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    Home » Politica Estera » Mzia Amaglobeli, la giornalista in carcere in Georgia da 9 mesi. Nuovo appello all’UE ad agire per la sua liberazione

    Mzia Amaglobeli, la giornalista in carcere in Georgia da 9 mesi. Nuovo appello all’UE ad agire per la sua liberazione

    La salute e le condizioni detentive della giornalista georgiana peggiorano. Rasa Juknevičienė, europarlamentare lituana: “Siamo pronti a fare tutto per sanzionare alcuni esponenti della politica georgiana. Sappiamo però che in Consiglio l’Ungheria si opporrà”.

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    14 Ottobre 2025
    in Politica Estera
    Mzia Amaglobeli

    Petras Auštrevičius (Renew), Irma Dimitradze, Rasa Juknevičienė (PPE), Caoilfhionn Gallagher

    Bruxelles – “Prima che sia troppo tardi, parlate. Prima che sia troppo tardi, agite”. Questo è l’appello all’Unione europea di Irma Dimitradze, giornalista georgiana e collega di Mzia Amaglobeli, la cronista in carcere da gennaio con l’accusa di aggressione a pubblico ufficiale durante le proteste scoppiate nell’ottobre scorso in Georgia. In molti, tra cui Bruxelles, considerano l’arresto come una scelta arbitraria delle autorità per silenziare la libertà di parola.

    Portare le istanze di Amaglobeli all’interno delle istituzioni europee dopo 9 mesi di detenzione è un modo per rinnovare l’attenzione mediatica nei confronti della repressione governativa del movimento di protesta in Georgia, esploso dopo la contestata tornata elettorale di un anno fa. Il Parlamento europeo ha solo timidamente provato a comminare sanzioni a politici o esponenti del partito di governo Sogno Georgiano, trovando però sempre l’opposizione dei Paesi membri, che sui regimi di sanzioni deliberano all’unanimità. Lo ricorda Rasa Juknevičienė, europarlamentare lituana del gruppo dei Popolari, nella conferenza stampa dedicata alla vicenda di Amaglobeli, convocata oggi (14 ottobre) all’Eurocamera. “In Parlamento siamo pronti a fare tutto per sanzionare alcuni esponenti della politica georgiana. Sappiamo però che in Consiglio – sorpresa, sorpresa – l’Ungheria si oppone”.

    Official visit to #Georgia. One thing is clear about this weekend’s elections: the people of Georgia voted for peace and prosperity in free and democratic elections. We are here to support Georgia’s European integration efforts and to strengthen relations.

    Thank you for… pic.twitter.com/JuaW7yZN8A

    — Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) October 29, 2024

    La ricostruzione di Juknevičienė è corretta ma incompleta. Addossare tutta la colpa a Orbán non è del tutto giusto. L’Italia, insieme a Ungheria, Slovacchia, Spagna e Romania, ha fatto fronte comune contro le sanzioni alla Georgia. Un atteggiamento che è valso una visita del contestato primo ministro Irakli Kobakhidze a Milano, per l’inaugurazione del Consolato Generale della Georgia, e il plauso su X all’Italia da parte del politico.

    Mzia Amaglobeli
    La giornalista georgiana Mzia Amaglobeli in custodia cautelare (foto: profilo X di Natia Mezvrishvili, vicesegretaria del partito ForGeorgia)

    Nella sala stampa, intitolata a un’altra giornalista perseguitata, Anna Politkovskaya, le parole dedicate alla reporter Amaglobeli assumono un significato diverso. La cronista del network georgiano Batumelebi e Netgazeti è da quasi un anno in un penitenziario a Batumi, sulle coste del Mar Nero. Da lì ha fatto giungere un appello per riportare i riflettori del suo caso in Europa. Il momento per lei è complesso, la sua salute è molto cagionevole, ricordano sia l’ex collega Dimitradze, sia l’avvocata della detenuta, Caoilfhionn Gallagher. L’impossibilità di cure approfondite ha peggiorato la sua vista, un deterioramento dovuto oltre alle condizioni detentive alla scelta di iniziare uno sciopero della fame durato 38 giorni.

    Il motivo della sua carcerazione è chiarito da Petras Auštrevičius, eurodeputato lituano per il gruppo Renew: “I giornalisti indipendenti sono i più grandi nemici dei regimi non democratici, per questo finiscono in carcere”. I numeri, in effetti, sono inquietanti: nello Stato a sud del Caucaso sono stati accusati, con vari capi di imputazione, più di 174 giornalisti, un numero molto alto per un Paese di ridotte dimensioni.

    La situazione sociale e il clima politico sono in continuo peggioramento, continua Auštrevičius: “Negli ultimi mesi abbiamo visto arresti arbitrari, persecuzioni giudiziarie e la condanna di leader di opposizione e di un giornalista”. Nelle piazze però i manifestanti non si fermano ad alzano il livello di scontro con le autorità: pochi giorni fa il picco con la tentata irruzione nel palazzo presidenziale.

    Protestors against the Russian-backed government in Georgia have begun storming the Presidential Palace.

    Unlike Maduro, Lukashenko and Assad, when Ivanishvili calls Putin, no one is picking up the phone. pic.twitter.com/xedfLIXNok

    — Jay in Kyiv (@JayinKyiv) October 4, 2025

    L’Unione Europea resta a guardare, nonostante le bandiere a dodici stelle continuino a sventolare nelle piazze di Tbilisi. La speranza per i georgiani filoeuropei è quella di un’azione congiunta, prima che sia troppo tardi. Quel “troppo tardi” suona però quasi come una sentenza. Lo sa bene la legale della giornalista, Caoilfhionn Gallagher: “Io ho curato gli interessi non solo di Mzia ma anche di Daphne Caruana Galizia (giornalista maltese uccisa da un’autobomba per le sue inchieste sulla corruzione politica, ndr). L’Unione Europea ha intrapreso un’azione molto forte in relazione a Malta solo dopo la sua morte. Ora qui abbiamo una situazione simile: il tempo per l’azione è ora”.

    Tags: Georgiagiornalista georgianaMzia Amaglobeli

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