Bruxelles – La Commissione europea ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora a 18 Paesi tra cui l’Italia per non aver comunicato l’integrale recepimento della direttiva sul diritto alla riparazione.
“La direttiva promuove un consumo sostenibile rendendo più semplice riparare i prodotti anziché sostituirli” e “conferisce ai consumatori il diritto di richiedere la riparazione di prodotti quali smartphone, lavatrici o frigoriferi, anche dopo la scadenza della garanzia legale”, spiega la Commissione. I fabbricanti sono tenuti a offrire riparazioni a un prezzo e in tempi ragionevoli, nonché a fornire informazioni chiare sui propri servizi di riparazione. Così “la direttiva aiuta i consumatori a risparmiare denaro, ridurre i rifiuti, prolungare il ciclo di vita dei prodotti e diminuire le emissioni di gas a effetto serra”, aggiunge.
La Commissione ha inoltre deciso di avviare procedure di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora a Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Finlandia e Svezia per non aver comunicato l’integrale recepimento della direttiva delegata (UE) 2026/74, che modifica la direttiva sul diritto alla riparazione ed estende l’ambito di applicazione del diritto alla riparazione agli apparecchi di riscaldamento domestico per interni, come caminetti, stufe elettriche portatili o riscaldatori a pavimento. Gli Stati membri avevano tempo fino al 31 luglio 2026 per recepire la direttiva e la direttiva delegata nelle rispettive legislazioni nazionali, ma ad oggi 18 Stati membri non hanno notificato alla Commissione l’integrale recepimento della direttiva, e altrettanti non hanno notificato l’integrale recepimento della direttiva delegata. La Commissione ha quindi inviato le lettere di costituzione in mora agli Stati membri interessati che ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrebbe decidere di emettere un parere motivato.










