate alle nazionali in campo con colori di non immediata comprensione si allargano anche alla Slovenia. Maglia bianca con inserti bianco-blu fino al 1993, poi in campo vestendo di bianco e verde. Perché verde? La decisione è politica. Si optò per la soluzione verde-bianca per via dei colori della capitale Lubiana. Ma gli sloveni non l’hanno presa bene, e dopo continue e ripetute proteste di piazza alla fine si è tornati a vestire di bianco con inserti e decorazioni blu.

    Anche l’Austria fino a non molto tempo fa sfoggiava colori ‘particolari’. Solo nel 2004 la nazionale ha iniziato a utilizzare casacche rosse e calzincini rossi, nel rispetto della bandiera nazionale. Prima di allora la squadra ha giocato sempre con gli stessi colori della Germania: maglia bianca e calzonini neri. Non è chiaro il motivo di questa scelta. Lo stemma d’Austria – un’aquila nera su sfondo bianco – viene adottato solo dopo la prima guerra mondiale, e quando la nazionale fa il suo esordio, nel 1902, sventola ancora la bandiera giallo-nera degli Asburgo. Probabilmente la vicinanza linguistico-culturale con i più forti tedeschi spiega la scelta durata oltre un secolo.

    Tags: austriacalciociprocolorigermaniaIrlanda del norditaliamaglieNations Leaguepaesi bassi

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