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    Home » Economia » L’UE esorta gli Stati ad un reddito minimo contro caro-energia e inflazione

    L’UE esorta gli Stati ad un reddito minimo contro caro-energia e inflazione

    La proposta si spinge oltre il salario di base, e prevede una riforma del mercato del lavoro per garantire accesso ai servizi abilitanti ed essenziali. Critiche dei Verdi: "Serve direttiva, strumenti non vincolanti non funzionano"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Settembre 2022
    in Economia
    [foto: Wikimedia Commons]

    [foto: Wikimedia Commons]

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    Bruxelles – Criteri minimi di riferimento, a partire dalla soglia di povertà. Ma anche misure per migliorare il mercato del lavoro, per re-inserirvi chi vi è uscito, e aumentare la presenza femminile. Sulla scia del riordino a livello europeo delle politiche per un salario minimo, la Commissione si spinge oltre presentando un pacchetto di misure volte a garantire un reddito minimo per tutti e una riorganizzazione del mercato del lavoro. Nessuna regola e nessun obbligo, poiché la comunicazione indirizzata agli Stati membri, in quanto tale, offre solo una serie di suggerimenti per mettere al sicuro la popolazione.

    Si parte con la raccomandazione a definire fonte di reddito che tengano conto di almeno uno dei criteri tra soglia nazionale di rischio di povertà, valore monetario di beni e servizi necessari come alimentazione, alloggio e assistenza sanitaria, secondo nazionale definizioni,  o ancora livelli stabiliti a livello nazionale paragonabili ai primi due criteri. Inoltre, si invitano i governi ad applicare criteri di ammissibilità “trasparenti e non discriminatori” per percepire un reddito minimo, rendendo più facile e più accessibile la richiesta di un reddito minimo e ricevere più rapidamente una decisione e un riesame.

    Il reddito minimo passa però anche per una riordino dei centri di collocamento e per l’impiego. La comunicazione invita a fare in modo che coloro che possono lavorare siano aiutati entrare o ri-entrare nel mercato del lavoro, ad esempio attraverso un sostegno per migliorare le competenze, cercare un lavoro e mantenerlo, un sostegno (post)collocamento.

    La Commissione vuole inoltre sistemi che consentano di “accompagnare il sostegno al reddito migliorando l’accesso ai servizi abilitanti“, quali istruzione e cura della prima infanzia, assistenza sanitaria, assistenza a lungo termine e alloggio, e ai servizi essenziali, come acqua, servizi igienico-sanitari, energia, trasporti, servizi finanziari e le comunicazioni digitali.

    Per la Commissione le misure sono più che mai necessarie alle luce degli ultimi avvenimenti. Un reddito minimo adeguato “è estremamente rilevante nell’attuale contesto di aumento dei prezzi dell’energia e inflazione in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, poiché le misure di reddito possono essere mirate a favorire specificamente i gruppi vulnerabili”, sottolinea il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis, convinto che “quest’autunno sarà importante che gli Stati membri modernizzino i propri ammortizzatori sociali con un approccio di inclusione attiva per aiutare i più bisognosi”.

    L’Europea mette a disposizione degli Stati cinque diversi programmi comuni di spesa per queste riforme. Il fondo sociale europeo (99,3 miliardi fino al 2027), il programma EaSI per l’occupazione e l’innovazione sociale, il Fondo per lo sviluppo delle regioni, senza dimenticare i piani di ripresa finanziati attraverso il Recovery fund.

    La proposta non convince Liina Carr, segretario della Confederazione europea dei sindacati (ETUC). “L’aumento dei prezzi ha colpito più duramente le persone in condizioni di povertà, e i poveri non possono aspettare fino al 2030 per l’attuazione delle raccomandazioni”, critica. Le raccomandazioni “ devono essere adottate e attuate il prima possibile”.

    Dal Parlamento europeo arrivano i rilievi di Sara Matthieu, eurodeputata dei Verdi e coordinatrice del gruppo in commissione Lavoro. “Finora gli strumenti non vincolanti non sono riusciti a tenere le persone nell’UE fuori dalla povertà”. Perciò, incalza, “abbiamo bisogno di una direttiva dell’UE” invece di raccomandazioni non vincolanti.

    Tags: Etuclavororeddito minimosara matthieuueValdis Dombrovskisverdi

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