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    Home » Economia » Imprese soddisfatte, sindacati preoccupati, politica divisa: le reazioni al ’28esimo regime’ UE

    Imprese soddisfatte, sindacati preoccupati, politica divisa: le reazioni al ’28esimo regime’ UE

    BusinessEurope e Eurochambres salutano con favore l'iniziativa della Commissione europea per la competitività, critiche dall'ETUC. All'europarlamento i socialisti chiedono modifiche a prova di lavoratori

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Marzo 2026
    in Economia
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    Bruxelles – Le imprese esultano, i sindacati si inquietano e la politica si divide. La proposta della Commissione europea di nuove regole a misura di impresa e competitività, note come ’28esimo regime’, produce reazioni diverse e contrastanti tra loro. BusinessEurope, la confederazione delle confindustrie europee, considera l’iniziativa “uno sviluppo positivo per la competitività nel mercato unico”. Le imprese europee “accolgono con favore” questa proposta, commenta il segretario generale dell’associazione, Markus Beyrer, in quanto “potrebbe semplificare le procedure di costituzione, espansione e operatività per imprenditori e aziende in tutti gli Stati membri”. Inoltre, auspica, “potrebbe inoltre contribuire ad attrarre investimenti, offrendo un quadro societario europeo affidabile e semplice”.

    Soddisfatto ma non del tutto il presidente di Eurochambres, Vladimír Dlouhý: “Se attuata in modo efficace, l’iniziativa ha il potenziale per fornire a fondatori, imprese, investitori e altri soggetti interessati una struttura legale affidabile a supporto delle aziende che desiderano espandersi oltre confine”. Tuttavia, lamenta, “le questioni relative all’insolvenza devono rimanere di competenza degli Stati membri per garantire la certezza del diritto, salvaguardare i quadri normativi nazionali consolidati da anni ed evitare inutili sconvolgimenti transfrontalieri”.

    Cauto Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance: “Esprimiamo discreta soddisfazione perché la questione principale in questa fase era tra regolamento e direttiva, e la formula normativa scelta vincola maggiormente lasciando minore spazio alla discrezionalità degli Stati membri”. Adesso, aggiunge, “inizia un lungo iter normativo che monitoreremo con grande attenzione per rendere il provvedimento il più possibile incisivo”.

    Ben diversi toni e reazioni della Confederazione dei sindacati europei (ETUC): “La bozza di regolamento proposta non include disposizioni legali per impedire alle imprese di rifiutare le ispezioni del lavoro”, lamenta l’associazione. Allo stesso tempo, il 28esimo regime “non include disposizioni per impedire alle aziende di eludere la legislazione nazionale sul lavoro e i contratti collettivi, sostituire i salari garantiti o i contratti di lavoro con stock option, ignorare il diritto dei lavoratori all’informazione e alla consultazione nei processi di ristrutturazione, minare il diritto dei lavoratori alla rappresentanza nel consiglio di amministrazione, eludere i contributi previdenziali e le imposte nazionali”. Insomma, attacca la segretaria generale Esther Lynch: “Ai lavoratori era stato promesso che i loro diritti sarebbero stati pienamente tutelati, ma tali tutele non si trovano da nessuna parte nel regolamento”.

    Critiche e riserve sul 28esimo regime arrivano anche dal Parlamento europeo. Il gruppo dei socialisti (S&D), attraverso René Ripasi, relatore della relazione in materia approvata il 20 gennaio, rileva che la proposta della Commissione europea, pur rappresentando “un passo avanti verso il completamento del mercato unico”, ha però come pecca il fatto che “presenta delle lacune importanti e sostanziali, come ad esempio norme concrete sui vincoli patrimoniali per prevenire acquisizioni fraudolente e abusi in materia di tutela dei creditori, diritto del lavoro e partecipazione dei dipendenti al consiglio di amministrazione”. Vuol dire che, avverte, “senza solide garanzie, la forma societaria rischia di essere sfruttata fin dall’inizio” a scapito dei lavoratori. Insomma, il sostegno dei socialisti è vincolato alle correzione che si rendono necessarie, avverte Ripasi: “Il gruppo S&D è pronto a battersi per un 28esimo regime di diritto societario che non lasci i lavoratori in balia degli eventi e che preveda solide tutele sociali”. Brando Benifei (PD), è categorico: “La proposta va rafforzata per evitare abusi e garantire i diritti dei lavoratori”.

    Soddisfazione viene espressa dai banchi dei liberali (Renew Europe, RE): “Renew accoglie con favore questa proposta“, il commento del gruppo. Bene in particolare le proposte in materia di stock-option, la partecipazione azionaria dei dipendenti. “Il trattamento fiscale delle stock option per i dipendenti rappresenta un problema rilevante”, sostiene Ľudovít Ódor, responsabile del file per il gruppo in commissione Affari economici. “Dobbiamo assicurarci che nel 28esimo regime tali opzioni siano trattate come plusvalenze e tassate solo al momento della loro effettiva realizzazione”.

    Tags: BusinessEuropediritto del lavoroEtucEurochambresimpreseparlamento europeosindacatiue

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