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    Home » Economia » Lavoro, sì dell’Ue a 1,1 mld di aiuti di Stato dell’Italia all’occupazione di under 35 e donne

    Lavoro, sì dell’Ue a 1,1 mld di aiuti di Stato dell’Italia all’occupazione di under 35 e donne

    La misura è destinata ai giovani sotto i 35 anni che non hanno mai avuto un contratto indeterminato e alle donne che risiedono nel Mezzogiorno e non hanno avuto un impiego stabile negli ultimi 6 mesi. I datori che entro il 31 dicembre 2025 faranno questo tipo di assunzioni saranno esentati dal pagamento dei contributi previdenziali obbligatori

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    31 Gennaio 2025
    in Economia

    Bruxelles – Sostenere l’occupazione giovanile e femminile in Italia. E’ l’obiettivo degli aiuti di Stato pari a 1,1 miliardi di euro a cui oggi la Commissione europea ha dato il suo via libera. Per la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, il sì della Commissione europea “costituisce un successo per il governo Meloni e una grande opportunità per il Paese intero. Potremo dare – ha aggiunto in un video su X – nuovi strumenti ai giovani e alle donne per entrare nel mondo del lavoro e dalla combinazione delle varie misure contiamo di creare fino a 180 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato”. Mentre Bruxelles ha evidenziato che “il regime contribuisce agli obiettivi della politica sociale e occupazionale dell’Ue ed è in parte finanziato dal Fondo sociale europeo Plus (Fse+)”.

    Il regime consiste in due misure destinate ai giovani sotto i 35 anni che non hanno mai avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato e alle donne che risiedono nel Mezzogiorno e non hanno avuto un impiego stabile negli ultimi 6 mesi. L’aiuto sosterrà i gruppi di lavoratori più vulnerabili che registrano livelli di disoccupazione più elevati rispetto ad altre categorie, come ad esempio i lavoratori over 35 o di sesso maschile, e “affronta anche il problema della disoccupazione femminile nelle regioni del Mezzogiorno, dove il tasso di disoccupazione è notevolmente più elevato rispetto al resto dell’Italia e alla media dell’Ue”, ha osservato la Commissione. Più nello specifico, nell’ambito di tale regime, i datori di lavoro che assumono entro il 31 dicembre 2025 giovani o donne con un contratto a tempo indeterminato saranno esentati dal pagamento dei contributi previdenziali obbligatori. L’importo massimo di aiuto è di 650 euro al mese per lavoratore e di 500 euro per i giovani che risiedono in zone diverse dal Mezzogiorno e i datori di lavoro ammissibili riceveranno l’aiuto per un periodo di 24 mesi dopo l’assunzione.

    “Garantire un’occupazione stabile ai giovani e alle donne resta una priorità e un obiettivo strategico per l’Unione europea”, ha commentato la vice presidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera. “Questo regime da 1,1 miliardi di euro consentirà all’Italia di offrire ai lavoratori interessati migliori prospettive lavorative e di combattere le disparità regionali”, ha evidenziato.

    La Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme dell’Ue sugli aiuti di Stato e ha concluso che “il regime è necessario e adeguato” per promuovere “un’occupazione stabile per quei lavoratori che incontrano notevoli difficoltà a entrare nel mercato del lavoro o a rimanervi attivi a lungo termine”. In più, “l’aiuto è proporzionato in quanto è limitato a quanto strettamente necessario per incoraggiare l’occupazione stabile dei gruppi vulnerabili di lavoratori e per coprire circa il 30% dei costi salariali del datore di lavoro” e “dispone di garanzie sufficienti per evitare abusi, ad esempio il licenziamento di dipendenti esistenti per sostituirli con nuovi dipendenti e ricevere il sostegno previsto da una delle misure sovvenzionate o al solo scopo di ridurre i costi del lavoro”. Infine, “le misure non comportano indebite distorsioni della concorrenza, in quanto l’aiuto è limitato nel tempo ed è aperto a tutti i settori dell’economia”. Su queste basi, Bruxelles ha detto sì.

    Tags: aiuti StatoCalderonedonnegiovaniitalialavoroMezzogiornooccupazioneRiberaue

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