Bruxelles – La Commissione europea ha avviato le procedure di infrazione contro tutti gli Stati membri in merito alle emissioni industriali e degli allevamenti. Oggi (25 settembre) Palazzo Berlaymont ha inviato una lettera di costituzione in mora a tutte le capitali – Roma compresa – per non aver notificato le misure di pieno recepimento della direttiva sulle emissioni industriali e degli allevamenti.
Bruxelles riconosce che “le attività industriali svolgono un ruolo essenziale nell’economia dell’UE“, ma sottolinea che “possono anche rappresentare una fonte significativa di inquinamento, oltre a generare rifiuti e consumare ingenti quantità di energia”. In questo quadro si inserisce la direttiva sulle emissioni industriali (IED) che, dal 2010, “affronta gli impatti sull’ambiente e sulla salute umana di oltre 50mila impianti industriali, imponendo l’uso delle migliori tecniche disponibili e il rispetto di intervalli di livelli di emissione”. Ora, la direttiva aggiornata sulle emissioni industriali e degli allevamenti “innalza il livello di ambizione promuovendo l’innovazione e la trasformazione attraverso le tecniche di riduzione delle emissioni più efficaci e praticabili“. In particolare, rende “più rigorose le norme sulla riduzione delle emissioni, mira a diminuire l’uso di sostanze chimiche pericolose ed estende il campo di applicazione della precedente IED”. In aggiunta, “rafforza i diritti del pubblico e introduce un nuovo diritto a richiedere un risarcimento per i danni alla salute causati da inquinamento illegale”.
Gli Stati membri avevano tempo fino allo scorso primo luglio per recepire la direttiva aggiornata, ma ad oggi nessuno Stato membro ha comunicato alla Commissione di averlo fatto integralmente entro i termini stabiliti. Dunque, l’esecutivo UE ha inviato oggi le ventisette lettere di messa in mora. I Paesi ora hanno due mesi di tempo per rispondere e notificare alla Commissione le misure di recepimento integrale. Ma, “in assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato”.


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