Bruxelles – Il settore del tabacco in Italia non è solo una questione di gettito fiscale, ma un pilastro industriale che vede il Bel Paese ricoprire un ruolo centrale sia a livello europeo che globale, specialmente nel campo dell’innovazione. In un’intervista rilasciata a Eunews, Marco Falcone, eurodeputato di Forza Italia e relatore per il PPE del dossier sulla proposta di revisione della tassazione sul tabacco in commissione per gli Affari economici e monetari (ECON), spiega la posizione del suo gruppo rispetto alle imminenti revisioni delle direttive europee sulla tassazione (TED) e sui prodotti del tabacco (TPD).
Il parlamentare parte dall’esempio italiano, dove si è saputo trasformare un settore tradizionale in un’eccellenza tecnologica. “Siamo ormai un punto di riferimento mondiale per i prodotti innovativi”, esordisce Falcone. I numeri parlano chiaro: una filiera diffusa che impiega circa 44mila persone tra agricoltura, manifattura e servizi. Secondo l’eurodeputato, la forza del modello italiano risiede proprio nella capacità di governare la transizione. “Squilibri troppo forti nella tassazione in questa fase potrebbero indebolire il passaggio verso i nuovi prodotti”, avverte, sottolineando come la tutela della salute debba camminare di pari passo con la salvaguardia di un comparto agricolo e industriale d’eccellenza.
Il dibattito a Bruxelles sulla revisione della direttiva fiscale è acceso. Se da un lato c’è il consenso sull’adeguamento delle accise minime per scopi di salute pubblica, Falcone mette in guardia contro l’eccesso di zelo burocratico. “Misure sproporzionate finirebbero per fare un favore al mercato illecito. La normativa UE deve riconoscere le differenze tra prodotti tradizionali a combustione e prodotti innovativi”. L’obiettivo è ottenere un quadro fiscale che rispetti il principio di proporzionalità, evitando che un carico fiscale insostenibile spinga i consumatori verso canali non controllati, vanificando gli sforzi sanitari e danneggiando l’erario.
In attesa dell’analisi d’impatto della Commissione Europea sulla Tobacco Products Directive (TPD), la delegazione popolare si prepara a dare battaglia su basi pragmatiche. Falcone invoca il “buon senso” come bussola per le future decisioni: tutela dei minori e salute pubblica, certamente, ma senza sacrificare la competitività delle imprese europee.
“Dobbiamo adottare decisioni proporzionate ed efficaci”, spiega Falcone. La preoccupazione è che un approccio eccessivamente restrittivo possa deprimere gli investimenti nella ricerca, lasciando campo libero a prodotti e capitali provenienti da Paesi extra-UE, meno regolamentati e meno attenti agli standard di qualità europei. Affrontare la dipendenza da nicotina è una priorità, ma per Falcone la soluzione non può essere solo fiscale. La strategia deve essere multidimensionale: “Contrasto rigoroso all’iniziazione al fumo tra i giovani e, parallelamente, sostegno alla ricerca scientifica”.
“Non sarebbe proficuo deprimere gli investimenti nel settore, specie nella manifattura di prodotti innovativi”, conclude l’eurodeputato. L’idea è quella di un’Unione europea che continui a essere il motore propulsore del cambiamento tecnologico, guidando la riduzione del rischio invece di subire le dinamiche di mercati terzi.
La Commissione europea ha pubblicato la settimana scorsa (2 aprile) la valutazione per controllare l’effettività delle direttive attualmente in vigore sulla regolamentazione del tabacco. Si tratta della direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e sui divieti pubblicitari del tabacco e sulle avvertenze sanitarie. Sulla base di questa valutazione, la Commissione UE effettuerà ora una valutazione d’impatto e proseguirà il processo di consultazione.











