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    Home » Politica » Renzi: Bene il quantitative easing, ma impone di mettere il turbo sulle riforme

    Renzi: Bene il quantitative easing, ma impone di mettere il turbo sulle riforme

    Nel bilaterale con Merkel, il premier rassicura sul percorso di riforme italiano la cancelliera, la quale apprezza il lavoro del governo e sottolinea che le valutazioni positive provengono anche dagli imprenditori tedeschi in Italia

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    23 Gennaio 2015
    in Politica
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    Le decisioni prese ieri dalla Banca centrale europea, che ha stabilito l’avvio del quantitative easing (Qe) sui titoli di Stato dell’Eurozona, “sono importanti” e “positive”, ma “ci impongono di mettere il turbo al percorso di riforme”. E’ questa la valutazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che oggi ha affrontato l’argomento con la cancelliera tedesca Angela Merkel in un vertice bilaterale, a Firenze, a margine del quale i due capi di governo hanno tenuto una conferenza stampa ai piedi del Davide di Michelangelo.

    Il premier italiano ha rassicurato la collega tedesca. La più grande preoccupazione emersa in Germania sugli effetti delle misure stabilite ieri dalla Bce, che cioè possano frenare il percorso di riforme negli stati membri, secondo Renzi non ha fondamento. E pare sia riuscito a convincere Merkel, la quale sta apprezzando la “velocità impressionante” alla quale procede il governo italiano, ed esclude “che ci possano essere rallentamenti a cuasa del Qe”.

    La leader di Berlino ha riscontrato che anche gli imprenditori tedeschi in Italia – incontrati in mattinata nel suo albergo – sono “contenti” delle riforme portate avanti dal governo Renzi. In particolare quella del lavoro, perché “adesso possono assumere senza temere che poi dovranno sostenere costi imprevisti”, ha precisato Merkel.

    Il discorso sul quantitative easing che non deve rallentare le riforme, ha avvertito però Merkel, “deve valere per tutti i paesi”. Su ciò, ha annunciato, “vigileremo nei prossimi mesi”. Impossibile non leggere un riferimento alla Grecia. Dove le elezioni che si terranno domenica vanno verso un annunciato cambiamento degli equilibri politici, con la vittoria di Syriza che appare ormai scontata.

    Tanto Renzi quanto Merkel non sembrano temere l’ascesa di Alexis Tzipras, leader del movimento greco. Entrambi hanno “rispetto per le decisioni che il popolo greco prenderà in autonomia”. Qualunque sarà il risultato, hanno assicurato i due, dal giorno dopo sono pronti a sedersi attorno a un tavolo con il vincitore, per “discutere tranquillamente le soluzioni”, ha annunciato la tedesca, con l’impegno a “mantenere la Grecia all’interno del grande progetto europeo”, ha aggiunto l’italiano.

    Proprio a proposito del progetto europeo, Renzi ha messo l’accento sui “quattro fattori nuovi” che “nell’ultimo mese” hanno determinato un “cambiamento” nella politica economia e nella stessa economia dell’Europa: “il piano di investimenti di Jean Claude Junker, la comunicazione della Commissione sulla flessibilità, il Qe della Banca centrale europea, e l’attuale rapporto tra euro e dollaro”. Sono questi gli elementi che fanno intravvedere al premier quel “cambiamento della narrativa europea” al quale ha chiesto alla cancelliera di “lavorare insieme”. Perché è convinto sia necessario per “appassionare i giovani” e non dare loro l’impressione che l’Europa sia “solo vincoli economici e burocratici”.

    Nel corso dell’incontro i due hanno discusso anche dell’agenda per il prossimo G7 che sarà presieduto dalla Germania e in cui, tra gli argomenti  principali, la cancelliera ha annunciato che ci saranno “l’energia, la salute, la crisi in Libia”. L’inserimento di quest’ultimo tema all’ordine del giorno è una conquista di Renzi, che da tempo va chiedendo alla comunità internazionale di affrontare la questione – lo ha fatto anche davanti all’Assemblea generale delle Nazioni unite – e finalmente ha ottenuto da Merkel il riconoscimento che “la Libia è un problema per l’Italia” nel confrontarsi “con i flussi migratori”, ma “è anche una grande sfida per noi tutti”.

    Tags: germaniaitaliamerkelPiano Junckerrenziriforme

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