- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 29 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » A Ginevra si cerca di salvare l’accordo sul nucleare iraniano (prima che torni Trump)

    A Ginevra si cerca di salvare l’accordo sul nucleare iraniano (prima che torni Trump)

    Durante i colloqui tenutisi in Svizzera tra i rappresentanti delle parti del Jcpoa (più l’Unione europea) si è deciso di continuare il dialogo, ma i rapporti tra Teheran e l’Occidente sono ancora piuttosto tesi. Sullo sfondo incombe l’ombra lunga dell’insediamento del tycoon repubblicano alla Casa Bianca

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    29 Novembre 2024
    in Politica Estera
    Iran

    Foto: Joe Klamar/Afp

    Bruxelles – A Ginevra si corre contro il tempo per non far naufragare definitivamente l’accordo sul nucleare iraniano prima che Donald Trump entri in carica il prossimo gennaio. I rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito ed Unione europea si sono incontrati nella città elvetica con gli inviati della Repubblica islamica per cercare di sbloccare i complessi negoziati sul programma nucleare civile di Teheran. Alla fine si è scelto di mantenere aperto il dialogo, ma non ci sono state grandi svolte.

    Il clima, già all’avvio dei colloqui, non era dei più distesi. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi si è lamentato dell’atteggiamento europeo, sostenendo che Bruxelles “dovrebbe abbandonare il suo comportamento egocentrico e irresponsabile” per quanto riguarda una serie di questioni internazionali, come appunto il programma nucleare del suo Paese ma anche la guerra in Ucraina.

    Tutto si tiene negli incontri tra i diplomatici in Svizzera. Da tempo, l’Ue sta facendo pressione sull’Iran affinché smetta di sostenere lo sforzo bellico del Cremlino, rifornendo la Federazione con missili balistici e droni. Ma Teheran ha fatto finora orecchi da mercante, ricevendo in cambio nuove sanzioni da parte dei Ventisette.

    Quanto al nucleare degli ayatollah, il Vecchio continente lamenta la mancanza di cooperazione con l’agenzia Onu dell’energia atomica (Aiea), ed alcuni Paesi europei temono che l’Iran sia intenzionato a costruire la bomba atomica – un timore giustificato, dicono, dalle crescenti scorte di uranio altamente arricchito che Teheran starebbe accumulando. I capi delle intelligence britannica e francese hanno dichiarato oggi (29 novembre) che il rischio di una proliferazione nucleare iraniana potrebbe rappresentare la “minaccia più critica” nei prossimi mesi, e che le ambizioni di Teheran “continuano a minacciare tutti noi”.

    La sfiducia si era già percepita lo scorso 21 novembre, quando Berlino, Londra e Parigi hanno chiesto all’ispettorato dell’Aiea di stilare un rapporto completo sulle attività nucleari dell’Iran, che è un passo preliminare per l’imposizione di nuove sanzioni sul Paese mediorientale. L’agenzia Onu ha dichiarato che Teheran ha intenzione di installare 6mila nuove centrifughe per portare il programma di arricchimento dell’uranio al 5 per cento, mentre il limite fissato dagli accordi internazionali è del 3,67 per cento.

    Il capo dell’Aiea Rafael Grossi (foto: Atta Kenare/Afp)

    D’altro canto, la Repubblica islamica sostiene che gli europei abbiano ignorato alcuni segnali di apertura come la disponibilità di limitare l’arricchimento al 60 per cento e di consentire il ritorno degli ispettori dell’Aiea in Iran. Quanto alla guerra in Ucraina, la linea ufficiale è che nemmeno un missile balistico sia stato fornito alla Russia. Il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi ha dichiarato nei giorni scorsi che un eventuale ritorno al regime sanzionatorio dell’Onu potrebbe mettere in discussione l’opposizione (fissata tramite fatwa) di Teheran allo sviluppo di armi atomiche.

    Alla fine, si è deciso di continuare il dialogo, ma non è stata raggiunta alcuna svolta negoziale cruciale. A Ginevra, i rappresentanti europei dovevano valutare la solidità dell’offerta iraniana, cercando nel contempo di convincere Teheran a ridurre il suo sostegno a Mosca nel conflitto ucraino, magari revocando alcune sanzioni economiche.

    Ma i rapporti tra le parti continuano a non essere particolarmente distesi. In un incontro preliminare tra Gharibabadi e il capo negoziatore dell’Ue, Enrique Mora, non si è riuscito a trovare molto terreno comune. “L’Europa non dovrebbe proiettare i propri problemi ed errori sugli altri”, ha scritto l’inviato iraniano su X. Rispetto alla guerra in Ucraina, secondo Gharibabadi Bruxelles “non ha alcun terreno morale per predicare agli altri sui diritti umani” dato il “comportamento complice nei confronti del genocidio in corso a Gaza”, mentre sul nucleare “l’Europa non è riuscita ad essere un attore serio per mancanza di fiducia in se stessa e di responsabilità”, ha aggiunto.

    Soprattutto, a pendere sui colloqui come una spada di Damocle c’era l’inaugurazione della seconda presidenza Trump dall’altra parte dell’Atlantico, in calendario per il prossimo 20 gennaio. Durante il suo primo mandato, il tycoon newyorkese aveva assunto una posizione da “falco” nei confronti del regime degli ayatollah, facendo uscire gli Stati Uniti dal Jcpoa (l’accordo risalente al 2015 e negoziato, oltre che da Washington e Teheran, dal gruppo cosiddetto E3 che comprende Francia, Germania e Regno Unito) e imponendo sull’Iran la “massima pressione” tramite la reintroduzione delle sanzioni economiche.

    Tags: Accordo nucleare Usa IranE3IranJcpoa

    Ti potrebbe piacere anche

    metsola zelensky ucraina
    Politica Estera

    Zelensky all’Eurocamera per i mille giorni dall’inizio della guerra in Ucraina: “Spingiamo la Russia verso una pace giusta”

    19 Novembre 2024
    Donald Trump
    Politica Estera

    La presidenza Trump al centro del dibattito all’Eurocamera. Borrell: “Dobbiamo essere pronti”

    13 Novembre 2024

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Gas - stoccaggi

    Gli stoccaggi di gas in Europa sono ai minimi storici

    di Rodolfo Fabbri @ErreFabbri
    29 Luglio 2026

    Il Paese con il maggiore livello di gas nei depositi è il Portogallo, con un riempimento dell’84 per cento; segue...

    diplomatici - Francia - Iran

    Scontro sul caso dei diplomatici francesi in Iran: l’UE denuncia una violazione del diritto internazionale

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Luglio 2026

    Secondo l'Alta rappresentante Kaja Kallas, l'accaduto violerebbe l'articolo 29 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche: "La persona dell'agente diplomatico...

    La periferia di Kiev colpita da attacco missilistico russo. Crediti: Carlo Cremonesi via Imagoeconomica

    L’UE convoca l’incaricato d’affari russo dopo i droni in Romania e l’attacco al Consolato lettone in Ucraina

    di Iolanda Cuomo
    28 Luglio 2026

    La decisione arriva dopo il sorvolo di droni russi nello spazio aereo della Romania e la distruzione del Consolato onorario...

    [foto: imagoeconomica]

    L’allarme BCE: “Dieci anni dopo gli accordi di Parigi sforzi insufficienti sul clima”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Luglio 2026

    La Banca centrale europea produce uno studio che identifica pochi progressi nella lotta al surriscaldamento del pianeta

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione