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    Home » Industria e Mercati » Auto, T&E: “Il 2025 anno di svolta per prezzi e vendite delle elettriche. Un rischio allentare il target 2030”

    Auto, T&E: “Il 2025 anno di svolta per prezzi e vendite delle elettriche. Un rischio allentare il target 2030”

    Secondo il nuovo report di Transport & Environment, l’entrata in vigore dei limiti alle emissioni nel 2025 ha spinto i produttori a offrire modelli più economici. Ma l’eventuale flessibilità sui nuovi target previsti per il 2030 potrebbe rallentare gli investimenti e invertire il trend

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    12 Marzo 2026
    in Industria e Mercati, Non categorizzato
    Auto elettriche

    Bruxelles – Il 2025 è stato un “punto di svolta” per l’andamento delle vendite e dei prezzi dei veicoli elettrici a batteria (BEV). E ciò grazie all’entrata in vigore dei nuovi limiti alle emissioni di anidride carbonica (CO2) delle auto vendute da ogni casa automobilista europea. Per questo motivo, è uno scenario che deve essere evitato quello dell’eventuale allentamento dei target sulla CO2 per il 2030 – lanciato dalla Commissione Europea nel dicembre scorso che, oltre a fare retromarcia sullo stop al 2035 ai motori a combustione, prevede anche per il triennio 2030-2032 il sistema delle flessibilità introdotto l’anno scorso per permettere ai produttori di conformarsi ai target ed evitare il pericolo di multe. È la riflessione al centro del nuovo report sul mercato europeo dei BEV, pubblicato oggi (12 marzo) da Transport & Environment, la principale ONG europea attiva nel campo della decarbonizzazione dell’automotive nel Vecchio Continente.

    I limiti alle emissioni di cui parla il report sono stati introdotti con il Regolamento UE 631 del 2019, in base al quale ciascuna casa automobilistica deve rispettare una soglia media per quanto riguarda la CO2 emessa dai veicoli che vende sul mercato europeo. Il target è stabilito in maniera incrementale: dal 2020 al 2024 è stato di 95 g di CO2 per km, nel 2025 è salito a 93,6 g, nel 2030 dovrebbe raggiungere i 49,5 g e infine nel 2035 l’elettrificazione del settore auto avrebbe dovuto essere completata e la produzione di veicoli a combustione del tutto eliminata. Lo studio definisce il mantenimento di questi limiti “la principale forza trainante del mercato dei BEV”, capace di trasformare la vendita di veicoli elettrici da scelta commerciale a necessità economica: di fronte all’obbligo di aumentare il numero di BEV venduti sul mercato europeo (pena una sanzione di 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccedenza), le principali case automobilistiche del continente hanno dovuto espandere la loro produzione di auto elettriche dal tradizionale settore dei modelli di lusso alle auto dei segmenti A, B e C, più economici e accessibili al consumatore medio. Il risultato, come dimostrano i numeri del report, è stato un aumento delle vendite e una graduale riduzione dei prezzi.

    Nel 2025, il mercato dei BEV ha conosciuto una “significativa accelerazione“, raggiungendo il 19 per cento delle vendite totali, e le previsioni indicano che la percentuale è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi due anni (23 per cento nel 2026 e 28 per cento nel 2027). Sul fronte dei prezzi, i dati sono altrettanto positivi. Dopo il quinquennio 2020-2024, nel quale i prezzi dei veicoli elettrici erano aumentati di circa 5 mila euro (toccando quota 44.600 euro nel 2024), il 2025 è stato il primo anno in cui il costo medio è diminuito, raggiungendo la cifra di 42.700 euro (-4 per cento). La riduzione più significativa ha coinvolto proprio il segmento B delle auto piccole (-13 per cento) e si prevede che – mantenendo invariati i target sulla CO2 previsti per il 2030 – tra quattro anni sarà raggiunta la parità di prezzo con i veicoli a combustione equivalenti. I modelli di grandi dimensioni e premium (segmenti D e E) hanno già raggiunto questo obiettivo.

    È proprio in riferimento alle previsioni per il prossimo quinquennio che il ragionamento contenuto nel report incontra un grande ‘però’: il trend di aumento delle vendite e diminuzione dei prezzi dei BEV rischia di interrompersi e invertirsi se l’ipotesi di allentamento dei limiti alle emissioni presentata dalla Commissione dovesse diventare realtà. Con meno ‘fiato sul collo’, le case automobilistiche potrebbero rallentare il processo di elettrificazione della loro flotta e tornare nuovamente a concentrarsi solo sull’esclusivo e costoso segmento delle auto di lusso. Ciò innescherebbe una sorta di effetto domino con un nuovo aumento dei prezzi e una riduzione complessiva delle vendite di BEV. I numeri di T&E indicano che il prezzo medio dei veicoli elettrici dal segmento A al segmento C potrebbe crescere di circa 2.300 euro nel 2030, invece che raggiungere la parità di prezzo con i modelli a combustione.

    Cosa prevedono concretamente le proposte di modifica da parte di Palazzo Berlaymont? Innanzitutto, un primo cambiamento, quello sulle flessibilità richieste dalle case automobilistiche per scongiurare il pericolo di multe a partire già dall’anno scorso per la non conformità agli obiettivi, è stato approvato nel 2025 con il Regolamento UE 1214: il calcolo della media delle emissioni da non superare per il quinquennio 2025-2029 non viene più effettuato anno per anno, ma spalmato su un periodo di tre anni. Secondo T&E, questo significa rallentare i tempi con cui le case automobilistiche dovranno procedere all’elettrificazione del proprio parco macchine, permettendo loro di sforare il limite per la prima parte del triennio per poi compensare nella seconda parte. “Il target del 2030 verrebbe indebolito da una media triennale (2030-2032) dell’obiettivo, con supercrediti concessi ai piccoli veicoli elettrici a batteria prodotti in Europa. Ciò comporterebbe una riduzione di 10 punti percentuali della quota di veicoli elettrici a batteria nel 2030: dal 57 per cento al 47 per cento”, ha calcolato l’associazione. Quello che l’esecutivo UE sembra proporre adesso è l’applicazione del medesimo criterio per il successivo quinquennio 2030-2034, calcolando la media dei 49,5 g di CO2 per km sui tre anni dal 2030 al 2032. Ancora più radicale è la proposta dell’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) di estendere il calcolo della media all’intero quinquennio 2030-2034 e di essere meno severi nel computo delle emissioni delle ibride plug-in, “sebbene questi veicoli inquinino più o meno quanto le tradizionali auto a combustione”, spiega T&E.

    “Se anche una parte di queste richieste dovesse essere accolta, si aprirebbe uno scenario estremamente preoccupante che ritarderebbe gli investimenti e la riduzione dei prezzi nel settore dei BEV, indebolendo le ambizioni e rallentando la velocità dell’intero processo di elettrificazione del mercato europeo delle auto”, ha spiegato Lucien Mathieu, direttore del dipartimento Auto di T&E. Per questo, l’ONG chiede di mantenere inalterato il Regolamento 1214: “La transizione verso l’elettrico rimane l’unico percorso praticabile per la salvaguardia del clima e della competitività industriale dell’UE”, ha scandito.

    Tags: anidride carbonicaauto elettricheautomotiveCO2commissione europeaelettrificazionegreentransizione energeticaTransport & Environment.

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